Marin Faliero – Il Blog Sono caustico, me ne rendo conto

17mag/112

Secondo me, Bersani, non hai molto di che gioire

Mentre questa mattina sorseggiavano un bicchiere arancio colmo di Geffer, per smaltire la sbornia notturna, pochi si saranno ricordati di Stefano Boeri, campione designato dal PD alle primarie di novembre per la poltrona di Sindaco di Milano, poi sconfitto da Giuliano Pisapia.

Certo superare alle urne Letizia Moratti, fedelissima di Berlusconi, per oltre 6 punti percentuali, autorizza al buon umore, quindi non guastiamoglielo troppo.

Eppure anche gli odierni vincitori, quale che sia l'esito del prossimo ballottaggio, avrebbero di che riflettere (come nota bene Luca Sofri) prima di celebrare anzitempo la rinascita della sinistra italiana, almeno di quella identificata nel Partito Democratico e nella sua direzione romana.

Se i simpatizzanti se ne impipano degli ordini di scuderia, senza creare imbarazzi di sorta in coloro che puntavano a Milano sul trombato alle primarie, a Napoli invece il candidato PD Mario Morcone dichiara alla stampa di comprendere la rabbia di quegli scontenti che gli hanno preferito Luigi De Magistris (in politica da appena 2 anni, peraltro a Strasburgo), visto che la città è stata  "governata malissimo negli ultimi anni" . Da chi, è inutile che lo aggiunga.

Una possibile spiegazione ce la offre Federico Geremicca su La Stampa: nessuno ha voluto o saputo passare la mano nel momento opportuno, nonostante il disastro della città, 'frozen' alla propria poltrona come una partita a 'Call of Duty' giocata in rete con modem analogico da 14.4 k/bites.

Non mi risulta che Iervolino o Bassolino siano stati energicamente invitati a dimettersi dai Napoleoni di Via delle Fratte, che quindi da una parte vedono vincere un candidato che avevano snobbato, e dall'altra perdono una città governata per vent'anni.

A Bologna, coerentemente, perdono 13.000 voti scendendo dagli 85.000 del 2009 ai 72.000 odierni. Un vero trionfo.

Il resto lo ha fatto la megalomania di Berlusconi e l'inettitudine dei molti yesmen dei quali si circonda.

Non mi sembra, onestamente, un trionfo della sinistra ma, al massimo, il prezioso risultato di Giuliano Pisapia e dei suoi collaboratori.

Eppure altri sarebbero, ritengo, i dati sui quali riflettere.

Sempre più gente, infatti, continua ad allontanarsi dalla cabina elettorale, me compreso.

I dati del Viminale sull'affluenza alle urne nelle elezioni comunali si presentano in tal senso impietosi, solamente in Sardegna (su 16 regioni coinvolte dalla tornata) si è registrato un tiepido incremento di votanti rispetto al passato.

Proprio in quella Sardegna nella quale, il 12 maggio 2011, circa 10.000 cittadini senza alcuna bandiera (se non quella con i 4 mori) si sono ristrovati davanti alla sede della Regione, governata dal centrodestra, per una manifestazione contro Equitalia colpevolmente ignorata dai media nazionali.

A Bologna e Milano, invece, quasi 20.000 elettori scelgono come sindaco il fotografo Massimo Bugani e lo studente Mattia Calise, entrambi del Movimento 5 Stelle, e nel primo caso (pur presentandosi per la prima volta), raccolgono un eloquente 9,5% dei consensi, con esattamente 17.778 voti (che i 13.000 di meno del PD ne facciano parte?).

In Italia, evidentemente, si ingrossano ancora solo le fila di chi protesta o veicola un dissenso sempre crescente.

Altro che nuovo vento del Nord Bersani, bagnati meglio il dito.

Se Palazzo Grazioli piange, Via delle Fratte certo non avrebbe di che ridere, ma da domani, un giorno di sbornia glielo concedo.

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5apr/114

Deja vù

La pausa è stata piuttosto lunga (di qualche mese), eppure mi accorgo come non vi siano state novità di rilievo nel nostro paese, a differenza di altri che ci sono vicini.

Un intero quadrante del mondo mediterraneo ha cambiato faccia, quasi nello stesso momento, sfuggendo alle leggi della realpolitik occidentale e delle dinastie mascherate che lo governava da decenni.

