Yes we tube – il primo discorso di Obama su YT
Obama non intende perdere contatti con il numeroso pubblico che l'ha supportato (e finanziato) tramite la rete.
Il suo primo intervento da presidente eletto è fatto usando Youtube.
Certamente una bella novità
Alla fine ha vinto il coraggio

Circa tre settimane fa mi chiedevo se nella scelta del nuovo presidente degli Stati Uniti sarebbero prevalse la paura o il coraggio.
Obama, senza dubbio, è una scelta molto coraggiosa, quasi incosciente, da noi forse impossibile.
Ma per fortuna, per una volta, nel grigio mondo della politica si è scommesso, dimostrando che talvolta c'è la necessità intima di fare scelte nuove.
Sono troppo giovane per non essere contento dell'elezione di Obama, e troppo vecchio per esaltarmi con aspettative ingenue.
Ma è una svolta importante, speriamo bene.
Good luck, mr. President
4 novembre 1918 – 4 novembre 2008

Esattamente 90 anni fa terminava il primo conflitto mondiale, e con esso un'epoca, quella degli Imperi Centrali.
I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza. (dal BdV di Diaz)
Domani 4 novembre 2008 si conclude un secondo conlitto di portata mondiale, all'interno del paese che più degli altri ha condizionato le recenti sorti del pianeta.
Tra Repubblicani e democratici, ma anche tra bianchi e neri, tra il figlio di un ammiraglio dell'US Navy ed il figlio di un immigrato keniota.
Se si concluderà anche un'epoca lo sapremo entro breve.
Chissà chi di loro risalirà in disordine e senza speranza le valli che aveva disceso con orgogliosa sicurezza
Colpi bassi alle presidenziali Usa – si comincia con la zia di Obama clandestina
L'attesa kermesse di vicendevoli sputtanamenti tra i candidati è iniziata.
Da Foxnews la notizia del giorno, la zia di Obama vive illegalmente da 4 anni nelle case popolari di Boston
Wazzup! (remake dello spot Budweiser per Obama)
Quello originale
e quello per le presidenziali di novembre
Sono troppo belli entrambi
Ho fatto vincere Mc Cain per un voto!
Quelli che si vogliono divertire personalizzino il video qui
Il voto in America, prevarrà la paura o il coraggio?

Nutro dei sentimenti contraddittori nei confronti degli americani.
Non li sopporto quando fanno il 'cugino' grande e grosso (e a volte ottuso) degli israeliani o invadono l'Iraq per i cazzi loro, mentre li adoro quando candidano a Presidente un quarant'enne di colore o lo fanno sbertucciare in mondovisione da Joe l'Idraulico.
Tra tre settimane circa si deciderà chi tra Mc Cain e Obama entrerà per il brindisi nella sala ovale.
Il 4 novembre 2008, infatti, gli americani saranno chiamati al voto.
Coraggio o paura?
In recessione economica, con uno sforzo militare ingente da gestire, con Istituti bancari precettati dalla Federal Reserve cosa decideranno gli indecisi nella solitudine delle macchine che li portano al seggio?
Affideranno le loro sorti al giovane democratico di colore che potrebbe sparigliare le carte o preferiranno l'estroso eroe del Vietnam che promette di sistemare ogni cosa?
In questo momento i timori rischiano di trovare grandi consensi nel desiderio consolatore di un leader capace di rimetterli in corsa, oppure di un leader capace di tracciare un percorso per risalire e oltrepassare la china.
Sembrano posizioni simili ma in realtà si rivelano molto diverse tra loro.
La paura potrebbe favorire Mc Cain, rodata 'old fart' dell'ambiente politico, bastian contrario dello schieramento repubblicano, cui più volte ha voltato le spalle per aderire a proposte democratiche; il coraggio, al contrario, premierebbe Obama, primo 'not caucasian' a guidare il paese, abbastanza giovane da introdurre strade politiche nuove.
Coraggio e paura rodono le coscienze degli indecisi, che scesi dalla macchina ormai arrivata al seggio dovranno prendere una decisione.
Quale?
IO TIFO PER OBAMA
Salto a piè pari ogni commento sulla attuale situazione politica italiana per spendere una parola sulle primarie americane.
Anche ad quelle parti, probabilmente, ardono dal desiderio di provare qualcosa di nuovo e che Obama sia il primo papabile presidente di colore è forse il dato più evidente ma non l'unico interessante.
La sua elezione, infatti, interromperebbe una dinastia durata 24 anni e retta alternativamente da due famiglie, i Bush ed i Clinton.
8 anni di George, 8 di Bill, 8 di George W..
Hillary Rodham Clinton, suo malgrado, conclude un giro di ruota che forse non stimola la fantasia dell'elettorato democratico quanto una sterzata molto brusca, sponsorizzata persino dai Kennedy, seguitissima famiglia icona nell'immaginario americano.
Ce chi può e chi non può, o, per essere più chiari, chi può valutare politici nuovi e chi no.
A noi toccheranno infatti i soliti vecchi stinti rinfrescati con una mano di colore vivace.
Del resto questa è l'occasione per spendere tutti i 'carichi' dei quali si dispone, da una parte per capitalizzare il vantaggio dichiarato dai sondaggi e, dall'altra, per limitare al minimo i danni.
Non aspettatevi illustri (ma valenti) sconosciuti in lizza per un posto in cabina di comando.
Lo ho già detto (e lo nego perchè il voto è segreto), il 13 aprile forse scriverò Obama sulla mia scheda elettorale.
PANE AL PANE E VINO AL VINO
La sinistra l'ha presa sui denti, e pagherebbe un dazio pesante se si andasse velocemente alle urne.
La destra non ha fatto una mazza per meritarsi la gloria, ma con tutta quella grazia che le è piovuta dal cielo (gratis), non può permettersi di perdere questo momento favorevole.
Cari lidèrs ospiti di RAI (1-2-3) e Mediaset (4-5-6), ci basta aver partecipato ad una assemblea di condominio per capire la sottile raffinatezza della vostra politica da quattro soldi.
L'uno vuole votare subito e l'altro no, per subitanea opportunità e convenienza.
Però, sappiatelo, noi alle riunioni di condominio ci dobbiamo andare di persona, senza scorte, ed alla politica ci siamo addestrati di anno in anno, magari controvoglia (sacrificando una partita di Coppa Campioni che ancora brucia), ma comunque molto meglio di quanto pensiate o vi raccontino.
Allora, meno pippe mediatico filosofiche elettoral-riformistiche e datemi una matita copiativa che vi faccio vedere di cosa sono capace.
Avanti, venite avanti, che vi sto aspettando.
Questa volta il voto non lo annullo neanche, mangio direttamente la scheda.
Oppure ci scrivo OBAMA, giusto per rompervi i coglioni.




