Incrociamo le dita

Seguo con una certa tenerezza le discussioni che stanno seguendo, su tutti i media, il conferimento dell'incarico al professor Mario Monti.
E' un colpo di stato delle banche, no, solo di Goldman Sachs, no ,un commissariamento dell'Italia da parte dell'asse franco-tedesco, neppure, una forzatura della rappresentatività popolare perchè prepara misure dolorose un burocrate neppure eletto.
Nessuno, mi pare, ha ancora capito fino in fondo che Mario Monti è la sola possibilità (esclusa forse una dittatura) che nel nostro Paese siano prese decisioni rettilinee, senza quelle mediazioni politiche che spesso e volentieri impediscono di colpire interessi, gli 'amici' ed i bacini elettorali, smorzando ogni capacità di produrre quegli effetti che sarebbero stati utili alla collettività.
Forse lui potrà , tanto per cominciare, ridurre il peso della cosiddetta 'casta' o del pubbligo impiego, intervenire su stipendi e prebende pubbliche, allontanare cortigiani, consulenti inutili, parenti ed affini parcheggiati nei vari enti, eliminare i cartelli che gravano sul nostro quotidiano, risolvere paradossi che non possiamo più permetterci.
Se non una persona con le sue caratteristiche, in questo preciso momento storico, chi altro potrebbe godere di un minimo di libertà di azione?
Insomma, io sono 'moderatamente fiducioso' anche se i numeri ci raccontano che non potrà muoversi senza qualche compromesso per realizzare ciò che reputa necessario.
Temo, anzi, che appena si rifiuterà di scendere a patti risalirà " ... in disordine e senza speranza la valle che aveva disceso con orgogliosa sicurezza."
Speriamo bene, oggi l'alternativa sarebbe votare uno dei fedelissimi dei vari gerontocrati che hanno già fallito nel passato.



