Marin Faliero – Il Blog Sono caustico, me ne rendo conto

2nov/071

TRAGEDIA DI TOR DI QUINTO – RASSEGNA STAMPA

Una breve rassegna stampa dei maggiori quotidiani on-line sulla vicenda della donna uccisa nei pressi dell'accampamento rumeno di Tor di Quinto:

Il Corriere della Sera - Fini: la colpa è di Vuòlter, Rutelli e Amato; L'Unione: Fini è uno sciacallo; Prodi: la colpa è del Governo precedente.
Il Giornale - Prodi è un bugiardo; Colpa di Prodi e di Vuòlter
La Stampa - Stretta del Governo, via alle espulsioni; Fini: il Governo si vergogni; Zingaretti (PD): Fini stia zitto
L'Unità - Storace vuole l'esercito nei campi rom; Il Prefetto di Roma chiede aiuto a Ruini
Liberazione - Si apre la caccia ai rumeni; Vuòlter ottiene dal Governo un DL per espellere i cittadini comunitari; il 90% delle violenze avvengono in famiglia, perchè non espelliamo i maschi italiani?
Il Sole 24 Ore - Prefetti pronti; Prodi: maggioranza compattissima! Rifondazione: Ma è Vuòlter il Presidente del Consiglio?
Ansa - Prefetti pronti; FI: Prodi è bugiardo, Vuòlter si dimetta.

La classifica dei colpevoli:
Rutelli - 1
Amato - 1
Vuòlter - 3
Prodi - 1
governo precedente - 1

Pensierini per la sera:
mandiamo l'esercito nei campi rom - 1
espelliamo anche gli italiani violenti - 1

1nov/070

CRIMINALITA’ COMUNE E INGENUITA’ INDIVIDUALE

La Signora Giovanna Reggiani è morta, forse violentata e uccisa da tale Nicolae Romolus Mailat, rumeno, con precedenti penali in patria, accampato a Tor di Quinto (Roma) in una baraccopoli che domani sarà azzerata dalle ruspe. Solo due giorni fa avevo pubblicato un post sulla sicurezza, e l'avevo individuata come un bene prezioso, un diritto sacrosanto del quale dovrebbero poter godere tutti, italiani e stranieri, anche a costo di qualche tollerabile sacrificio. Non ho cambiato idea per cui ben vengano provvedimenti che la favoriscono. Questo è però un post doveroso nei confronti di quegli stranieri che in Italia la sicurezza la portano in dono, come Dragan Cigan, il giovane bosniaco che nel luglio di quest'anno ha salvato la vita, sacrificando la sua, di due bambini italiani che stavano affogando. Diamo sicurezza, anche in maniera esemplare, ma non limitiamoci al solo fatto eclatante, perseguiamola lentamente e con continuità. Non guardiamo solo a Tor di Quinto, e a Gorgo al Moticano, ma a tutte le fonti di pericolo vicine alle nostre case, ed anche a quelle nel nostro vicino, pure se pakistano. Tutte. E, soprattutto, non facciamoci suggestionare come pecoroni dai mass-media e non mangiamo memoria, in un verso e nell'altro.

31ott/070

IL SINDACATO IN ITALIA – CONTRADDIZIONI

Occuparsi del Sindacato, chissà per quale motivo, non è critico ma sempre anti sindacale. Sono intoccabili come una vergine vestale. Ma di questi tempi, con gli operai di Torino e Milano che fischiano e spernacchiano impuniti, potremo sfrontatamente esaminare qualche aspetto contraddittorio dell'attuale panorama sindacale italiano.
il Sindacato dei Lavoratori nel nostro paese, sia esso identificato come si vuole, rappresenta per buona parte quelli che non lavorano più, e sottoscrive accordi che non valgono nulla.
Se pensate che abbia scritto una gran cazzata fatevi una bella risata, ma poi seguite il semplice ragionamento che vi propongo. La questione della validità degli accordi è storicamente lunga, e trova origine nella volontà dei Costituenti di lasciare libera da condizionamenti l'attività sindacale, in precedenza sottoposta a rigidi controlli da parte del regime fascista. Nella Carta Fondamentale questo avviene realizzato attraverso l'art. 39, che riproduco integralmente:

Costituzione Italiana, Art. 39.

L'organizzazione sindacale è libera.

Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge.

È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.

