Marin Faliero – Il Blog Sono caustico, me ne rendo conto

2ott/081

I Sindacati non sono quello che sembrano, ma un gemello diverso e più furbo

Gemelli Kaulitz (Tokio Hotel)

Siccome sono modesto e mi è molto piaciuto leggere un vecchio post ve lo ripropongo, soprattutto alla luce delle recenti sortite di Epifani con CAI e Confindustria.

Occhio che allora mi prendevo molto sul serio, con inevitabili risvolti sulla pesantezza dell'articolo.

mercoledì 31 ottobre 2007

IL SINDACATO IN ITALIA - CONTRADDIZIONI

Occuparsi del Sindacato, chissà per quale motivo, non è critico ma sempre anti sindacale. Sono intoccabili come una vergine vestale. Ma di questi tempi, con gli operai di Torino e Milano che fischiano e spernacchiano impuniti, potremo sfrontatamente esaminare qualche aspetto contraddittorio dell'attuale panorama sindacale italiano.
il Sindacato dei Lavoratori nel nostro paese, sia esso identificato come si vuole, rappresenta per buona parte quelli che non lavorano più, e sottoscrive accordi che non valgono nulla.
Se pensate che abbia scritto una gran cazzata fatevi una bella risata, ma poi seguite il semplice ragionamento che vi propongo. La questione della validità degli accordi è storicamente lunga, e trova origine nella volontà dei Costituenti di lasciare libera da condizionamenti l'attività sindacale, in precedenza sottoposta a rigidi controlli da parte del regime fascista. Nella Carta Fondamentale questo avviene realizzato attraverso l'art. 39, che riproduco integralmente:

Costituzione Italiana, Art. 39.

L'organizzazione sindacale è libera.

Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge.

È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.

I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.

Il I° comma dell'art. 39 sancisce categoricamente la libertà delle organizzazioni sindacali, cui “ ...non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione...”.
Se lo scopo della norma è palesemente quello di evitare ogni possibile intromissione dello Stato o di un suo potere, viene però imposto l'obbligo di registrazione, che attribuisce alle organizzazioni sindacali la personalità giuridica, a sua volta presupposto per la stipula di contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria "...
per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce."
Lo dice la Costituzione, mica io.
I Sindacati quindi, secondo l'art. 39 della nostra Costituzione, devono registrarsi per essere soggetti di diritto idonei a stipulare contratti collettivi (i famosi CCNL).
E per registrarsi sono sottratti ad ogni preventiva valutazione di chicchessia, basta che i loro Statuti prevedano ordinamenti interni realizzati su base democratica (Statuto CGIL; Statuto CISL; Statuto UIL)
III° co. È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.”
Nulla più.
Eppure i sindacati non si sono mai registrati in oltre 60 anni.
E qual'è, allora, il destino dei contratti collettivi di lavoro, sottoscritti da un soggetto (non registrato) privo delle qualità richieste dall'articolo 39?
Nella migliore delle ipotesi, alla lettera dell'art. 1425 Codice Civile, annullabili perché stipulati da una parte legalmente incapace di contrattare, e quindi invalidabili dai soggetti che risultino danneggiati dal vizio del consenso.
Basterebbe, forse, un metalmeccanico inferocito per mandare in vacca i contratti collettivi di lavoro, per le cui sorti scendono rumorosamente in piazza milioni di persone.
Sempre che non si voglia accettare, con sofisticate elucubrazioni dottrinarie, che la Costituzione non voleva dire proprio quello che i Padri Costituenti hanno scritto con molta chiarezza, ma che noi potevamo fare a nostro "tiramento di culo".
Devo riconoscere che sarebbe una scoperta rivoluzionaria, e mortificata da una paternità modesta come la mia.
Però ammettete che il ragionamento fila, o se non altro, che appare molto suggestivo.
Altro punto da approfondire è la reale rappresentatività delle Confederazioni Sindacali, CGIL CISL e UIL.
I dati forniti dalle stesse Confederazioni, infatti, evidenziano una sindacalizzazione complessiva pari a circa la metà della popolazione attiva del paese.
Su 24 milioni di lavoratori (Eurostat), meno di 12 posseggono una tessera, e quasi 6 sono in pensione.
Riporto i dati disponibili e fornisco i relativi link (a destra i pensionati di ogni Confederazione).

Totale tesserati CISL: 4.346.952 - Federazione Nazionale Pensionati: 2.173.431
Totale tesserati UIL: 1.935.925 - Pensionati 552.713
Totale tesserati CGIL: 5.566.609 - Sindacato Nazionale Pensionati: 2.879.511

Questi elementi permettono di eseguire due ordini di considerazioni.
La prima è relativa ad un potere di rappresentanza straordinario attribuito alle Associazioni Sindacali, che negoziano in rapporto di ¼ sull'intera forza produttiva (composta in parte anche da imprenditori, chiaro).
Nella pratica è come se un quartiere cittadino decidesse da solo col progettista su come realizzare un piano regolatore comunale.
La seconda, invece, presenta risvolti molto più divertenti.
Se l'antagonismo sindacale è comunque da sostenere, quale indispensabile contraddittorio nella negoziazione salariale con i datori di lavoro, certo vien da chiedersi se non vi sia alcuna contraddizione nel sostenere contemporaneamente le ragioni di lavoratori e pensionati, che sono contrapposte ed ormai in rapporto paritario tra loro all'interno delle diverse Confederazioni.
La spesa sociale necessaria per garantire il maggior benessere della popolazione inattiva, va intuitivamente corrisposta da quella attiva.
E se io li rappresento tutti e due, nell'interesse di chi mi adopero?
La risposta sarebbe certamente corale: di entrambi, perdindirindina!
Ma se ottengo un vantaggio per il pensionato, siamo proprio sicuri che non inchiappetto il lavoratore?
Mi permetto, quanto meno, di segnalare l'anomalia.
Chissà che qualche Garante non legga questo post.


