Sogno o utopia sull’Informazione 2.0?

Una decina di giorni fa ho ricevuto una email da Massimo Mantellini, che con molta pazienza si è preso la briga di spiegarmi cosa intendesse per "nuovo lettore capace di organizzare per se una dieta mediatica varia mediata da Internet".
La domanda che gli avevo posto la trovate verso la fine del ping pong di commenti al post sulla "Blogfest" di Riva del Garda.
Ho pensato alle risposte di Mantellini (onestamente in maniera discontinua) prima di offrire il mio parere sulla questione, che doveva in origine essere documentato, profondo, puntuale, insomma all'altezza dell'interlocutore.
Invece lo spunto mi è venuto durante una passeggiata in terrazzo per fumare una sigaretta, poco fa.
Mi chiedevo, verso la terza tirata, quale sia l'origine del fenomeno, perchè mai curi questo blog con una passione che riesco a mettere in poche altre cose.
La risposta è semplice, per il piacere di scrivere e di poter comunicare le mie impressioni sui fatti politici, economici o di cronaca che mi interessano, magari in maniera intelligente o divertente, per il gusto di scambiare opinioni con altri.
Quindi sono il lettore-produttore medio sul quale si stanno concentrando le attuali attenzioni dei massmediologi.
La voce fuori dal coro per vocazione, che potrebbe astrattamente raccogliere intorno a sè un 'richiamo' di nuovi lettori, interessati ai miei vaneggiamenti.
Nella mia evoluzione dello strumento blogsfera, visto che con la fantasia si può tutto, immagino un network informativo opensource, organizzato per canali tematici e realizzato da firme più o meno importanti ma veramente stimolanti e ben assortite, libere di esprimere un pensiero (anche controcorrente), privo di condizionamenti commerciali, sovvenzionato dai soli lettori, che potrebbero interagire con quei soggetti che decidessero di farne parte politici, giornalisti, intellettuali, scrittori, musicisti, attori, scienziati, sportivi.
Non un aggregatore, ma una testata allargata e realmente viva.
Un palinsesto di partenza, autoimmune da qualsiasi opinione 'pilotata' che realizzi il desiderio di ottenere informazione 'calda' e più vicina al fruitore, quindi interessante e credibile.
Montanelli e Guareschi, sicuramente, vi farebbero parte
Il blog più alto del mondo, vicino alla cima dello Cho Oyu, sesta montagna della Terra
Lorenzo Campani, speriamo senza Lacedelli e Compagnoni ancora a litigare tra loro come sul K2, si trova in campo base (5.700 metri) a poca distanza dalla cima dello Cho Oyu (8.201 metri), tra Tibet e Nepal.
Dalla tenda intende aggiornare quotidianamente il suo blog http://www.thehighestblog.com/, con l'obiettivo di scrivere (in un crescendo) il post più alto del mondo, usare Twitter e Skype ad ottomila metri.
Leggere questa notizia mi ha dato gande piacere, anche perchè Lorenzo sembra godersi il bel gioco che è venuto fuori dalla sua idea.
At salùt, Campani Lorenzo
Dal Vietnam alla blogsfera, le zone di guerra di John McCain

Originale appello ai blogger repubblicani di John Mc Cain, candidato alle prossime elezioni presidenziali USA.
Il maturo eroe della Guerra del Vietnam ha deciso di affondare i suoi prossimi colpi sul web, richiamando al dovere ogni sostenitore che individui siti democratici che offrono informazioni distorte del suo pensiero politico.
Ogni fan di Mc Cain è quindi invitato ad infiltrarsi nelle mille maglie del network di Barak Obama per controllare che tutti i punti del suo programma elettorale siano riportati con esattezza, se ci sono dubbi intervenire tempestivamente, anche con testi copincollati dal sito www.johnmccain.com.
Il sito offre anche un elenco degli antagonisti online da tenere d'occhio.
Chi porterà più scalpi del 'nemico' vincerà alcuni ambitissimi premi, tra i quali prime file assicurate ai comizi e libri autografati.
La blogsfera diventa terreno per l'intelligence fatta in casa e reclutata per passione politica.
Per uno che si è fatto 6 anni prigioniero dei Nord Vietnamiti una passeggiata.
Mi serve un plugin (WordPress) per i post più letti, quale è il migliore?

Questo è un post di servizio, attendo consigli.
