Perchè Macchiarini ha scelto la Spagna – breve intervista con il chirurgo
Ripropongo un post di qualche giorno fa, poco visibile per problemi con il server sul quale il blog è ospitato. Lo ricarico sui soliti aggregatori e ringrazio nuovamente il dott. Macchiarini per la sua disponibilità.

Il 19 novembre scorso veniva data la notizia di un intervento chirurgico straordinario, il primo trapianto di trachea, realizzato a Barcellona su una donna colombiana (nella foto)
Sotto la guida di un medico italiano, il professor Paolo Macchiarini ( a sinistra nella foto)
Ne scrissi un post, ed il giorno successivo decisi, verso la mezzanotte, di scrivere al dottor Macchiarini un'email con oggetto 'ciao':
An: MACCHIARINI, PAOLO (ICT)
Cc:
Betreff: ciao
Buongiorno dott. Macchiarini (non penso mi leggerà a quest'ora della notte).
Perdoni il 'ciao' confidenziale, ma ho pensato che la sua email, in questi
giorni, sarà intasata, e volevo attirare la sua attenzione.
Ho un blog, sul quale ho commentato il suo recente intervento, traendone
spunto per occuparmi di questioni più generali;
questo è il link al post originale:
http://www.marinfaliero.net/2008/11/macchiarini-dott-paolo-laureato-a-pisa/
Quando avrà tempo, potrà rispondere ad alcune domande?
Non sono permaloso, anche un no è serenamente accettato.
Congratulazioni per quanto ha fatto.
Marin Faliero
Era già una celebrità mondiale, eppure dopo 30 minuti mi ha risposto dandomi completa disponibilità, devo ammettere che è stata una bellissima sensazione.
Oggi ha risposto alle domande che gli avevo rivolto:
MF: dott. Macchiarini, risulta che abbiate eseguito un intervento rivoluzionario.
Può spiegarcene in termini semplici le novità che introduce?
PM: Le novità sono due: da un lato il primo trapianto di trachea e dall’altro il primo trapianto di un organo senza necessitare di farmaci immunosuppressori, cioè farmaci che prevengono o trattano il rigetto che si sviluppa sempre dopo un trapianto di organi umani.
MF: perchè non se ne parla già più? lo ritiene normale o l'uso delle cellule staminali ha creato qualche malumore?
PM: Ma, non sò perche’ dice che non se ne parla già più. In Italia forse, io sto ricevendo centinaia di emails giornalmente ed inviti a fare conferenze in tutto il mondo.
MF: dopo la laurea a Pisa, e conseguente specializzazione, ho appreso che si è subito recato in Spagna.
Il suo trasferimento a Barcellona è determinato da opportunità economiche, professionali, ovvero perchè il paese iberico si è dimostrato all'avanguardia nel settore che le interessava di più'?
PM: Premetto che dopo la laurea sono andato prima negli USA, poi a Parigi e poi in Germania. Sono a Barcellona soltanto dal 2005. Non mi sono trasferito a Barcellona per motivi economici dato che gli stipendi “medici” in Spagna sono i più bassi a livello europeo, ma semplicemente perchè avevo delle condizioni di lavoro e di trasmettere le mie conoscenze ai giovani uniche.
MF: Quali sono le soluzioni addottate dagli spagnoli per assegnare i posti di maggiore reponsabilità? Sopravvivono anche lì clientele e ' Baronie'?
PM: Ho dovuto fare un concorso nazionale, presentando un progetto di lavoro; sarò rivalutato ogni 4 anni. Non ci sono nè clientele ne baroni, ma solo tanta voglia di lavorare.
MF: Lei viene definito in patria come 'cervello in fuga' (o già fuggito), crede che la definizione sia calzante? Cosa dovrebbe accadere perchè lei possa tornare?
PM: Dovrei trovare un ambiente di lavoro ed accademico dove esprimere le mie potenzialità ed insegnare ai giovani ciò che ho appresso all’estero
MF: Ha un suggerimento da formulare al mondo accademico italiano?
PM: Pensare di più al futuro dei giovani italiani
I Sindacati non sono quello che sembrano, ma un gemello diverso e più furbo

Siccome sono modesto e mi è molto piaciuto leggere un vecchio post ve lo ripropongo, soprattutto alla luce delle recenti sortite di Epifani con CAI e Confindustria.
