No, caro Monti, non ci siamo proprio
Pensavamo che l'Uomo del Destino possedesse doti non comuni, che il credito degli italiani con la fortuna e la sensibilità di Napolitano avessero fatto il resto.
Ad essere sincero i provvedimenti predisposti dal governo Monti non mi hanno poi così sorpreso, si poteva benissimo immaginare su cosa sarebbe intervenuto un funzionario di banca di quasi 69 anni che ha trascorso la sua vita nei board delle varie istituzioni finanziarie.
Semplicemente sui conti, e così è stato.
Nel rincorrersi di ipotesi su questo o quell'intervento dell'Uomo del Destino, infatti, mi sono fatto distrarre dall'euforia collettiva, che gli calava addosso qualità che ragionevolmente non poteva possedere.
Non è un politico ma un contabile, non uno statista ma un buon amministratore.
Reintroduce la tassa sulla prima casa, invece di massacrare quelli che hanno intestato alla moglie tabià, trulli e dammusi, semplicemente perchè gli serviva il parco buoi più vasto (e stabile) sul quale applicare il prelievo fiscale, alza l'IVA per compensare la perdita di gettito ed introduce una nuova accisa sui carburanti.
Il prezzo delle sigarette, credetemi, non lo aumenta solo perchè oramai le fumano pochi Panda in via di estinzione.
Questo sarebbe quindi il Danubio del Pensiero su quale l'antiberlusconismo ha investito la propria parte di credibilità verso gli italiani, non avendo che un Bersani da offrire in alternativa.
Riconoscerlo come probabile salvatore della Patria non sembra molto diverso dal dire che Ruby è la nipote di Mubarak.
Quando avremo tranquillizzato i mercati ed i nostri creditori ci ritroveremo al punto di partenza, perchè i paesi emergenti avranno continuato a sottrarci lavoro e ricchezza, il nostro impoverimento si sarà tutt'altro che arrestato, i dipendenti delle Provincie (sempre che ne aboliscano qualcuna) saranno confluiti in Regioni o Comuni.
Siamo per buona parte un popolo di pensionati (circa 18 milioni), ci piaccia o meno, e solo gli assegni fino a 960 € (circa 5 milioni) saranno indicizzati all'inflazione (mentre l'IVA aumenta per tutti), con buona pace di consumi interni già ridotti all'essenziale.
I creditori istituzionali saranno sicuramente lieti di veder aumentate le proprie possibilità di rimborso, ce ne presteranno forse ancora, ma quei quattrini finiranno ancora a sostenere un sistema industriale ed economico spazzato dalla Storia e dall'incapacità dei politici, che presto o tardi (temo presto) ci presenterà il conto.
Spiegatemi il senso di investire risorse per sostenere un lavoro, sia esso a tempo determinato o indeterminato, in un Pease destinato a trasformare le materie prime acquistate da altri, quando quel ruolo appartiene già da tempo ai paesi emergenti, che le materie prime se le trovano pure in casa.
Fino a quando perseveremo su questa strada non avremo speranze, e ci negeremo pure la possibilità di sperimentarne altre, fossero anche sbagliate.
O il mondo occidentale ritorna competitivo con pesanti dazi, che scoraggino l'esodo delle manifatture, oppure è meglio che cambiamo 'mestiere'.
Questo mi auguravo facesse Monti, che sistemando i conti, fiero a prua, indicasse una nuova rotta per la nostra nave, che come un imprenditore di razza individuasse nuovi mercati, che magari dicesse: "Che ne dite ragazzi di puntare sul turismo? Di incentivarlo finchè i privati avranno ancora qualche soldo da investire in proprio? Che ne dite di favorire la ricerca? Magari pretendiamo una % sui profitti da brevetto? Che ne pensate di insegnare nelle scuole come progettare una 'app'?".
E invece no, siamo ancora ad inseguire Cipputi, a tassargli la casa per pagare la cassaintegrazione del figlio, che lavorava in una tessitura ma ora può acquistare camicie da 12 €.
Bravi, cittadini, ancora uno sforzo
Al solito oggi hanno vinto tutti, si congratulano, festeggiano, richiedono, programmano, indicono conferenze stampa.