7ago/0819

La Thatcher bonsai ha fatto il miracolo! Altro che padre Pio…

Brunetta

Trentanovemila guarigioni in 90 giorni, forse neanche il Santo di Pietralcina avrebbe potuto fare meglio.

I numeri sono impietosi nei confronti del pubblico impiego, che registra una verticale riduzione delle assenze per malattia rispetto al trimestre maggio/giugno/luglio del 2007.

I dati sono riportati nell'articolo apparso oggi su Repubblica.it:

  • maggio - giugno : 14.000 persone al lavoro in più
  • luglio : 25.000 persone al lavoro in più.

Dunque leggittima la soddisfazione del Thatcher Bonsai, riuscito dove persino vaccinazioni e penicillina avevano fallito.

Ora si impone una valutazione oggettiva di questi risultati, alla quale dovrebbe seguire un plauso generale (se fossero esatti) oppure una severa censura (se inesatti o gonfiati).

Mi chiedo come vada interpretato in tal senso il tombale silenzio dei sindacati.

30apr/081

700 MILA SINDACALISTI; SEI VOLTE PIU’ DEI CARABINIERI. L’ALTRA CASTA

Oggi ho voglia di raccontarmi, oltre che di fare polemica, quindi non pensate alla lettura mordi e fuggi, fermatevi due minuti.
Quando vado nelle librerie sono vittima di tre scaffali, in questo preciso ordine gerarchico: politica, informatica, storia.
Lo scaffale della politica è in realtà un diversivo per il commesso, che così non verrà a chiedermi di cosa ho bisogno e mi lascerà gironzolare con calma.
Dopo aver passato in rassegna le novità scivolo quindi sui poderosi manuali sul Cobol ed il linguaggio sthml o html, dei quali non saprò mai realmente cosa fare senza sei mesi ininterrotti di ferie, per poi balzare come un ninja sui libri di storia.
Di solito qui provo un curioso orgasmo accarezzando ogni copertina, dai tomi sulle esecuzioni capitali a Venezia allo Studio sul sistema di reclutamento delle truppe Alpine, di derivazione prussiana.
Sabato non ho trovato nulla di stimolante, ma non volevo uscire a mani vuote.
Così ho comprato il DVD di Sergio Paolini, 'Il Sergente', un libro di Carofiglio che mi mancava e 'L'altra casta' di Stefano Livadiotti. 49 euro.
Tornato a casa, dopo cena, ho proposto alla mia compagna Paolini ma ho dovuto cedere il passo ad una performance del dottor House, alle prese con una pericolosa intossicazione da merde di piccione.
Allora ho acceso la luce del comodino, ho preso in mano 'L'altra casta' e ne ho letto il dorso:
"La sola Cgil ha un giro d'affari valutato in un miliardo di euro. I delegati delle tre centrali sindacali sono 700 mila, sei volte più dei Carabinieri.
I loro permessi equivalgono a un milione di giornate lavorative al mese. E costano al sistema-paese un miliardo e 854 milioni di euro all'anno."
Mi è venuto un coccolone.
Alla fine di ottobre avevo scritto un post che si occupava dei sindacati, ma per evidenziare l'assurda posizione simultanea di negoziatori dei diritti dei lavoratori e di paladini dei pensionati.
Mi auto-cito, non voletemene male:
"La spesa sociale necessaria per garantire il maggior benessere della popolazione inattiva, va intuitivamente corrisposta da quella attiva.
E se io li rappresento tutti e due, nell'interesse di chi mi adopero?"
Non conoscevo però i numeri dei delegati sindacali, ma se quelli riportati da Livadiotti, giornalista de 'L'espresso' (non de 'Il secolo d'Italia'), sono veri c'è da riflettere, posto che 1 lavoratore su 30 dei 24 milioni attivi in Italia fa il sindacalista.
Mi mancano una cinquantina di pagine per finire il libro ed ogni 10 mi è montata una incazzatura spettacolare.
Fonti Cgil (pagg. 66-67), ad esempio, quantificano il costo per manifestante tra 25 ed i 30 euro (treno o pullman, cestino per il pranzo) rendendo ogni corteo una emorragia impressionante di soldi che potrebbero essere utilizzati con maggior profitto.
Un milione di persone in giro per Roma significa un investimento di 25-30 milioni di euro per avere 30 secondi di celebrità durante il Tg, una vergogna.
Che finisce il suo viaggio nel water di qualche AutoGrill.
Contratti o tutele dei dipendenti pubblici scandalosi, al Comune di Roma 6000 dei 25000 dipendenti mancano all'appello ogni giorno (pag. 164), ed il sistema informatico con badge d'accesso denuncia assenze medie per oltre 60 giorni l'anno (pag. 165).
Altro capitolo per i CAF, acronimo di Centro di Assistenza Fiscale, che producono introiti per 186 milioni di euro che non vengono tassati.
A questi introiti dovremmo aggiungere come minimo 10 euro richiesti come obolo ad ogni contribuente assistito nella compilazione delle dichiarazioni, e vai con altri milioni di euro esentasse.
Il libro è consigliato a quelli abituati ai travasi di bile, che hanno lo stomaco corazzato o sono interisti, altrimenti può fare male.
Aspetto che qualcuno smentisca Livadiotti o faccia causa all'Espresso, perchè se fosse tutto vero vorrebbe dire che abbiamo trovato un altro cancro del nostro sistema.
Ma temo si tratti di un cancro troppo doloroso da curare, e che i medici abbiano tutto l'interesse a mantenere in vita il paziente.

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