Occhio che allora mi prendevo molto sul serio, con inevitabili risvolti sulla pesantezza dell'articolo.
mercoledì 31 ottobre 2007
IL SINDACATO IN ITALIA - CONTRADDIZIONI
Occuparsi del Sindacato, chissà per quale motivo, non è critico ma sempre anti sindacale. Sono intoccabili come una vergine vestale. Ma di questi tempi, con gli operai di Torino e Milano che fischiano e spernacchiano impuniti, potremo sfrontatamente esaminare qualche aspetto contraddittorio dell'attuale panorama sindacale italiano.
il Sindacato dei Lavoratori nel nostro paese, sia esso identificato come si vuole, rappresenta per buona parte quelli che non lavorano più, e sottoscrive accordi che non valgono nulla. Se pensate che abbia scritto una gran cazzata fatevi una bella risata, ma poi seguite il semplice ragionamento che vi propongo. La questione della validità degli accordi è storicamente lunga, e trova origine nella volontà dei Costituenti di lasciare libera da condizionamenti l'attività sindacale, in precedenza sottoposta a rigidi controlli da parte del regime fascista. Nella Carta Fondamentale questo avviene realizzato attraverso l'art. 39, che riproduco integralmente:
Costituzione Italiana, Art. 39.
L'organizzazione sindacale è libera.
Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge.
È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.
I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.
Il I° comma dell'art. 39 sancisce categoricamente la libertà delle organizzazioni sindacali, cui “ ...non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione...”.
Se lo scopo della norma è palesemente quello di evitare ogni possibile intromissione dello Stato o di un suo potere, viene però imposto l'obbligo di registrazione, che attribuisce alle organizzazioni sindacali la personalità giuridica, a sua volta presupposto per la stipula di contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria "...per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce."
Lo dice la Costituzione, mica io.
I Sindacati quindi, secondo l'art. 39 della nostra Costituzione, devono registrarsi per essere soggetti di diritto idonei a stipulare contratti collettivi (i famosi CCNL).
E per registrarsi sono sottratti ad ogni preventiva valutazione di chicchessia, basta che i loro Statuti prevedano ordinamenti interni realizzati su base democratica (Statuto CGIL; Statuto CISL; Statuto UIL)
“III° co. È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.”
Nulla più.
Eppure i sindacati non si sono mai registrati in oltre 60 anni.
E qual'è, allora, il destino dei contratti collettivi di lavoro, sottoscritti da un soggetto (non registrato) privo delle qualità richieste dall'articolo 39?
Nella migliore delle ipotesi, alla lettera dell'art. 1425 Codice Civile, annullabili perché stipulati da una parte legalmente incapace di contrattare, e quindi invalidabili dai soggetti che risultino danneggiati dal vizio del consenso.
Basterebbe, forse, un metalmeccanico inferocito per mandare in vacca i contratti collettivi di lavoro, per le cui sorti scendono rumorosamente in piazza milioni di persone.
Sempre che non si voglia accettare, con sofisticate elucubrazioni dottrinarie, che la Costituzione non voleva dire proprio quello che i Padri Costituenti hanno scritto con molta chiarezza, ma che noi potevamo fare a nostro "tiramento di culo".
Devo riconoscere che sarebbe una scoperta rivoluzionaria, e mortificata da una paternità modesta come la mia.
Però ammettete che il ragionamento fila, o se non altro, che appare molto suggestivo.
Altro punto da approfondire è la reale rappresentatività delle Confederazioni Sindacali, CGIL CISL e UIL.
I dati forniti dalle stesse Confederazioni, infatti, evidenziano una sindacalizzazione complessiva pari a circa la metà della popolazione attiva del paese.
Su 24 milioni di lavoratori (Eurostat), meno di 12 posseggono una tessera, e quasi 6 sono in pensione.
Riporto i dati disponibili e fornisco i relativi link (a destra i pensionati di ogni Confederazione).
Totale tesserati CISL: 4.346.952 - Federazione Nazionale Pensionati: 2.173.431
Totale tesserati UIL: 1.935.925 - Pensionati 552.713
Totale tesserati CGIL: 5.566.609 - Sindacato Nazionale Pensionati: 2.879.511
Questi elementi permettono di eseguire due ordini di considerazioni.