Eppure, nel mio intimo sono assolutamente convinto che abbiano perso tutti, e che abbiano vinto gli italiani.
Non è retorica spiccia, ma bensì una constatazione determinata dall'osservazione dei dati che ho già riportato nei post precedenti.
Ogni apparato è scavalcato, nei referendum e nelle scelte dei candidati, le singole coscienze si sono mobilitate e comunicano la propria 'ostilità' all'establishment, cui non aderiscono passivamente per opportunità di crociera.
Parliamoci chiaro, la gente ha la necessità 'fisiologica' di comprendere che ha detto la sua, che non si è appoggiata a qualcuno che ne faceva malamente le veci.
Loro ancora non lo hanno capito, ma è meglio che sia così, avremo più tempo.
Prossimo passo ragazzi, la riforma della legge elettorale.
E poi, quando saremo ritornati padroni del nostro destino, permetteremo al nostro Paese di scommettere ancora sulle proprie capacità di sorprendere, senza consegnarci ai Prodi o Berlusconi di turno.
Sbagliare è concesso, ma vivacchiare è peggio.
Grazie per oggi, a chiunque
Che umiliappzione…
Siamo il paese più corrotto d'Europa, o meglio quello percepito come tale.
Tra poco potremo tranquillamente verificarlo con una comoda 'App' per I-Phone.
Perchè Macchiarini ha scelto la Spagna – breve intervista con il chirurgo
Ripropongo un post di qualche giorno fa, poco visibile per problemi con il server sul quale il blog è ospitato. Lo ricarico sui soliti aggregatori e ringrazio nuovamente il dott. Macchiarini per la sua disponibilità.

Il 19 novembre scorso veniva data la notizia di un intervento chirurgico straordinario, il primo trapianto di trachea, realizzato a Barcellona su una donna colombiana (nella foto)
Sotto la guida di un medico italiano, il professor Paolo Macchiarini ( a sinistra nella foto)
Ne scrissi un post, ed il giorno successivo decisi, verso la mezzanotte, di scrivere al dottor Macchiarini un'email con oggetto 'ciao':
An: MACCHIARINI, PAOLO (ICT)
Cc:
Betreff: ciao
Buongiorno dott. Macchiarini (non penso mi leggerà a quest'ora della notte).
Perdoni il 'ciao' confidenziale, ma ho pensato che la sua email, in questi
giorni, sarà intasata, e volevo attirare la sua attenzione.
Ho un blog, sul quale ho commentato il suo recente intervento, traendone
spunto per occuparmi di questioni più generali;
questo è il link al post originale:
http://www.marinfaliero.net/2008/11/macchiarini-dott-paolo-laureato-a-pisa/
Quando avrà tempo, potrà rispondere ad alcune domande?
Non sono permaloso, anche un no è serenamente accettato.
Congratulazioni per quanto ha fatto.
Marin Faliero
Era già una celebrità mondiale, eppure dopo 30 minuti mi ha risposto dandomi completa disponibilità, devo ammettere che è stata una bellissima sensazione.
Oggi ha risposto alle domande che gli avevo rivolto:
MF: dott. Macchiarini, risulta che abbiate eseguito un intervento rivoluzionario.
Può spiegarcene in termini semplici le novità che introduce?
PM: Le novità sono due: da un lato il primo trapianto di trachea e dall’altro il primo trapianto di un organo senza necessitare di farmaci immunosuppressori, cioè farmaci che prevengono o trattano il rigetto che si sviluppa sempre dopo un trapianto di organi umani.
MF: perchè non se ne parla già più? lo ritiene normale o l'uso delle cellule staminali ha creato qualche malumore?
PM: Ma, non sò perche’ dice che non se ne parla già più. In Italia forse, io sto ricevendo centinaia di emails giornalmente ed inviti a fare conferenze in tutto il mondo.
MF: dopo la laurea a Pisa, e conseguente specializzazione, ho appreso che si è subito recato in Spagna.
Il suo trasferimento a Barcellona è determinato da opportunità economiche, professionali, ovvero perchè il paese iberico si è dimostrato all'avanguardia nel settore che le interessava di più'?