I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.

Il I° comma dell'art. 39 sancisce categoricamente la libertà delle organizzazioni sindacali, cui “ ...non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione...”.
Se lo scopo della norma è palesemente quello di evitare ogni possibile intromissione dello Stato o di un suo potere, viene però imposto l'obbligo di registrazione, che attribuisce alle organizzazioni sindacali la personalità giuridica, a sua volta presupposto per la stipula di contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria "...
per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce."
Lo dice la Costituzione, mica io.
I Sindacati quindi, secondo l'art. 39 della nostra Costituzione, devono registrarsi per essere soggetti di diritto idonei a stipulare contratti collettivi (i famosi CCNL).
E per registrarsi sono sottratti ad ogni preventiva valutazione di chicchessia, basta che i loro Statuti prevedano ordinamenti interni realizzati su base democratica (Statuto CGIL; Statuto CISL; Statuto UIL)
III° co. È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.”
Nulla più.
Eppure i sindacati non si sono mai registrati in oltre 60 anni.
E qual'è, allora, il destino dei contratti collettivi di lavoro, sottoscritti da un soggetto (non registrato) privo delle qualità richieste dall'articolo 39?
Nella migliore delle ipotesi, alla lettera dell'art. 1425 Codice Civile, annullabili perché stipulati da una parte legalmente incapace di contrattare, e quindi invalidabili dai soggetti che risultino danneggiati dal vizio del consenso.
Basterebbe, forse, un metalmeccanico inferocito per mandare in vacca i contratti collettivi di lavoro, per le cui sorti scendono rumorosamente in piazza milioni di persone.
Sempre che non si voglia accettare, con sofisticate elucubrazioni dottrinarie, che la Costituzione non voleva dire proprio quello che i Padri Costituenti hanno scritto con molta chiarezza, ma che noi potevamo fare a nostro "tiramento di culo".
Devo riconoscere che sarebbe una scoperta rivoluzionaria, e mortificata da una paternità modesta come la mia.
Però ammettete che il ragionamento fila, o se non altro, che appare molto suggestivo.
Altro punto da approfondire è la reale rappresentatività delle Confederazioni Sindacali, CGIL CISL e UIL.
I dati forniti dalle stesse Confederazioni, infatti, evidenziano una sindacalizzazione complessiva pari a circa la metà della popolazione attiva del paese.
Su 24 milioni di lavoratori (Eurostat), meno di 12 posseggono una tessera, e quasi 6 sono in pensione.
Riporto i dati disponibili e fornisco i relativi link (a destra i pensionati di ogni Confederazione).

Totale tesserati CISL: 4.346.952 - Federazione Nazionale Pensionati: 2.173.431
Totale tesserati UIL: 1.935.925 - Pensionati 552.713
Totale tesserati CGIL: 5.566.609 - Sindacato Nazionale Pensionati: 2.879.511

Questi elementi permettono di eseguire due ordini di considerazioni.
La prima è relativa ad un potere di rappresentanza straordinario attribuito alle Associazioni Sindacali, che negoziano in rapporto di ¼ sull'intera forza produttiva (composta in parte anche da imprenditori, chiaro).
Nella pratica è come se un quartiere cittadino decidesse da solo col progettista su come realizzare un piano regolatore comunale.
La seconda, invece, presenta risvolti molto più divertenti.
Se l'antagonismo sindacale è comunque da sostenere, quale indispensabile contraddittorio nella negoziazione salariale con i datori di lavoro, certo vien da chiedersi se non vi sia alcuna contraddizione nel sostenere contemporaneamente le ragioni di lavoratori e pensionati, che sono contrapposte ed ormai in rapporto paritario tra loro all'interno delle diverse Confederazioni.
La spesa sociale necessaria per garantire il maggior benessere della popolazione inattiva, va intuitivamente corrisposta da quella attiva.
E se io li rappresento tutti e due, nell'interesse di chi mi adopero?
La risposta sarebbe certamente corale: di entrambi, perdindirindina!
Ma se ottengo un vantaggio per il pensionato, siamo proprio sicuri che non inchiappetto il lavoratore?
Mi permetto, quanto meno, di segnalare l'anomalia.
Chissà che qualche Garante non legga questo post.