La prima è relativa ad un potere di rappresentanza straordinario attribuito alle Associazioni Sindacali, che negoziano in rapporto di ¼ sull'intera forza produttiva (composta in parte anche da imprenditori, chiaro).
Nella pratica è come se un quartiere cittadino decidesse da solo col progettista su come realizzare un piano regolatore comunale.
La seconda, invece, presenta risvolti molto più divertenti.
Se l'antagonismo sindacale è comunque da sostenere, quale indispensabile contraddittorio nella negoziazione salariale con i datori di lavoro, certo vien da chiedersi se non vi sia alcuna contraddizione nel sostenere contemporaneamente le ragioni di lavoratori e pensionati, che sono contrapposte ed ormai in rapporto paritario tra loro all'interno delle diverse Confederazioni.
La spesa sociale necessaria per garantire il maggior benessere della popolazione inattiva, va intuitivamente corrisposta da quella attiva.
E se io li rappresento tutti e due, nell'interesse di chi mi adopero?
La risposta sarebbe certamente corale: di entrambi, perdindirindina!
Ma se ottengo un vantaggio per il pensionato, siamo proprio sicuri che non inchiappetto il lavoratore?
Mi permetto, quanto meno, di segnalare l'anomalia.
Chissà che qualche Garante non legga questo post.
Mi scrive Giulio, ingegnere informatico emigrato in Olanda

Oggi il post è rappresentato da un recente commento al primo articolo di Marin Faliero, questo, del 19 ottobre 2007.
Chi mi scrive in questi giorni è Giulio, ingegnere informatico, che ha deciso di cercare fortuna all'estero.
Ognuno tragga le conclusioni che ritiene, io provo tanta amarezza (nonchè invidia per le gnocche...)
…mi presento…sono un laureato in informatica.
Ero libero professionista in Italia…e dai 3000 euro al mese che guadagnavo, tolte le tasse (irap,ira di Dio, irpef,herpes ecc.ecc.) vommercialista infame, avvocato del menga (per recuperare i crediti), mi rimanevano si e no 1200 al mese.
Non era comunque male. Ma mi ero strarotto i coglioni di come mi trattavano i clienti, di dover sempre cacciare (si, come in una battuta di caccia) il lavoro porta a porta con il portfolio in mano baciando le mani qui e li`.
Sono emigrato ad Amsterdam, terra di gnocche e di ditte prolifere.
Guadagno 3 volte tanto da dipendente (+bonus vari), la vita costa pure meno
(per i gli scettici: http://www.mercer.com/summary.htm?siteLanguage=102&idContent=1314445
Milano undicesimo posto, ROma sedicesimo, Amsterdam venticinquesimo) vengo trattato da professionista e non come uno schiavo da sfruttare…
E la vita, la mentalita` piu` aperta, l’internazionalita`, la cultura….non tornerei neanche se in Italia mi offrissero la stessa cifra. Altro che resa…e` stata una fortuna che in Italia mi abbiano rotto le palle a tal punto da farmi emigrare…in questo modo ho potuto scoprire che esiste qualcos’altro oltre il Moncenisio.
Ciao,
Giulio
Visto che i giornali non lo fanno diamo noi le notizie sugli incendi dell’estate 2008
Appurato che il problema degli incendi estivi non è risolto, ma semplicemente 'accantonato' dai media tradizionali, cerchiamo di dare noi un'informazione corretta.
Vi invito, per quanto siete a conoscenza, ad inserire nei commenti (o un segnaposto con Frappr) con tutte le notizie sui roghi in ogni parte d'Italia, meglio se comprovabili.
Da Mentone a Trieste, da Bolzano a Lampedusa.
Isole comprese
iPhone, alcune cose che è bene sapere (almeno in Italia, visto che altrove già le sanno)

29 giugno 2008, un milione di pezzi venduti nel mondo in una manciata di ore.
Eppure pare che nessuno degli iPhoner italiani si preoccupi abbastanza di valutare un aspetto fondamentale del proprio nuovo telefono: la batteria è integrata e non si può cambiare acquistandone comunemente una di nuova.
Premetto che non possiedo il nuovo status symbol prodotto dalla casa di Cupertino e che per le valutazioni che seguono mi sono limitato a dare un'occhiata a quanto dice la Apple sul proprio sito.