PM: Premetto che dopo la laurea sono andato prima negli USA, poi a Parigi e poi in Germania. Sono a Barcellona soltanto dal 2005. Non mi sono trasferito a Barcellona per motivi economici dato che gli stipendi “medici” in Spagna sono i più bassi a livello europeo, ma semplicemente perchè avevo delle condizioni di lavoro e di trasmettere le mie conoscenze ai giovani uniche.
MF: Quali sono le soluzioni addottate dagli spagnoli per assegnare i posti di maggiore reponsabilità? Sopravvivono anche lì clientele e ' Baronie'?
PM: Ho dovuto fare un concorso nazionale, presentando un progetto di lavoro; sarò rivalutato ogni 4 anni. Non ci sono nè clientele ne baroni, ma solo tanta voglia di lavorare.
MF: Lei viene definito in patria come 'cervello in fuga' (o già fuggito), crede che la definizione sia calzante? Cosa dovrebbe accadere perchè lei possa tornare?
PM: Dovrei trovare un ambiente di lavoro ed accademico dove esprimere le mie potenzialità ed insegnare ai giovani ciò che ho appresso all’estero
MF: Ha un suggerimento da formulare al mondo accademico italiano?
PM: Pensare di più al futuro dei giovani italiani
I Sindacati non sono quello che sembrano, ma un gemello diverso e più furbo

Siccome sono modesto e mi è molto piaciuto leggere un vecchio post ve lo ripropongo, soprattutto alla luce delle recenti sortite di Epifani con CAI e Confindustria.
Occhio che allora mi prendevo molto sul serio, con inevitabili risvolti sulla pesantezza dell'articolo.
mercoledì 31 ottobre 2007
IL SINDACATO IN ITALIA - CONTRADDIZIONI
Occuparsi del Sindacato, chissà per quale motivo, non è critico ma sempre anti sindacale. Sono intoccabili come una vergine vestale. Ma di questi tempi, con gli operai di Torino e Milano che fischiano e spernacchiano impuniti, potremo sfrontatamente esaminare qualche aspetto contraddittorio dell'attuale panorama sindacale italiano.
il Sindacato dei Lavoratori nel nostro paese, sia esso identificato come si vuole, rappresenta per buona parte quelli che non lavorano più, e sottoscrive accordi che non valgono nulla. Se pensate che abbia scritto una gran cazzata fatevi una bella risata, ma poi seguite il semplice ragionamento che vi propongo. La questione della validità degli accordi è storicamente lunga, e trova origine nella volontà dei Costituenti di lasciare libera da condizionamenti l'attività sindacale, in precedenza sottoposta a rigidi controlli da parte del regime fascista. Nella Carta Fondamentale questo avviene realizzato attraverso l'art. 39, che riproduco integralmente:
Costituzione Italiana, Art. 39.
L'organizzazione sindacale è libera.
Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge.
È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.
I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.
Il I° comma dell'art. 39 sancisce categoricamente la libertà delle organizzazioni sindacali, cui “ ...non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione...”.
Se lo scopo della norma è palesemente quello di evitare ogni possibile intromissione dello Stato o di un suo potere, viene però imposto l'obbligo di registrazione, che attribuisce alle organizzazioni sindacali la personalità giuridica, a sua volta presupposto per la stipula di contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria "...per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce."
Lo dice la Costituzione, mica io.
I Sindacati quindi, secondo l'art. 39 della nostra Costituzione, devono registrarsi per essere soggetti di diritto idonei a stipulare contratti collettivi (i famosi CCNL).
E per registrarsi sono sottratti ad ogni preventiva valutazione di chicchessia, basta che i loro Statuti prevedano ordinamenti interni realizzati su base democratica (Statuto CGIL; Statuto CISL; Statuto UIL)
“III° co. È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.”
Nulla più.
Eppure i sindacati non si sono mai registrati in oltre 60 anni.
E qual'è, allora, il destino dei contratti collettivi di lavoro, sottoscritti da un soggetto (non registrato) privo delle qualità richieste dall'articolo 39?
Nella migliore delle ipotesi, alla lettera dell'art. 1425 Codice Civile, annullabili perché stipulati da una parte legalmente incapace di contrattare, e quindi invalidabili dai soggetti che risultino danneggiati dal vizio del consenso.
