Marin Faliero – Il Blog Sono caustico, me ne rendo conto

13giu/110

Bravi, cittadini, ancora uno sforzo

Al solito oggi hanno vinto tutti, si congratulano, festeggiano, richiedono, programmano, indicono conferenze stampa.

Eppure, nel mio intimo sono assolutamente convinto che abbiano perso tutti, e che abbiano vinto gli italiani.

Non è retorica spiccia, ma bensì una constatazione determinata dall'osservazione dei dati che ho già riportato nei post precedenti.

Ogni apparato è scavalcato, nei referendum e nelle scelte dei candidati, le singole coscienze si sono mobilitate e comunicano la propria 'ostilità' all'establishment, cui non aderiscono passivamente per opportunità di crociera.

Parliamoci chiaro, la gente ha la necessità 'fisiologica' di comprendere che ha detto la sua, che non si è appoggiata a qualcuno che ne faceva malamente le veci.

Loro ancora non lo hanno capito, ma è meglio che sia così, avremo più tempo.

Prossimo passo ragazzi, la riforma della legge elettorale.

E poi, quando saremo ritornati padroni del nostro destino, permetteremo al nostro Paese di scommettere ancora sulle proprie capacità di sorprendere, senza consegnarci ai Prodi o Berlusconi di turno.

Sbagliare è concesso, ma vivacchiare è peggio.

Grazie per oggi, a chiunque

 

17mag/112

Secondo me, Bersani, non hai molto di che gioire

Mentre questa mattina sorseggiavano un bicchiere arancio colmo di Geffer, per smaltire la sbornia notturna, pochi si saranno ricordati di Stefano Boeri, campione designato dal PD alle primarie di novembre per la poltrona di Sindaco di Milano, poi sconfitto da Giuliano Pisapia.

Certo superare alle urne Letizia Moratti, fedelissima di Berlusconi, per oltre 6 punti percentuali, autorizza al buon umore, quindi non guastiamoglielo troppo.

Eppure anche gli odierni vincitori, quale che sia l'esito del prossimo ballottaggio, avrebbero di che riflettere (come nota bene Luca Sofri) prima di celebrare anzitempo la rinascita della sinistra italiana, almeno di quella identificata nel Partito Democratico e nella sua direzione romana.

Se i simpatizzanti se ne impipano degli ordini di scuderia, senza creare imbarazzi di sorta in coloro che puntavano a Milano sul trombato alle primarie, a Napoli invece il candidato PD Mario Morcone dichiara alla stampa di comprendere la rabbia di quegli scontenti che gli hanno preferito Luigi De Magistris (in politica da appena 2 anni, peraltro a Strasburgo), visto che la città è stata  "governata malissimo negli ultimi anni" . Da chi, è inutile che lo aggiunga.

Una possibile spiegazione ce la offre Federico Geremicca su La Stampa: nessuno ha voluto o saputo passare la mano nel momento opportuno, nonostante il disastro della città, 'frozen' alla propria poltrona come una partita a 'Call of Duty' giocata in rete con modem analogico da 14.4 k/bites.

Non mi risulta che Iervolino o Bassolino siano stati energicamente invitati a dimettersi dai Napoleoni di Via delle Fratte, che quindi da una parte vedono vincere un candidato che avevano snobbato, e dall'altra perdono una città governata per vent'anni.

A Bologna, coerentemente, perdono 13.000 voti scendendo dagli 85.000 del 2009 ai 72.000 odierni. Un vero trionfo.

Il resto lo ha fatto la megalomania di Berlusconi e l'inettitudine dei molti yesmen dei quali si circonda.

Non mi sembra, onestamente, un trionfo della sinistra ma, al massimo, il prezioso risultato di Giuliano Pisapia e dei suoi collaboratori.

Eppure altri sarebbero, ritengo, i dati sui quali riflettere.

Sempre più gente, infatti, continua ad allontanarsi dalla cabina elettorale, me compreso.

I dati del Viminale sull'affluenza alle urne nelle elezioni comunali si presentano in tal senso impietosi, solamente in Sardegna (su 16 regioni coinvolte dalla tornata) si è registrato un tiepido incremento di votanti rispetto al passato.

Proprio in quella Sardegna nella quale, il 12 maggio 2011, circa 10.000 cittadini senza alcuna bandiera (se non quella con i 4 mori) si sono ristrovati davanti alla sede della Regione, governata dal centrodestra, per una manifestazione contro Equitalia colpevolmente ignorata dai media nazionali.