Durata massima della batteria
iPhone 3G offre fino a 5 ore di conversazione su 3G, 10 ore di conversazione su 2G1 , 5 ore di utilizzo di Internet su 3G2 , 6 ore di utilizzo di Internet su Wi-Fi3 , 7 ore di riproduzione video4 o 24 ore di riproduzione audio5 con una carica completa alla capacità originale della batteria. Presenta inoltre fino a 300 ore di autonomia in standby.6
Se utilizzo intensivamente l'apparato, senza intervenire sulle impostazioni fino a ridurlo ad un fermacarte, è ragionevole ritenere che la ricarica della batteria debba essere eseguita con cadenza quasi quotidiana.
Il grande display da 3,5 pollici certo non facilita nell'economizzare sull'autonomia.
Non è un mistero infatti che dall'introduzione dei grandi display la durata delle batterie si sia sensibilmente ridimensionata, ma avevo comunque la possibilità si entrare in qualsiasi negozio di telefonia, acquistarne una nuova e sostituirmela da solo, operazioni non praticabili con l'iPhone.
Proprio sulla frequenza di ricarica, secondo me, sorge il busillis:
Cicli di carica
A patto di osservare una corretta manutenzione, la batteria di iPhone conserva fino all’80% della capacità originale dopo 400 cicli di carica ed esaurimento completi. Potete decidere di sostituire la batteria quando la sua durata non risponde più alle vostre esigenze.
Poco più di un anno, forse, per una batteria integrata a ioni di litio.
Sempre che non si decida di usarlo in modalità 2G, con il Wi-Fi ed il Bluetooth disattivati, con l'illuminazione al minimo, spegnendolo di tanto in tanto, scaricando la posta il minimo indispensabile...
Nel giugno del 2009, quindi, qualche migliaio di italiani potrebbe ritrovarsi con il problema di 'avvicendare' la batteria.
All'operazione non viene dato grandissimo risalto, potrete notare in questa pagina del sito Apple Italia un link nella colonna di destra in carattere minuscolo, da foglietto illustrativo delle preparazioni farmaceutiche.
Clikkandoci sopra verrete reindirizzati in quest'altra pagina, dove si disserta di tutte le batterie del mondo della 'mela', dai notebook agli iPod, ma non di quelle che ci interessano.
Un caso?
Proviamo a passare da
http://www.apple.com/it/batteries/replacements.html
al sito statunitense:
http://www.apple.com/batteries/replacements.html.
Vedremo comparire, come d'incanto, anche gli iPhone owners
iPhone Owners
Your one-year warranty includes replacement coverage for a defective battery. You can extend your coverage to two years from the date of your iPhone purchase with the AppleCare Protection Plan for iPhone. During the plan’s coverage period, Apple will replace the battery if it drops below 50% of its original capacity. If it is out of warranty, Apple offers a battery replacement for $79, plus $6.95 shipping, subject to local tax. Apple disposes of your battery in an environmentally friendly manner.
Capito? Dopo un anno Apple ti sostuisce gratuitamente le batterie che dimostrano di avere una capacità inferiore al 50% rispetto a quella originale, mentre per le altre ci vogliono 79$ (più 6,95 di costi di spedizione) più le 'local taxes'.
La vecchia batteria, ci tengono a scriverlo, verrà correttamente smaltita.
Ma forse la mancanza degli iPhone Owners è un refuso della versione italiana del sito Apple, vediamo cosa accade introducendo l'identificativo uk (United Kingdom).
http://www.apple.com/uk/batteries/replacements.html
iPhone Owners
Your one-year warranty includes replacement coverage for a defective battery. If it is out of warranty, Apple offers a battery replacement service, subject to local tax. Apple disposes of your battery in an environmentally friendly manner.
O pofferbacco! anche nel Regno Unito la sostituzione della batteria è a pagamento (55 British pounds, subjected to local tax).
Will the data on my iPhone be preserved?
No, the service process will clear all data from your iPhone. It is important to sync your iPhone with iTunes to back up your contacts, photos, email account settings, text messages, and more. Apple is not responsible for the loss of information while servicing your iPhone and does not offer any data transfer service. Please do not send any accessories with your iPhone.
In più ti avvertono che se non hai eseguito il back up dei dati usando iTunes li perdi tutti.