Basterebbe, forse, un metalmeccanico inferocito per mandare in vacca i contratti collettivi di lavoro, per le cui sorti scendono rumorosamente in piazza milioni di persone.
Sempre che non si voglia accettare, con sofisticate elucubrazioni dottrinarie, che la Costituzione non voleva dire proprio quello che i Padri Costituenti hanno scritto con molta chiarezza, ma che noi potevamo fare a nostro "tiramento di culo".
Devo riconoscere che sarebbe una scoperta rivoluzionaria, e mortificata da una paternità modesta come la mia.
Però ammettete che il ragionamento fila, o se non altro, che appare molto suggestivo.
Altro punto da approfondire è la reale rappresentatività delle Confederazioni Sindacali, CGIL CISL e UIL.
I dati forniti dalle stesse Confederazioni, infatti, evidenziano una sindacalizzazione complessiva pari a circa la metà della popolazione attiva del paese.
Su 24 milioni di lavoratori (Eurostat), meno di 12 posseggono una tessera, e quasi 6 sono in pensione.
Riporto i dati disponibili e fornisco i relativi link (a destra i pensionati di ogni Confederazione).
Totale tesserati CISL: 4.346.952 - Federazione Nazionale Pensionati: 2.173.431
Totale tesserati UIL: 1.935.925 - Pensionati 552.713
Totale tesserati CGIL: 5.566.609 - Sindacato Nazionale Pensionati: 2.879.511
Questi elementi permettono di eseguire due ordini di considerazioni.
La prima è relativa ad un potere di rappresentanza straordinario attribuito alle Associazioni Sindacali, che negoziano in rapporto di ¼ sull'intera forza produttiva (composta in parte anche da imprenditori, chiaro).
Nella pratica è come se un quartiere cittadino decidesse da solo col progettista su come realizzare un piano regolatore comunale.
La seconda, invece, presenta risvolti molto più divertenti.
Se l'antagonismo sindacale è comunque da sostenere, quale indispensabile contraddittorio nella negoziazione salariale con i datori di lavoro, certo vien da chiedersi se non vi sia alcuna contraddizione nel sostenere contemporaneamente le ragioni di lavoratori e pensionati, che sono contrapposte ed ormai in rapporto paritario tra loro all'interno delle diverse Confederazioni.
La spesa sociale necessaria per garantire il maggior benessere della popolazione inattiva, va intuitivamente corrisposta da quella attiva.
E se io li rappresento tutti e due, nell'interesse di chi mi adopero?
La risposta sarebbe certamente corale: di entrambi, perdindirindina!
Ma se ottengo un vantaggio per il pensionato, siamo proprio sicuri che non inchiappetto il lavoratore?
Mi permetto, quanto meno, di segnalare l'anomalia.
Chissà che qualche Garante non legga questo post.
Mi scrive Giulio, ingegnere informatico emigrato in Olanda

Oggi il post è rappresentato da un recente commento al primo articolo di Marin Faliero, questo, del 19 ottobre 2007.
Chi mi scrive in questi giorni è Giulio, ingegnere informatico, che ha deciso di cercare fortuna all'estero.
Ognuno tragga le conclusioni che ritiene, io provo tanta amarezza (nonchè invidia per le gnocche...)
…mi presento…sono un laureato in informatica.
Ero libero professionista in Italia…e dai 3000 euro al mese che guadagnavo, tolte le tasse (irap,ira di Dio, irpef,herpes ecc.ecc.) vommercialista infame, avvocato del menga (per recuperare i crediti), mi rimanevano si e no 1200 al mese.
Non era comunque male. Ma mi ero strarotto i coglioni di come mi trattavano i clienti, di dover sempre cacciare (si, come in una battuta di caccia) il lavoro porta a porta con il portfolio in mano baciando le mani qui e li`.
Sono emigrato ad Amsterdam, terra di gnocche e di ditte prolifere.