Grazie a tutti
Perchè non inizi postando la tua prima esperienza di consulente di comunicazione su blog in azienda?

L'oggetto di questo post è, in realtà, una richiesta fattami in un commento all'articolo di tre giorni fa, e non posso nasconderre che sia già lusinghiero venire definito consulente di comunicazione per blog aziendali.
Visto che la modestia è la virtù dei mediocri (T. Mann) accetto (ma indegnamente) la qualifica.
La premessa:
Giorgio, uno dei più assidui frequentatori del mio blog (ad onor del vero anche il più attivo), è anche un amico ed imprenditore cui avevo proposto qualche mese fa di partecipare alla mia attività di blogger, postando di tanto in tanto qualche suo articolo.
La cosa gli è piaciuta a tal punto da avviare un progetto per 8 blog aziendali, chiedendomi di assistere ad una riunione (che loro chiamano 'board') e di illustrare, alle persone incaricate di gestirli, le mie esperienze e le modalità con le quali, in 8 mesi, ho sviluppato il mio lavoro nel blog www.marinfaliero.net.
L'incontro con i new bloggers:
Il blog-roll dell'azienda, sul quale vengono riversate insieme tante aspettative e qualche perplessità, coinvolge correttamente una quindicina di persone, in vari settori, al fine di garantire quella continuità nella pubblicazione di post che diventa necessaria perché un web-log cominci a diffondersi.
Il primo problema da superare, secondo me, è proprio quello di 'indurre' qualcuno che non lo è a diventare blogger.
Solo una minoranza dei presenti conosceva effettivamente l'esistenza della blogsfera, od aveva postato nel passato qualche commento.
Un 'training' in tal senso può risultare decisamente molto utile, per 'tastare' il terreno, captarne gli umori e le tendenze, agire di conseguenza.
Sono emersi dubbi sul linguaggio da usare, sui temi da affrontare, sul tempo da dedicare a questo nuovo impegno, mentre gli aspetti 'meccanici' della questione si sono rivelati di più semplice soluzione, ed una volta deciso l'utilizzo della piattaforma Worpress vengono percorse le normali tappe di apprendimento di un qualsiasi altro software.
Sul come esprimersi c'è stata la prima divergenza di vedute, per l'uso dei termini 'coglione' e 'cazziare' in un post di prova.
A mio modo di vedere il 'linguaggio colorito' rappresenta un valore positivo, da tenere ben distinto dal turpiloquio.
Sembrerà strano ma ritengo che umanizzi una comunicazione spesso troppo pomposa o troppo fredda, ed aiuti chi si trova catapultato dal discorrere confidenziale ad una platea eterogenea e teoricamente infinita.
La responsabilità di rivolgersi al net non è da poco, caricarla troppo frena.
Un linguaggio quotidiano diverte chi scrive, rendendogli meno pesante l'incombenza, e rilassa chi legge e cerca informazioni che rischiano di rivelarsi altrimenti di una noia micidiale.
In questo caso chiedere un giudizio prima di pubblicare un post che si suppone 'ardito' può essere di grande aiuto, evitando per presunzione di trascendere nella volgarità.
Vi faccio un'esempio pratico.
1) Un cliente di primaria importanza richiede chiarimenti sul ritorno commerciale garantito dal prodigioso prodotto x.
2) ci smenano un sacco di soldi, vediamo di chiarirgli per bene come far diventare redditizio il prodotto x.
Nella blogsfera l'opzione 1) farebbe ben poca strada per conto proprio, credo sia intuitivo.
Quindi o si è dentro o si è fuori, se si cerca di far sentire 'di casa' chi ci viene a visitare.
O si hanno i mezzi per rendere popolare la terribile opzione comunicativa 1).
I temi da affrontare:
Esaurita la celebrazione istituzionale, si dovrà attingere alla creatività individuale.
E qui si vedrà la 'tempra del blogger', favorita o sfavorita dai temi che si hanno in carico.
La 'faccia di culo' genuina, che mescolerà esperienze professionali e personali attinenti il lavoro sarà quella vincente.
Trasmetterà la sensazione che l'operatore è preparato ed autenticamente coinvolto in quello che fa, nonchè dotato di ironia e spirito di osservazione, ben integrato nel suo ambiente, padrone dei nuovi mezzi di comunicazione.
