Brunetta: gli statali si vergognano di dire ai figli il lavoro che fanno
"Cara?"
"Si?"
"Ho sempre detto a Francesco che facevo il Preside di un liceo, cosa penserà di me?"
La Thatcher bonsai ha fatto il miracolo! Altro che padre Pio…

Trentanovemila guarigioni in 90 giorni, forse neanche il Santo di Pietralcina avrebbe potuto fare meglio.
I numeri sono impietosi nei confronti del pubblico impiego, che registra una verticale riduzione delle assenze per malattia rispetto al trimestre maggio/giugno/luglio del 2007.
I dati sono riportati nell'articolo apparso oggi su Repubblica.it:
- maggio - giugno : 14.000 persone al lavoro in più
- luglio : 25.000 persone al lavoro in più.
Dunque leggittima la soddisfazione del Thatcher Bonsai, riuscito dove persino vaccinazioni e penicillina avevano fallito.
Ora si impone una valutazione oggettiva di questi risultati, alla quale dovrebbe seguire un plauso generale (se fossero esatti) oppure una severa censura (se inesatti o gonfiati).
Mi chiedo come vada interpretato in tal senso il tombale silenzio dei sindacati.
Statali fannulloni, due considerazioni dalla blogsfera

Dopo la pubblicazione del post di ieri ho ricevuto un lungo ed articolato commento che mi permetto di riprendere, per dare spazio a valutazioni diverse dalle mie sulla questione dei cosiddetti "fannulloni" ma comunque utili a comprendere quanto possa essere realisticamente fatto per migliorare il nostro apparato pubblico.
Al lettore chiedevo di offrire suggerimenti per dare al problema una soluzione efficace.
Riporto anche un bel post di Franca Corradini, quadro e pubblico dipendente, che analizza il problema dal suo interno con feroce pragmatismo.
Buona lettura, cominciando dal commento:
Si possono fare varie cose.
La prima, liberalizzare la burocrazia.Mi spiego meglio, invece di ridurre il numero dei dipendenti pubblici, si potrebbero ridurre le adempienze burocratiche necessarie per tutte le attività della vita quotidiana.Automaticamente servirebbero meno dipendenti, i tempi si accorcerebbero e si potrebbe ridestinare parte dei lavoratori ad altre attività.
La seconda, ridurre drasticamente il ricorso alle super consulenze esterne che, quelle si, pesano in maniera notevole sui bilanci.
Un esempio per capirci: se un ufficio di una PA deve informatizzare, ecco la che spunta la società di consulenza esterna che fa acquistare hardware per decine di migliaia di euro, molto spesso sovradimensionato (parlo di 20-30 volte di più), licenze software a prezzo pieno, quando il dealer le paga prezzi irrisori, consulenti che vengono a installare e configurare suddetti apparati HW/SW senza praticamente fare formazione a nessuno (vorrei vedere, loro sono solo dipendenti spesso mal pagati) a prezzi da capogiro (si parla anche di mille euro al giorno per un tecnico specializzato).
Sono cose che ho visto con i miei occhi quando lavoravo in una di queste aziende.Le PA vengono viste come mucche da mungere a tutti i livelli e sti cazzi se sono soldi di tutti, l’importante è che finiscano nelle mie tasche.
Si potrebbero invece destinare i lavoratori in esubero di cui sopra, dopo debita formazione - e ti assicuro che il più delle volte si tratta di cose banali come la stampante non va o “come si cambia il colore delle celle in excel” - a svolgere questi compiti o assumerne di nuovi già formati pagandoli il giusto.
Terzo, informatizzare DAVVERO.
Non come l’esempio al punto due.
Se posso mandare da casa telegrammi, fare ricariche telefoniche, pagare bonifici etc. etc, perché non posso richiedere online il rinnovo della carta di identità?e aspettare che mi arrivi a casa?Se Brunetta voleva colpire con la frase ad effetto ci è riuscito, ma la PA italiana galleggia nella merda per ben altri motivi.
Perché dovunque andrete a lavorare, o sarete consulenti, vedrete il o i fancazzisti in azione, raccomandati o no.
E’ semplicemente gente che si accontenta di fare il minimo richiesto, tanto spesso sono in posizioni non critiche e di portare a casa lo stipendiuccio.Spesso inattaccabili dal punto di vista legislativo, perché non è dimostrabile in alcun modo il loro
fancazzismo.
Punire tutti per colpa di questi sarebbe sbagliato, un pò come il sistema di attivazione di windows o i captcha anti spam, che rompono le scatole solo a quelli onesti.
Ancora peggio è pensare che aggiungere norme, circolari e certificati da esibire a un sistema già pieno di norme, circolari e certificati possa migliorare la situazione.
Per di più andando a gravare sulle strutture sanitarie pubbliche in cronica carenza di personale e di fondi.
E’ solo la mia opinione ovvio, ma ti assicuro che ci ho riflettuto molto.
Il pezzo di Franca Corradini sul blog La conoscenza rende liberi
Assenteismo, visite fiscali e genialità di Brunetta
Mai letta una cosa così stupida e controproducente.
Brunetta vuol combattere l’assenteismo della pubblica amministrazione, quindi diminuire i costi indotti dagli impiegati malati, aumentandoli ( i costi non gli impiegati… )
Mi spiego meglio e cercherò di farlo usando un linguaggio non burocratico per facilitare la lettura ai non addetti ai lavori.
Visita fiscale anche per un solo giorno di malattia.
Un giorno di malattia del dipendente costa mediamente allo Stato 70 euro.
Una visita fiscale , secondo stime molto approssimative, costa alle ASL circa 200 Euro di cui circa 40 rimborsati dall’amministrazione richiedente.
E qui già i conti non tornano.
Poi ci sono considerazioni di vario carattere.
L’obbligo della visita fiscale ed eventuali decurtazioni di stipendio valgono per assenze fino a 10 giorni .
Se Brunetta si avvalesse di buoni ( o discreti.. basterebbe ) collaboratori , come d’altro canto dovrebbe fare Gelmini, saprebbe che una iniziativa analoga era già stata attuata in passato con pessimi risultati. Difatti ad essere penalizzati furono solo i dipendenti che realmente erano ammalati. I “lavativi” non faticarono a trovare medici compiacenti che compilavano certificati di malattia per assenze più lunghe driblando gli incovenienti.
Inoltre, se Brunetta si avvalesse di statistiche e studi , scoprirebbe che sono molto rari i casi in cui un medico fiscale smentisce il medico curante. Per vari motivi , alcuni anche seri :
- solo il medico curante ha una visione generale dello stato di salute dell’individuo, quindi è in grado di giudicare se un una banale influenza innestata su altre patologie necessita , ad esempio , di 8 giorni di assenza anzichè di 3 …
- cane non mangia cane…
- inesperienza dei medici addetti alle visite fiscali , spesso giovanissimi
Ed ancora, le ASL, giustamente, devono dedicare le loro risorse ( sempre più scarse ) all’attività di cura e prevenzione.
Pertanto in molte regioni di sono poste un limite giornaliero nel numero di visite da effettuare proprio per meglio assolvere al loro compito primario, e bene hanno fatto !!
Per finire, sono passati tempi di questo genere di assenteismo.
Sono rimasti invece i tempi di coloro che approfittano del loro ruolo per trarne vantaggi economici e non. Danneggiando in modo molto più consistente le casse dello Stato e l’immagine della pubblica Amministrazione……….ah ,questi non sono i piccoli Travet che ogni tanto hanno il raffreddore…
Franca Corradini
Renato Brunetta punta dritto sui fannulloni, io lo avevo sottovalutato