Guadagno 3 volte tanto da dipendente (+bonus vari), la vita costa pure meno
(per i gli scettici: http://www.mercer.com/summary.htm?siteLanguage=102&idContent=1314445
Milano undicesimo posto, ROma sedicesimo, Amsterdam venticinquesimo) vengo trattato da professionista e non come uno schiavo da sfruttare…
E la vita, la mentalita` piu` aperta, l’internazionalita`, la cultura….non tornerei neanche se in Italia mi offrissero la stessa cifra. Altro che resa…e` stata una fortuna che in Italia mi abbiano rotto le palle a tal punto da farmi emigrare…in questo modo ho potuto scoprire che esiste qualcos’altro oltre il Moncenisio.
Ciao,
Giulio
Visto che i giornali non lo fanno diamo noi le notizie sugli incendi dell’estate 2008
Appurato che il problema degli incendi estivi non è risolto, ma semplicemente 'accantonato' dai media tradizionali, cerchiamo di dare noi un'informazione corretta.
Vi invito, per quanto siete a conoscenza, ad inserire nei commenti (o un segnaposto con Frappr) con tutte le notizie sui roghi in ogni parte d'Italia, meglio se comprovabili.
Da Mentone a Trieste, da Bolzano a Lampedusa.
Isole comprese
iPhone, alcune cose che è bene sapere (almeno in Italia, visto che altrove già le sanno)

29 giugno 2008, un milione di pezzi venduti nel mondo in una manciata di ore.
Eppure pare che nessuno degli iPhoner italiani si preoccupi abbastanza di valutare un aspetto fondamentale del proprio nuovo telefono: la batteria è integrata e non si può cambiare acquistandone comunemente una di nuova.
Premetto che non possiedo il nuovo status symbol prodotto dalla casa di Cupertino e che per le valutazioni che seguono mi sono limitato a dare un'occhiata a quanto dice la Apple sul proprio sito.
Durata massima della batteria
iPhone 3G offre fino a 5 ore di conversazione su 3G, 10 ore di conversazione su 2G1 , 5 ore di utilizzo di Internet su 3G2 , 6 ore di utilizzo di Internet su Wi-Fi3 , 7 ore di riproduzione video4 o 24 ore di riproduzione audio5 con una carica completa alla capacità originale della batteria. Presenta inoltre fino a 300 ore di autonomia in standby.6
Se utilizzo intensivamente l'apparato, senza intervenire sulle impostazioni fino a ridurlo ad un fermacarte, è ragionevole ritenere che la ricarica della batteria debba essere eseguita con cadenza quasi quotidiana.
Il grande display da 3,5 pollici certo non facilita nell'economizzare sull'autonomia.
Non è un mistero infatti che dall'introduzione dei grandi display la durata delle batterie si sia sensibilmente ridimensionata, ma avevo comunque la possibilità si entrare in qualsiasi negozio di telefonia, acquistarne una nuova e sostituirmela da solo, operazioni non praticabili con l'iPhone.
Proprio sulla frequenza di ricarica, secondo me, sorge il busillis:
Cicli di carica
A patto di osservare una corretta manutenzione, la batteria di iPhone conserva fino all’80% della capacità originale dopo 400 cicli di carica ed esaurimento completi. Potete decidere di sostituire la batteria quando la sua durata non risponde più alle vostre esigenze.
Poco più di un anno, forse, per una batteria integrata a ioni di litio.
Sempre che non si decida di usarlo in modalità 2G, con il Wi-Fi ed il Bluetooth disattivati, con l'illuminazione al minimo, spegnendolo di tanto in tanto, scaricando la posta il minimo indispensabile...
Nel giugno del 2009, quindi, qualche migliaio di italiani potrebbe ritrovarsi con il problema di 'avvicendare' la batteria.
All'operazione non viene dato grandissimo risalto, potrete notare in questa pagina del sito Apple Italia un link nella colonna di destra in carattere minuscolo, da foglietto illustrativo delle preparazioni farmaceutiche.
Clikkandoci sopra verrete reindirizzati in quest'altra pagina, dove si disserta di tutte le batterie del mondo della 'mela', dai notebook agli iPod, ma non di quelle che ci interessano.
Un caso?
Proviamo a passare da
http://www.apple.com/it/batteries/replacements.html
al sito statunitense:
http://www.apple.com/batteries/replacements.html.
