Norvegia – l’amministrazione statale migra verso il software Open Source

Circa una settimana fa pubblicavo questo post, nel quale evidenziavo le enormi possibilità di risparmio correlate, per la pubblica amministrazione, alla migrazione verso il software 'open source'.
In particolare utilizzando l'esperienza descritta da funzionari della Provincia di Bolzano nella trasmissione Report.
Bene, è di oggi la notizia che il Ministro per le Riforme Norvegese ha dato il via alla migrazione del sistema informatico statale verso la piattaforma OpenOffice.
La Norvegia verso il software libero
Obiettivo: risparmiare e ridurre le dipendenze da applicativi proprietari
Un esempio già seguito in altre realtà:
il passaggio delle amministrazioni pubbliche al free software vede alcuni casi significativi in Francia dove la Gendarmerie e il Parlamento sono in fase di migrazione quasi completa, e in Spagna nella regione dell'Estremadura
Open Source italiano: l’Onlus ‘Informatici Senza Frontiere’ nella sanità dei paesi in via di sviluppo
Direttamente dal blog di Giorgio: cwi/madeinitaly
Il miglior Made in ITaly non lo produce un’azienda
Desidero dedicare il mio pensiero settimanale ad un gruppo di persone straordinarie e al loro grande leader. Così, per una volta, parlando di Made in ITaly non mi riferisco ad aziende o imprenditori.
Lo immaginavate che molti ospedali in Kenia, Uganda, Afganistan, Tanzania, Benin, basano le loro organizzazioni su di un software Open Source realizzato dall’Associazione Onlus Informatici Senza Frontiere (ISF) insieme agli studenti dell’Istituto Tecnico Volterra di S.Donà? E che l’obiettivo di ISF è di informatizzare altri cento ospedali con questo software?
Lo sapevate che grazie a questi volontari il computer è diventato uno strumento di riscatto per persone disagiate senza dimora, portatori di gravi handicap, bambini sofferenti in quarantena, detenuti in carcere?
Il toccante prodotto di questo puro Made in ITaly è frutto di un seme datato fine 2005: un gruppo di CIO amici che hanno deciso di mettere a disposizione competenze e tempo libero per produrre valore sociale fondando “Informatici senza Frontiere”, il cui nome fortemente evocativo si ispira alla nota associazione pioniere nel volontariato, Medici senza Frontiere.
Le loro attenzioni si sono sin dall’inizio concentrate sulla lotta al digital divide.
Ben presto, nel più sano e disinteressato spirito di volontariato, sono fioccati i risultati man mano sempre più importanti:
oltre 150 soci attivi, numerosi progetti sul campo e molti altri in cantiere, proposte e idee di ogni genere, relazioni di altissimo livello con avvio di piani condivisi con grandi vendor IT internazionali, apertura di varie sezioni regionali molto attive.

Complimenti, Gimo Botter (nella foto), complimenti Claudio Pieri, Fabrizio Montino, Maurizio Da Ros, Gigi Sernaglia e complimenti a tutte quelle bravissime persone che con voi hanno fatto partire questa sorprendente ed emozionante creatura grazie alla vostra generosità e alla vostra brillante intraprendenza.
Maggiori approfondimenti potete trovarli nel sito e nel blog.
PS: Tra l’altro Informatici senza Frontiere è il primo Made in Italy che non disdegna di essere copiato!