A Bologna e Milano, invece, quasi 20.000 elettori scelgono come sindaco il fotografo Massimo Bugani e lo studente Mattia Calise, entrambi del Movimento 5 Stelle, e nel primo caso (pur presentandosi per la prima volta), raccolgono un eloquente 9,5% dei consensi, con esattamente 17.778 voti (che i 13.000 di meno del PD ne facciano parte?).

In Italia, evidentemente, si ingrossano ancora solo le fila di chi protesta o veicola un dissenso sempre crescente.

Altro che nuovo vento del Nord Bersani, bagnati meglio il dito.

Se Palazzo Grazioli piange, Via delle Fratte certo non avrebbe di che ridere, ma da domani, un giorno di sbornia glielo concedo.

2dic/100

Silv Vicious

Silvio Berlusconi's health hit by party lifestyle, WikiLeaks cable says

(The Guardian, il cablogramma dell'Us Embassy)

2nov/101

Dalle mie parti si dice: “L’è pèzo el tacòn de ‘l sbrego”

Che tradotto dal veneto in ligua italiana suona più o meno così: "E' peggio il rammendo dello strappo"

Repubblica.it - "Meglio guardare le belle ragazze che essere gay"

Corriere.it - "Meglio le belle ragazze che essere gay"

29ott/100

Hardcore

22ott/100

Berlusconi: “Lodo Alfano? Mai chiesto”

Secca dichiarazione del premier alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, ripresa dal Corriere.

Subito incassata la solidarietà dell'ex ministro Scajola: "A me, di nascosto, hanno perfino comprato la casa"

4ott/100

Ci risiamo

Pare che i giudici vogliano 'eliminare' Berlusconi.

Forse tirandogli delle statuine del Palazzo di Giustizia di Milano....

In quel caso ci sarebbe la stessa mobilitazione che c'è per Sakineh?

23ago/100

Ich bin ein finianen

Pensavo di poter trascorrere un agosto-settembre totalmente indolente, tra gite a funghi e giornate al mare.
Invece mi tocca fare il finiano, che di questi tempi è almeno una cosa coraggiosa.
La parte becera della Lega, disturbata nel proprio progetto federalista si comporta come un bambino viziato, rancoroso nei riguardi di chi ostacola il raggiungimento della meta.
Eppure confido che il quaquaraquà, sdoganato dalla figura di ancella del premier matematico, arrivi ad affermare qualche cosa di destra. Non già che lo Stato deve essere laico, affermazione non nuova ma degna di altre stature, ma almeno che le leggi 'ad personam' sono ributtanti perfino per lui. Anche se arrivare secondi è tempo perso, come recitava, Nuvolari, di questi tempi è grasso che cola.

20lug/101

Mission Impossible

Parlare di politica è oramai diventato impossibile, almeno per me che forse attraverso un momento meno polemico del solito.
Ma proprio non mi viene in mente nulla, se non che persino le mozzarelle diventano azzurre.
Sembra comunque che Silsilvio abbia perso un pochino del suo smalto, fischiato ieri persino dai devotissimi tifosi del Milan.
Poca cosa, evidentemente, ma molto più indicativa delle raccolte di firme su Repubblica che hanno, oramai, stracciato i maroni

26apr/103

Colpire il nemico quando è più debole

Sono sinceramente sbalordito dalla pochezza dimostrata dalla sinistra in occasione dello strappo tra Berlusconi e Fini.

I loro strateghi sono logori ed incapaci di introdursi nelle falle lasciate aperte nella maggioranza, che non sono poche e preludono ad uno scontro acceso con la componente leghista.

Leggiamo qualche pensiero di Sun Tzu, autore dell'Arte della Guerra.

Un sovrano può danneggiare il proprio esercito in tre modi.
Il primo modo è quando, senza conoscere la situazione, ordina alle truppe di avanzare o ritirarsi nelle
circostanza sbagliate. Questo vuol dire “legare l’esercito”.
Il secondo modo è quando, senza conoscere l’Arte della Guerra, assume il comando dell’esercito. Ciò
provoca incertezza tra gli ufficiali.
Il terzo modo è quando, pur senza conoscere l’arte delle manovre, dirige le operazioni militari. Ciò
determina incertezza fra le truppe.

Bisogna cercare nelle opere antiche qualcosa che giustifichi la presenza nelle direzioni di gente tanto poco abile e coraggiosa