Dal Vietnam alla blogsfera, le zone di guerra di John McCain

Originale appello ai blogger repubblicani di John Mc Cain, candidato alle prossime elezioni presidenziali USA.
Il maturo eroe della Guerra del Vietnam ha deciso di affondare i suoi prossimi colpi sul web, richiamando al dovere ogni sostenitore che individui siti democratici che offrono informazioni distorte del suo pensiero politico.
Ogni fan di Mc Cain è quindi invitato ad infiltrarsi nelle mille maglie del network di Barak Obama per controllare che tutti i punti del suo programma elettorale siano riportati con esattezza, se ci sono dubbi intervenire tempestivamente, anche con testi copincollati dal sito www.johnmccain.com.
Il sito offre anche un elenco degli antagonisti online da tenere d'occhio.
Chi porterà più scalpi del 'nemico' vincerà alcuni ambitissimi premi, tra i quali prime file assicurate ai comizi e libri autografati.
La blogsfera diventa terreno per l'intelligence fatta in casa e reclutata per passione politica.
Per uno che si è fatto 6 anni prigioniero dei Nord Vietnamiti una passeggiata.
Statali fannulloni, due considerazioni dalla blogsfera

Dopo la pubblicazione del post di ieri ho ricevuto un lungo ed articolato commento che mi permetto di riprendere, per dare spazio a valutazioni diverse dalle mie sulla questione dei cosiddetti "fannulloni" ma comunque utili a comprendere quanto possa essere realisticamente fatto per migliorare il nostro apparato pubblico.
Al lettore chiedevo di offrire suggerimenti per dare al problema una soluzione efficace.
Riporto anche un bel post di Franca Corradini, quadro e pubblico dipendente, che analizza il problema dal suo interno con feroce pragmatismo.
Buona lettura, cominciando dal commento:
Si possono fare varie cose.
La prima, liberalizzare la burocrazia.Mi spiego meglio, invece di ridurre il numero dei dipendenti pubblici, si potrebbero ridurre le adempienze burocratiche necessarie per tutte le attività della vita quotidiana.Automaticamente servirebbero meno dipendenti, i tempi si accorcerebbero e si potrebbe ridestinare parte dei lavoratori ad altre attività.
La seconda, ridurre drasticamente il ricorso alle super consulenze esterne che, quelle si, pesano in maniera notevole sui bilanci.
Un esempio per capirci: se un ufficio di una PA deve informatizzare, ecco la che spunta la società di consulenza esterna che fa acquistare hardware per decine di migliaia di euro, molto spesso sovradimensionato (parlo di 20-30 volte di più), licenze software a prezzo pieno, quando il dealer le paga prezzi irrisori, consulenti che vengono a installare e configurare suddetti apparati HW/SW senza praticamente fare formazione a nessuno (vorrei vedere, loro sono solo dipendenti spesso mal pagati) a prezzi da capogiro (si parla anche di mille euro al giorno per un tecnico specializzato).
Sono cose che ho visto con i miei occhi quando lavoravo in una di queste aziende.Le PA vengono viste come mucche da mungere a tutti i livelli e sti cazzi se sono soldi di tutti, l’importante è che finiscano nelle mie tasche.
Si potrebbero invece destinare i lavoratori in esubero di cui sopra, dopo debita formazione - e ti assicuro che il più delle volte si tratta di cose banali come la stampante non va o “come si cambia il colore delle celle in excel” - a svolgere questi compiti o assumerne di nuovi già formati pagandoli il giusto.
Terzo, informatizzare DAVVERO.
Non come l’esempio al punto due.
Se posso mandare da casa telegrammi, fare ricariche telefoniche, pagare bonifici etc. etc, perché non posso richiedere online il rinnovo della carta di identità?e aspettare che mi arrivi a casa?Se Brunetta voleva colpire con la frase ad effetto ci è riuscito, ma la PA italiana galleggia nella merda per ben altri motivi.
Perché dovunque andrete a lavorare, o sarete consulenti, vedrete il o i fancazzisti in azione, raccomandati o no.
E’ semplicemente gente che si accontenta di fare il minimo richiesto, tanto spesso sono in posizioni non critiche e di portare a casa lo stipendiuccio.Spesso inattaccabili dal punto di vista legislativo, perché non è dimostrabile in alcun modo il loro
fancazzismo.
Punire tutti per colpa di questi sarebbe sbagliato, un pò come il sistema di attivazione di windows o i captcha anti spam, che rompono le scatole solo a quelli onesti.
Ancora peggio è pensare che aggiungere norme, circolari e certificati da esibire a un sistema già pieno di norme, circolari e certificati possa migliorare la situazione.
Per di più andando a gravare sulle strutture sanitarie pubbliche in cronica carenza di personale e di fondi.
E’ solo la mia opinione ovvio, ma ti assicuro che ci ho riflettuto molto.
Il pezzo di Franca Corradini sul blog La conoscenza rende liberi
Assenteismo, visite fiscali e genialità di Brunetta
Mai letta una cosa così stupida e controproducente.
Brunetta vuol combattere l’assenteismo della pubblica amministrazione, quindi diminuire i costi indotti dagli impiegati malati, aumentandoli ( i costi non gli impiegati… )
Mi spiego meglio e cercherò di farlo usando un linguaggio non burocratico per facilitare la lettura ai non addetti ai lavori.
Visita fiscale anche per un solo giorno di malattia.
Un giorno di malattia del dipendente costa mediamente allo Stato 70 euro.
Una visita fiscale , secondo stime molto approssimative, costa alle ASL circa 200 Euro di cui circa 40 rimborsati dall’amministrazione richiedente.
E qui già i conti non tornano.
Poi ci sono considerazioni di vario carattere.
L’obbligo della visita fiscale ed eventuali decurtazioni di stipendio valgono per assenze fino a 10 giorni .
Se Brunetta si avvalesse di buoni ( o discreti.. basterebbe ) collaboratori , come d’altro canto dovrebbe fare Gelmini, saprebbe che una iniziativa analoga era già stata attuata in passato con pessimi risultati. Difatti ad essere penalizzati furono solo i dipendenti che realmente erano ammalati. I “lavativi” non faticarono a trovare medici compiacenti che compilavano certificati di malattia per assenze più lunghe driblando gli incovenienti.
Inoltre, se Brunetta si avvalesse di statistiche e studi , scoprirebbe che sono molto rari i casi in cui un medico fiscale smentisce il medico curante. Per vari motivi , alcuni anche seri :
- solo il medico curante ha una visione generale dello stato di salute dell’individuo, quindi è in grado di giudicare se un una banale influenza innestata su altre patologie necessita , ad esempio , di 8 giorni di assenza anzichè di 3 …
- cane non mangia cane…
- inesperienza dei medici addetti alle visite fiscali , spesso giovanissimi
Ed ancora, le ASL, giustamente, devono dedicare le loro risorse ( sempre più scarse ) all’attività di cura e prevenzione.
Pertanto in molte regioni di sono poste un limite giornaliero nel numero di visite da effettuare proprio per meglio assolvere al loro compito primario, e bene hanno fatto !!
Per finire, sono passati tempi di questo genere di assenteismo.
Sono rimasti invece i tempi di coloro che approfittano del loro ruolo per trarne vantaggi economici e non. Danneggiando in modo molto più consistente le casse dello Stato e l’immagine della pubblica Amministrazione……….ah ,questi non sono i piccoli Travet che ogni tanto hanno il raffreddore…
Franca Corradini



