Domani o dopodomani

In questi giorni non ho visto un solo giornale sottolineare i benefici che assicurerà alla popolazione europea lo 'storm braining' di Bruxelles.
I leaders dei paesi dell'eurozona, del resto, si sono ritrovati per sistemare i conti della Grecia (che restituirà il 50% del valore nominale dei titoli di stato che ha venduto in questi anni - prevalentemente a banche francesi e tedesche), creare un fondo-colletta che restituisca quei soldi alle stesse banche, chiedere al nostro paese di comprimere alcune spese per garantire il proprio apporto economico futuro.
Per farla breve: la Grecia è salva, le banche anche (purtroppo non potranno però distribuire bonus e dividendi per qualche anno), l'Italia pure.
Eppure non sono così sollevato, e mi sfugge il meccanismo che determinerà la ripresa, anche se sono sicuro che in parte dovrò finanziarla io.
Perchè, infatti, mi pare che oltre agli assetti finanziari non vengano nemmeno sfiorati quei problemi che in questi dieci anni tutti abbiamo potuto toccare con mano.
Il quotidiano è fatto di troppi coetanei incentivati all'esodo per delocalizzazioni varie, di negozi chiusi o sfitti, di centri commerciali aperti in ogni angolo, di famiglie strozzate, di liberalizzazioni penalizzanti, di manifatture chiuse e laboratori cinesi aperti.
Magari ne parleranno nei prossimi giorni, avrio metaavrio, αύριο μεθαύριο
Draghi alle banche:”State attente alle famiglie” – Come non dargli torto?
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E' un titolo del Corriere che si può interpretare in vari modi....
Per fortuna rincara Repubblica
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Chissà se il Papa inviterà al pentimento i direttori di banca
L''umile zervo tella figna tel Zignore' non perde occasione per rinfrescare le nostre coscienze pagane ad un maggior impegno verso il prossimo, contro il razzismo, per la battaglia contro la contraccezione, l'abolizione dell'aborto, contro le tentazioni di denaro e potere.
Recentemente ha invitato il clero francese a non benedire le unioni tra divorziati.
Chissà se inviterà al pentimento quei direttori di banca che hanno caldeggiato la stipula di mutui fondiari a tasso variabile negli ultimi dieci anni, ben sapendo che il vero affare lo facevano gli istituti di credito.
Era dal 1958 che le Banche non riuscivano ad acquistare il denaro a prezzi così bassi