Devo doverosamente spezzare una lancia in favore del Ministro Brunetta.
Mi ero occupato di lui in due post di maggio, incentrati sulla sua stravagante determinazione di risolvere alcuni cronici problemi della Pubblica amministrazione: ecco il primo e il secondo articolo.
Con onestà devo riconoscere che lo davo perdente su tutti i fronti, mentre il 'THATCHER BONSAI' sta vendendo cara la pelle o almeno ci sta provando.
La sua circolare 07/2008 parla chiaro, le assenze dei dipendenti pubblici, quando superino i 10 giorni di prognosi, devono essere certificate da una struttura sanitaria pubblica:
Nell'ipotesi di assenza per malattia protratta per un periodo superiore a dieci giorni, e, in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell'anno solare, l'assenza viene giustificata esclusivamente mediante presentazione di certificazione medica rilasciata da struttura sanitaria pubblica.
Tanto per chiarire il concetto si precisa che:
Le amministrazioni pertanto non potranno considerare come assenze giustificate quelle avvenute per malattia per le quali il dipendente produca un certificato di un medico libero professionista non convenzionato.
Ora, non esiste italiano che in vita sua non abbia congetturato sulla 'benevolenza' dei medici integrati nelle amministrazioni pubbliche, che spesso assegnavano mesi di prognosi per infortuni o malattie bagatellari.
Io stesso mi sono occupato, per lavoro, di distorsioni con convalescenze di oltre sei mesi, nemmeno contemplate dalla medicina, sulle quali davo aggiornamenti a clienti (formalmente moribondi) in passeggiata con moglie e passeggino.
Confesso che la levata di scudi dei sindacati e dei manipoli di dipendenti dello Stato offesi dalla circolare non mi sorprende nè intenerisce.
Quello che mi spiazza è la sfrontatezza con la quale si difendano posizioni indifendibili, che si faccia quadrato per tutelare parassiti patentati e matricolati.
Per non parlare di quei medici ai quali si dovrebbero addebitare decine di mesi di 'trastulli' dei loro pazienti realizzati a spese delle collettività.
Le persone oneste, e ce ne saranno sicuramente molte nelle ammministrazioni, non hanno di che temere.
Vai Renato, falli neri!
Mancini da Moratti è durato 20 minuti, Brunetta con la CGIL solo 15

In un mio post del 12 maggio avevo previsto tempi duri per il Ministro Brunetta, alle prese con i fannulloni della pubblica amministrazione:
Adesso il figliuolo è pieno di primaverili esuberanze, vediamolo alla prova dopo il primo round con i sindacati.
Dal Sole24Ore di oggi leggo:
La Cgil ha abbandonato dopo appena 15 minuti il tavolo di confronto sul pubblico impiego convocato dal ministro Renato Brunetta.
Auguri