Avrete osservato con quale velocità si  siano tramutati in satrapi tutti i recenti campioni dell'Africa bianca, spesso accolti nelle civilissime democrazie tra strombazzamenti, red carpets, strette di mano.

Per i più stravaganti di loro non si lesinavano tributi, patenti di pacificatori e nemmeno fanciulle da convertire, mentre ora il loro sacrificio, nel silenzio, dovrebbe suonare come quello di un vecchio abito liso che non ci serve più.

Eppure non è di questo che si tratta, non è un semplice avvicendamento con nuovi satrapi golosi del potere dei primi.

L'occidente, al solito, pensa che sia solamente cambiato il macchinista mentre dalla Tunisia alla Siria sono le popolazi0ni ad esporsi per il cambiamento, siano esse spinte dalla fame, dal desiderio di libertà, dal fondamentalismo.

Non mi interessano molto, se devo essere sincero, nè la militanza rivoluzionaria permanente nè il plauso 'in loop' alla riscossa dei popoli oppressi, perchè sono un quarantenne borghese che assiste alle insurrezioni facendo zapping col telecomando.

Però, sprofondato nel mio divano, rifletto sulla sgradevole sensazione di 'deja vù' che provo quando ascolto le persone raccontarmi le loro pene, incertezze, problemi nel lavoro.

Famiglie stritolate dai crediti al consumo e dalla crisi delle aziende per cui lavorano, dai costi privi di controllo di molti servizi, da mutui su abitazioni sovrastimate, sorprese dalla consapevolezza di non poter garantire il tenore di vita che ritenevano acquisito per sè e per i propri cari.

Queste persone ora si trovano fuori dal coro, e ci rimarranno finchè sarà possibile farli sentire isolati, piccola parte impotente del tutto.

Il problema si presenterà quando, giunti al limite, si renderanno conto di essere in tanti e di non poter più delegare a chi ciància del nulla.

Non siamo l'Africa, ma la sensazione di 'deja vù' rimane.

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9dic/105

E’ necessario che la politica recuperi credibilità

Infatti.................

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2dic/100

Silv Vicious

Silvio Berlusconi's health hit by party lifestyle, WikiLeaks cable says

(The Guardian, il cablogramma dell'Us Embassy)

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30nov/103

Ciao bischero, ci si vede

Branca! Branca! Branca!

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29nov/100

- Frattini: Wikileaks vuole distruggere il mondo – Vota la classifica dei nemici dell’umanità più celebri

Non è uno scherzo: Repubblica.it, Il Secolo XIX.

Anzi, visto che lo dice il nostro Ministro degli Esteri c'è da credergli.

E voi potendo scegliere? Da chi preferireste essere distrutti?

NB: se ne ho dimenticato qualcuno si accettano suggerimenti

WikiLeaks

Dottor Stranamore

Lex Luthor

Doctor Evil (Dottor Male)

Godzilla

Marziani

L'Asteroide

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29nov/100

Sembrerebbe paccottiglia

wikiguless

Chissà quanto i diplomatici americani si impegnano per arrivare a queste mirabolanti conclusioni

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26nov/100

“Rifiuti, Pompei, Wikileaks. C’è una strategia per colpire l’Italia”

caprioglio_inpolitica

A me pare che ce la facciamo egregiamente da soli

Via Corriere.it, qui.

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24nov/101

Io come La Russa

La Russa, invece, come D'Annunzio

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23nov/102

Non mi andava la confessione

Caso Williamson. "Purtroppo non lo avevamo previsto", ed è "un episodio particolarmente doloroso", ma ha anche messo in evidenza come ci sia "un'animosità pronta a esplodere, che attende solo che queste cose accadano per poi colpire con precisione". Così Benedetto XVI commenta la vicenda del vescovo lefebvriano, negazionista della Shoah, a cui tolse la scomunica nel gennaio 2009. Oltre a dichiarare che se avesse saputo che Williamson era un negazionista, non avrebbe firmato la revoca, Benedetto XVI afferma che "si sarebbe innanzitutto dovuto separare il caso Williamson dagli altri, ma purtroppo - ammette il Papa - nessuno di noi ha guardato su internet e preso coscienza di chi si trattava".

Update

me lo hanno segnalato, non ricordavo nemmeno di averlo scritto:

http://www.marinfaliero.net/2009/01/comunque-preferivo-i-frati/

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