PRODI E L’ULTIMO SAMURAI
Romano ce l'ha fatta.
Ottenuta la fiducia alla Camera, dove appariva peraltro scontata, i cronisti lo descrivono avvicinarsi baldanzoso verso palazzo Madama.
Al Senato, però, non sembra attenderlo l'en plein.
Gli analisti hanno infatti consumato le calcolatrici per verificare la possibilità di ottenere la fiducia, senza però trovare alcuna soluzione alle defezioni di Dini (e Diniani), Turigliatto, Pallaro, Mastella (e l'Udeur).
Solo una clamorosa botta di culo o un'improvvisa epidemia influenzale nelle fila dell'opposizione potrebbero salvare il nostro eroe, che in pratica è fottuto, ma non molla.
Viene alla mente la storia di Noubo Sangrayban, ultimo soldato giapponese arresosi dopo la fine del secondo conflitto mondiale.
Fedele al proprio solenne giuramento di fedeltà all'Imperatore lottò nell'isola di Mindoro (Filippine) sino ad esaurire le munizioni, per poi imbracciare arco e frecce.
Solo nel gennaio 1997, ormai ottantacinquenne, decise esausto di consegnarsi ad una sconcertata missione scientifica occidentale.
Romano e Noubo, due irriducibili.
Una cosa, però, distingue forse il secondo.
Noubo, infatti, appreso cosa l'aspettasse nel nuovo Giappone decise di ritirarsi nell'isola dove aveva combattuto per oltre cinquant'anni.
La Mindoro di Romano, invece, è già stata occupata manu militari da Vuòltèr Veltroni.
Romano non ha più nemmeno una casa, come centinaia di migliaia di bamboccioni......