Vedremo comparire, come d'incanto, anche gli iPhone owners
iPhone Owners
Your one-year warranty includes replacement coverage for a defective battery. You can extend your coverage to two years from the date of your iPhone purchase with the AppleCare Protection Plan for iPhone. During the plan’s coverage period, Apple will replace the battery if it drops below 50% of its original capacity. If it is out of warranty, Apple offers a battery replacement for $79, plus $6.95 shipping, subject to local tax. Apple disposes of your battery in an environmentally friendly manner.
Capito? Dopo un anno Apple ti sostuisce gratuitamente le batterie che dimostrano di avere una capacità inferiore al 50% rispetto a quella originale, mentre per le altre ci vogliono 79$ (più 6,95 di costi di spedizione) più le 'local taxes'.
La vecchia batteria, ci tengono a scriverlo, verrà correttamente smaltita.
Ma forse la mancanza degli iPhone Owners è un refuso della versione italiana del sito Apple, vediamo cosa accade introducendo l'identificativo uk (United Kingdom).
http://www.apple.com/uk/batteries/replacements.html
iPhone Owners
Your one-year warranty includes replacement coverage for a defective battery. If it is out of warranty, Apple offers a battery replacement service, subject to local tax. Apple disposes of your battery in an environmentally friendly manner.
O pofferbacco! anche nel Regno Unito la sostituzione della batteria è a pagamento (55 British pounds, subjected to local tax).
Will the data on my iPhone be preserved?
No, the service process will clear all data from your iPhone. It is important to sync your iPhone with iTunes to back up your contacts, photos, email account settings, text messages, and more. Apple is not responsible for the loss of information while servicing your iPhone and does not offer any data transfer service. Please do not send any accessories with your iPhone.
In più ti avvertono che se non hai eseguito il back up dei dati usando iTunes li perdi tutti.
Ma facciamo la 'prova del 9', per essere veravente noiosi, usando l'identificativo fr (France):
http://www.apple.com/fr/batteries/replacements.html
Possesseurs d'iPhone
Votre garantie d'un an couvre le remplacement d'une batterie défectueuse. Si votre iPhone n'est plus sous garantie, Apple propose un service de remplacement de batteries pouvant être soumis à des taxes locale. Apple se charge ensuite du traitement de votre batterie dans le respect de l'environnement.
Per la barba sei 7 mari! Anche nella versione francese si accenna alle batterie difettose, al servizio di remplacement a pagamento (e all'immancabile rispetto dell'ambiente negli smaltimenti).
Le informazioni attualmente fornite in lingua italiana sul sito Apple.it sono inferiori a quelle disponibili in altre lingue, omettono importanti avvertimenti sul pericolo di perdita di tutti i dati ed ogni riferimento alle modalità e costi di rimpiazzo della batteria che non funziona più a pieno regime.
Ma forse staranno definendo i dettagli operativi dell'italico replacement, e presto tutte le informazioni saranno disponibili, oppure si inaugurerà una 'via italiana' di questo tipo di manutenzione.
Concludiamo con una banale osservazione.
Se diverse promozioni tariffarie Tim e Vodafone prevedono impegni per l'utilizzatore di durata biennale, e se l'iPhone dopo un anno (o poco più) fosse clinicamente morto, ne consegue comunque che io debba pagare i canoni mensili (in qualche caso da 200 €) ancora per un secondo anno.
Che succederà in questo caso?
Ai posteri l'ardua sentenza, ma non escluderei che lungo il percorso si nasconda la necessità per l'utilizzatore di sostituire la batteria a proprie spese, quali che siano, e di affrettarsi a tenere un back up aggiornato di tutti i dati, rubrica, messaggi, email, gallerie e quant'altro.
Datemi un giudizio su G. W. Bush

George W. Bush, che alla fine dell'anno terminerà il proprio secondo mandato come Presidente degli States, è giunto in Italia per una vista di qualche giorno che lascia in bocca il sapore dei commiati dell'ultimo giorno di scuola.
Io, onestamente, non vedo l'ora che se ne vada.
Qualcuno mi 'hitta' anche dalle Americhe, se legge questo post e pensa che il mio giudizio negativo sia sbagliato lo prego di spiegarmene le ragioni.