31ott/070

LE ASSOCIAZIONI A TUTELA DEI CONSUMATI

E' di qualche giorno fa una notizia attesa da tempo, che dimostra come l'indennizzo diretto, vale a dire il meccanismo risarcitorio dei danni provocati dalla circolazione stradale introdotto a febbraio del 2007, sia una chiavica tremenda.
Il tema trattato, lo ricordo, riguarda le assicurazioni, grazie al decreto Bersani investite (mi si perdoni l'allusione) del gravoso compito di determinare autonomamente l'ammontare dei risarcimenti da pagare.
Adesso, infatti, funziona così: il danneggiato chiede il pagamento dei danni subiti alla propria compagnia, che non è tenuta a riconoscergli alcuna spesa di assistenza legale (o comunque qualificata) nella gestione della pratica, ad eccezione delle eventuali spese per una relazione Medico Legale privata, nel caso in cui si siano subiti danni alla persona.
Il danneggiato, lo capisce anche un bambino di 3 anni, non sa come interpretare la relazione medica e deve rivolgersi a spese proprie a qualcuno che gliela 'traduca', spesso rinunciando.
Tradotto in parole povere abbiamo realizzato un sistema dove il debitore (l'assicurazione) stabilisce quanto dare al creditore (danneggiato), sempre che questi non pensi (a proprie spese) di poter pretendere di più.
Il principio è talmente aberrante che si commenta da solo.
Non è neanche il caso di ragionare, chiaramente, su chi riceva un vantaggio da questa situazione.
Ma tant'è, togliere tutela al consumatore determinerà benefici incalcolabili tra i quali la tanto agognata riduzione delle tariffe RCA.
Molte associazioni di Consumatori avallando e sottoscrivendo l'operazione, lo hanno sottolineato come tante cocorite, vediamone alcune, attraverso i rispettivi comunicati stampa:

Adiconsum

Adusbef

Federconsumatori


Bene, la notizia di cui facevo cenno all'inizio del post è questa: INDENNIZZO DIRETTO – I MOTOCICLISTI PAGHERANNO IL 50% IN PIU' IL COSTO DELLA COPERTURA ASSICURATIVA. La fonte è “Il Sole24Ore”, ed è tratta da un sito specializzato di avvocati esperti di infortunistica stradale, L'Unarca.

Vengono da chiedersi tante cose..............

30ott/070

SICUREZZA ED IMPRONTE DIGITALI, CHI NON LE VUOLE?

