Recessione e settimana bianca

Ogni giorno che passa avverto sempre più netta la sensazione che qualcosa di sgradevole stia per accadere.
Anche piuttosto velocemente, tra le altre cose.
Un amico che lavora in una CNA (Artigiani) romagnola mi ha raccontato qual'è la sua principale occupazione da qualche mese a questa parte: predisporre 'contratti di solidarietà', vale a dire quelli con i quali si fa 'quadrato' nelle aziende per evitare i licenziamenti, autoriducendosi l'orario lavorativo.
Un compagno di Università, che da anni segue il Nord America per alcuni produttori di pavimentazioni ceramiche del modenese, sintetizza la situazione con un laconico "è tutto fermo, speriamo nel Dubai".
In Friuli si è 'impallato' perfino il celebre settore della sedia.
Altri imprenditori mi descrivono situazioni mai viste "in oltre trent'anni di lavoro" o giunte al limite; spesso ricorre nelle loro conversazioni il termine 'Cassa integrazione'.
Perfino negli studi legali aleggia un certo 'nervosismo', dovuto ad alcune richieste di posticipare il pagamento di parcelle e consulenze.
Tante indicazioni brutte, insomma, che mi fanno chiedere se ce la stiano raccotando tutta tutta.
In compenso non c'è un posto libero in montagna fino a metà aprile.