Ma facciamo la 'prova del 9', per essere veravente noiosi, usando l'identificativo fr (France):
http://www.apple.com/fr/batteries/replacements.html
Possesseurs d'iPhone
Votre garantie d'un an couvre le remplacement d'une batterie défectueuse. Si votre iPhone n'est plus sous garantie, Apple propose un service de remplacement de batteries pouvant être soumis à des taxes locale. Apple se charge ensuite du traitement de votre batterie dans le respect de l'environnement.
Per la barba sei 7 mari! Anche nella versione francese si accenna alle batterie difettose, al servizio di remplacement a pagamento (e all'immancabile rispetto dell'ambiente negli smaltimenti).
Le informazioni attualmente fornite in lingua italiana sul sito Apple.it sono inferiori a quelle disponibili in altre lingue, omettono importanti avvertimenti sul pericolo di perdita di tutti i dati ed ogni riferimento alle modalità e costi di rimpiazzo della batteria che non funziona più a pieno regime.
Ma forse staranno definendo i dettagli operativi dell'italico replacement, e presto tutte le informazioni saranno disponibili, oppure si inaugurerà una 'via italiana' di questo tipo di manutenzione.
Concludiamo con una banale osservazione.
Se diverse promozioni tariffarie Tim e Vodafone prevedono impegni per l'utilizzatore di durata biennale, e se l'iPhone dopo un anno (o poco più) fosse clinicamente morto, ne consegue comunque che io debba pagare i canoni mensili (in qualche caso da 200 €) ancora per un secondo anno.
Che succederà in questo caso?
Ai posteri l'ardua sentenza, ma non escluderei che lungo il percorso si nasconda la necessità per l'utilizzatore di sostituire la batteria a proprie spese, quali che siano, e di affrettarsi a tenere un back up aggiornato di tutti i dati, rubrica, messaggi, email, gallerie e quant'altro.
Datemi un giudizio su G. W. Bush

George W. Bush, che alla fine dell'anno terminerà il proprio secondo mandato come Presidente degli States, è giunto in Italia per una vista di qualche giorno che lascia in bocca il sapore dei commiati dell'ultimo giorno di scuola.
Io, onestamente, non vedo l'ora che se ne vada.
Qualcuno mi 'hitta' anche dalle Americhe, se legge questo post e pensa che il mio giudizio negativo sia sbagliato lo prego di spiegarmene le ragioni.
LE PAGELLE DELL’OCSE: L’ITALIA VA DA SCHIFO, PERO’ IN QUESTA CORSA NON HA RIVALI DA TEMERE
Nessuno può dubitare che siamo già stati amministrati, nel passato più o meno recente, dai signori che si propongono di rigovernarci.
Ma adesso loro sono cambiati, sono diversi, pieni di fiducia ed entusiasmo per il futuro del paese.
Vediamo però cosa dice l'Ocse del loro lavoro, attraverso i risultati ottenuti.
Grafico 1 - Produttività annua media

Italia ultima, preceduta da Messico e Portogallo.
Grafico 2 - Crescita del prodotto interno pro capite

Italia ultima, preceduta da Portogallo e Germania
Grafico 3 - Crescita del comparto industriale

Italia ultima, desolatamente ultima
Grafico 3 - Crescita del settore terziario

Italia terz'ultima, dopo Messico e Repubblica Slovacca
Se si cambiano persino gli Amministratori Condominiali incapaci, perchè noi dobbiamo obbligatoriamente scegliere tra chi ci ha messo in questa condizioni?
UN KOSSOVO NEL NOSTRO PAESE – PURA FANTASIA?
La Jugoslavia, in particolare, mi si è dissolta davanti nel volgere di neanche 17 anni, perdendo per strada Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina e, da ieri, il Kossovo.
Ricordo di averla attraversata tutta partendo dall'Austria in macchina con degli amici, studenti e come me privi del passaporto, diretti in Grecia per le vacanze.
Chissà per quale stravagante motivo non si poteva attraversare il confine a Trieste con la carta di identità, ma con quel documento si poteva tranquillamente entrare in Austria e da qui in Jugoslavia.
Il viaggio di due giorni è stato epico, tra paesaggi tiroleseggianti in Slovenia, orripilo-modernisti a Belgrado, arabeggianti a Skopie.
L'abbiamo fatta per tre anni di seguito ed era una vacanza dentro la vacanza, tanto le città erano diverse tra loro.
