Marin Faliero – Il Blog Sono caustico, me ne rendo conto

21mag/084

2 italiani su 5, forse, consumano tutto il reddito

Nel post di ieri commentavo la notizia relativa al crollo del fatturato industriale, azzardando il sospetto che il dato non fosse estemporaneo ma strutturale, conseguenza della situazione di difficoltà economica di molte famiglie, e della relativa contrazione dei consumi.

Poichè nei commenti mi è stato chiesto se disponessi di qualche documento relativo allo 'stato del risparmio', nel quale gli italiani primeggiavano nel mondo, pubblico in estratto un'indagine commissionata dalla Acri (Associazione delle Casse di Risparmio Italiane) in occasione dell'83° Giornata Mondiale del Risparmio (31.10.2007), comunque consultabile integralmente in formato PDF a questo indirizzo.

Rispetto al 2006 scende in modo non trascurabile il numero di coloro che riescono a
risparmiare (33%, -4 punti percentuali) mentre aumenta il numero di coloro che non riescono ad
accumulare risparmio (39% del totale, 2 Italiani su 5) perché consumano tutto il reddito; aumenta anche il numero di coloro che sono in “saldo negativo”, ossia che devono ricorrere a prestiti o utilizzano il risparmio accumulato. Dal 2001 a oggi le famiglie in “saldo negativo” sono quasi costantemente cresciute del 2% all’anno, con la conseguenza che negli ultimi sette anni sono più che raddoppiate (dal 13% del 2001 al 27% dell’ottobre 2007: più di un quarto degli intervistati)

Dall’analisi dei gruppi si nota che il 38% delle famiglie è in una situazione di difficoltà. Le famiglie in trend positivo risultano più presenti nelle grandi città, quelle in risalita nei centri medi. Tra le famiglie con trend positivo e in risalita si nota un’importante presenza di imprenditori, dirigenti, professionisti; mentre tra le famiglie “in discesa” è più elevata la concentrazione di commercianti ed artigiani. Gli impiegati sono abbastanza presenti sia tra le famiglie con trend positivo sia in risalita, mentre è alta la concentrazione di operai nelle famiglie “in crisi moderata”.
L’effetto di questa situazione porta ad un numero sempre crescente di persone che non vivono
tranquille se non mettono da parte dei risparmi: erano il 26% nel 2001, il 34% nel 2004, il 43%
oggi. Si riducono sia coloro che risparmiano ma senza grandi rinunce (dal 60% del 2001 al 45% del 2007) sia coloro che preferiscono godersi la vita senza risparmiare (il 14% nel 2003, il 9% oggi). Insomma, l’incertezza e le difficoltà economiche si riverberano sull’atteggiamento riguardo il risparmio:
si riduce sempre di più la quota di coloro che riescono a risparmiare, e nel contempo cresce il
numero di quelli che non riescono a vivere tranquilli se non mettono da parte qualche risparmio.

Non è il Vangelo di sicuro, ma mi sento di accoglierne molti punti.