Qualche tempo fa, grazie alle mille risorse messe a disposizione dalla rete, ho deciso di approfondire un tema che mi sembrava per molti versi banale, quello delle impronte digitali.
Ritenevo infatti del tutto normale che in un paese come il nostro, in perenne allerta criminalità, si potesse quantomeno migliorare la situazione ricorrendo alla raccolta dei dati biometrici delle persone censite o fermate perchè clandestine.
Quando hanno richiesto le mie, al rinnovo della Carta di Identità elettronica, non ci ho trovato nulla di male, anzi, mi è sembrato del tutto naturale.
Ma sbagliavo, perché non avevo considerato le innumerevoli problematiche legate alla 'privacy' violata, al regime di polizia che si sarebbe instaurato, alla copertura finanziaria di una operazione che, pare, possa giungere a costare 35 € per ogni rilevamento.
Provate per curiosità a cercare documentazione sulla materia su Internet e verrete travolti da una miriade di commenti, penso anche autorevoli, sui rischi legati alla schedatura di massa.
Per evitare di essere catalogato sbrigativamente tra i forcaioli del Nord Est, allevato a pane e Padania, ho deciso di proseguire queste righe prendendo spunto da un dato semplice semplice, la definizione di sicurezza data da un comune Dizionario della Lingua Italiana De Agostini:
Sicurezza Sostantivo Femminile: condizione, stato di esenzione da pericoli, il non correre alcun pericolo.
Bene, il punto di partenza è adesso oggettivo, sgravato da ogni cornice o contaminazione ideologica.
La sicurezza è dunque uno stato quasi tantrico, lieve e sicuramente piacevole, di rilassatezza fisica e psicologica.
Evita la tensione muscolare e mentale necessarie per garantirsi l'incolumità o la sopravvivenza.
E' uno strumento essenziale al raggiungimento del benessere 'evoluto', che permette di destinare le nostre migliori risorse in attività diverse da quelle altrimenti impegnate nell'evitare un qualche pregiudizio personale, proprio od altrui.
Credo sia quindi un bene prezioso, un diritto sacrosanto del quale dovrebbero poter godere tutti, italiani e stranieri, anche a costo di qualche tollerabile sacrificio.
Un passo elementare in questa direzione, a mio avviso, consiste nell'attribuire a tutti un'identità.
Gli immigrati italiani, che a fine '800 scontavano la quarantena all'ingresso negli Stati Uniti nella celebre Staten Island, a New York, dovevano in ogni caso fornire un nome e un cognome ai funzionari statunitensi, pur in assenza di documenti che spesso non avevano mai posseduto.
Li chiamavano con disprezzo WOP (S), acronimo di WithOut Passports e tutt'ora questo termine viene usato per identificare la comunità italo-americana.
Ora la tecnologia ci offre strumenti molto più efficaci dell'invenzione di un nome di fantasia al momento dello sbarco.
Milioni di persone (di ogni razza e colore), nel rinnovare i propri documenti di identità devono già appoggiare l'indice della mano destra su un sensore che ne memorizza il dermatoglifo, e c'è da chiedersi quale terribile attentato alla democrazia possa rappresentare l'estensione di questo obbligo anche a quelle persone, spesso clandestine, che vengono sottoposte a fermo nel corso delle attività ordinarie di polizia.
Eppure pare che per alcuni soloni delle solidarietà ad ogni costo l'ordine delle priorità risulti diverso, e che la mancanza di sicurezza sia insinuata nell'uso del mezzo tecnico, anziché dalle conseguenze della vita in clandestinità.
Verò è, per onestà, che le figure del clandestino e del delinquente non sempre coincidono.
Teniamone atto e, tra tante sanatorie fiume sollecitate dal mondo cattolico e terzomondista, perchè non offrirne una che conceda un permesso di soggiorno temporaneo a chi accetta di sottoporsi ai rilevamenti delle impronte digitali?
Se censiamo, e non schediamo che è obbiettivamente diverso, la popolazione residente non potremo certo prevenire il compimento di nuovi delitti, ma possiamo efficacemente contrastare molti di quelli commessi o forse, chissà, scoraggiarne alcuni.
A chi giova quindi negare l'utilità pratica e criminal preventiva di poter identificare tutti i membri di una comunità?
E perché tale onere deve ricadere solo sulle persone, anche straniere, che 'si presentano' ufficialmente al gruppo di cui chiedono di far parte?
E' forse questo equo, oppure giusto?
In Italia si sono create due popolazioni, una reale e una clandestina.
E' superfluo indicare quale delle due lo Stato dovrebbe tutelare con determinazione, ed in questa, ricordiamolo, vi sono tanti immigrati che meriterebbe ben più considerazione di quella che ricevono. Allego un link sull'uso delle rilevazioni biometriche in Svizzera, ben precedente alla vittoria elettorale delle destra. Leggiamola e pensiamoci su.

26ott/070

L’EURO NON ESISTE E SE ESISTE E’ MONA

Tommaso Padoa Schioppa è celebrato tra i "Padri dell'Euro", ma nel fissare i tetti per usufrire delle detrazioni fiscali in favore dei bamboccioni utilizza, di fatto, le vecchie Lire (Dio le abbia in gloria).
Osserviamo: "La nuova detrazione varia dai 495,8 euro in tre anni se il reddito complessivo supera i 15.493,71 euro ma non i 30.987,41 euro, ai 991,6 euro (sempre in tre anni) se il reddito non supera i 15.493,71 euro."
Non credo di essere l'unico che si è posto questa domanda: ma quale cervellone sofisticato avrà partorito la somma di 15.493,71 euro per stabilire qual'è il reddito limite?
Si saranno avvalsi della preziosa consulenza di un Nobel
in fieri?
Il virtuoso cesellatore di radici cubiche che assiste il Ministro dell'Economia è presto smascherato........
€ 15.493,71 = £. 30.000.000 (: 1936,27 coincide);
€ 30.987,41 = £. 60.000.000 (: 1936,27 coincide).
Andiamo poi ai vantaggi fiscali:
€ 495,8 = £. 960.000 (: 1936,27 coincide)
€ 991,6= £. 1.920.000 (: 1936,27 coincide)
Ma allora, il padre dell'euro ha scoperto di avere un figlio mona?