A Lubiana sembrava di essere a Vienna, Belgrado ricorda la periferia di Mestre, Skopie invece è ricca di testimonianze turche e presenta numerosi minareti.
Tito aveva fatto fino al 1980 la cerniera tra questi lembi anche culturali, provvedendo di tanto in tanto a mescolare le popolazioni tra loro perché i nazionalismi non fossero troppo accesi.
Morto lui è andato tutto a puttane, compresi gli interminabili film sui partigiani di Tele Capodistria, le mie prime tette sul piccolo schermo e le cronache sportive di Sergio Taucer e Bruno Petrali.
Oggi di quei tragitti agostani in Fiat Uno Fire 1000 (rigorosamente a 3 porte, senza a/c nè deflettori) restano 6 nuovi confini: Slovenia-Croazia, Croazia-Bosnia, Bosnia-Serbia, Serbia-Kossovo, Kossovo-Montenegro, Montenegro-Grecia.
Se a quel tempo un mio coetaneo serbo avesse percorso l'Italia per andare in vacanza a Taormina, avrebbe percepito le mie stesse sensazioni?
Perché non è ragionevole sostenere a priori che non avrebbe trovato terreno idoneo per svolgere considerazioni simili.
Formattiamo per un attimo la nostra cultura scolastica post-risorgimentale per effettuare un volo virtuale sopra Trieste, Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Reggio Calabria, Palermo.
Non possiamo negare che vi siano delle diversità molto sensibili, tra queste città, mitigate fortemente dal comune sentire cattolico, che ci piaccia oppure no.
E se ci pensiamo è troppo facile contrapporre Piazza dell'Unità d'Italia nel capoluogo giuliano con le recenti immagini sconce dei cumuli di pattume, ma anche puerile ignorare che 138 anni di Unità d'Italia non sono un periodo sufficientemente lungo per creare ideologie e sentimenti monolitici.
Il messaggio che ci proviene dal Kossovo è esattamente di questo tenore, appena fuori dall'uscio di casa nostra, non nella profonda steppa ex-sovietica.
Al di là delle motivazioni economiche, indubbiamente, mancava la più intima volontà nella maggioranza della popolazione di rimanere serba.
parte dell'Italia, sufficientemente coesa, decidere di rendersi autonoma?Una identità nazionale veneta o lombarda o friulana, o napoletana o siciliana esistono e possono forse avere una propria riconosciuta dignità? Non hanno forse una propria lingua, una patrimonio letterario in quella lingua, un proprio teatro, proprie peculiarità giuridiche, artistiche e musicali, un territorio individuato sul quale stanziare. Perché non potrebbero mettere in discussione l'attuale assetto della penisola?
Possono sembrare cazzeggi mentali della mezzanotte e dintorni, ma ritengo siano domande alle quali dover dare una risposta.
Gli spagnoli, per inciso, hanno confermato il proprio no al riconoscimento dell'indipendenza kossovara, per comunicare che un bis nei Paesi Baschi e nelle altre Comunidad non è nemmeno proponibile.
L'Italia, invece, si schiera con i titani dell'amor di Patria: inglesi, francesi, e tedeschi, quando però da noi esistono spinte autonomiste anche 'sedimentate' in alcuni territori, come quelle avanzate per la creazione della terrificante Padania (se non altro per il nome).
Io credo che da noi il rischio di pulsioni indipendentiste sia concreto ma non imminente, e che solo una generosa e schietta riforma in senso federalista possa garantire una lunga futura Unità statale.
Uno Stato che trattiene per sè Politica Estera, Potere Giudiziario, Forze Armate, Potere di 'Battere Moneta' farebbe quell'opportuno passo indietro che consentirebbe di incanalare ogni suggestione indipendentista ormai nemmeno necessaria.
Senza considerare sulla efficienza che probabilmente ne ricaveremo.
Abbiamo qualche anno per evitare un Kosovo dentro casa.
Almeno questo è ciò che penso.
POLITICI AMERICANI E POLITICI DI BROKKOLINO
Vi propongo l'articolo postato oggi da uno dei miei blogger favorit: Aghost
Trovate il link nella colonna destra del blog.
L'articolo esamina in maniera molto particolare le differenze tra i politici di oltreoceano ed i nostri attraverso i rispettivi portali in rete.
Leggetelo che merita