Un interlocutore da privilegiare o considerare, insomma, su competitor tanto impersonali da apparire fisicamente 'al di là' del vetro, che comunicano attraverso modalità così codificate da poter essere persino anticipate.
Un blog in particolare mi ha colpito, quello che affronta la Corporate Social Responsibility.
Emergerà sicuramente per l'enormità di spunti a disposizione e per l'attenzione che si stà rivolgendo al problema
ne cito l'esordio:
l'Azienda circa 8 mesi ha avviato un progetto con il penitenziario “Santa Bona” di Treviso. Il progetto consiste nel far svolgere ai detenuti alcuni lavori di manutenzione su palmari e stampanti. Così facendo essi, oltre che occupare il tempo, hanno sia modo di guadagnare e sia di acquisire delle conoscenze utili al reinserimento lavorativo una volta usciti.
L’esperienza sin ora sta andando bene tanto che si pensa di costituire nel carcere trevigiano un Centro di eccellenza tecnologico.
Questo significa saper coniugare business ed etica.
Per chi desiderasse maggiori informazioni
http://www.sodalitas.it/file/LIBRO%20D’ORO%20web.pdf pag.181
Impressionante no?
Cosa suggerire a questi ragazzi se non prestare attenzione ai tags o ai titoli da dare al post?
Hanno il senso della notizia e trattano argomenti wiki e vincenti, sanno già coinvolgere il lettore e fornirgli informazioni esterne che rafforzano la credibilità dell'informazione data.
Perfetto.
Il tempo da dedicare al blog:
i manuali indicano in mezz'ora giornaliera il tempo minimo da dedicare a questo tipo di comunicazione.
Palle, un pretesto può dare vita ad un'idea che si realizza in pochi secondi, aggiorna il blog e non ha presunzioni da verbo vivente.
Un caso simpatico può diventare una foto con un semplice commento da trasferire al blog, un'istantanea della coda in tangenziale a Mestre il motivo per riflettere sulle difficoltà comuni ai colleghi che la devono affrontare tutti i giorni.
Un post lungo ed articolato, invece, può essere realizzato in momenti diversi prima di venire pubblicato.
Curare i contenuti è come mettere buon fieno in cascina, una volta indicizzati dai motori di ricerca galleggeranno per mesi e frequentemente saranno riletti a notevole distanza di tempo.
Dopo un po' vi accorgere che una parte non disprezzabile degli accessi si realizzerà 'in differita'.
L'ottimizzazione del layout:
Il surfer è molto esigente e poco propenso ad approfondire pagine che sembrano non interessarlo, le frequenze di rimbalzo (il doppio click immediato per andarsene) sono all'ordine del giorno.
Rendere il template gradevole, e soprattutto di facile fruizione, aiuta a trattenere le hits occasionali; accompagnare ogni post con una immagine originale rallenta chi sfoglia nevroticamente tra diverse alternative.
Ottima l'idea proposta di rinnovare periodicamente, (senza stravolgerlo) il profilo grafico del gestore del blog.
Anche l'utilizzo di un nickname, a mio avviso, non è sconveniente.
Spesso è più facile da ricordare, rispetto a nome e cognome, ma soprattutto consegna al nostro interlocutore una identità unica nella blogsfera, facile da trovare nei motori di ricerca; aggiungerlo al profilo istituzionale evita l'impressione che qualcuno remi per conto proprio godendo di un comodo anonimato.
Individuarlo con una sicura attinenza alle materie trattate e verificare prima che non sia inflazionato è da preferire agli impeti di fantasia tipo Pippo1968 o MassimoDecimoMeridio.
La tracciabilità dei contatti:
Qui c'è da lavorare molto, perchè permette di apprezzare le ragioni del successo o dell'insuccesso.
Di valutare i gusti di chi ci legge, le sue preferenze, la provenienza, la frequenza con la quale ci fa visita, i percorsi che segue, la disponibilità ad interagire con noi.
Di rispondere tempestivamente implementando quanto funziona e 'raddrizzando' quanto procede fuori rotta.
L'indicizzazione nei motori di ricerca e negli aggregatori:
Titoli originali, tag puntuali (magari usati ripetutamente per articoli tra loro omogenei per materia) ed incipit dei post costruiti per facilitare il 'rastrellamento' da parte di Google e compagnia bella.
Segnalare agli aggregatori i nostri post, costi quel che costi.
E poi portare tanta tanta tanta pazienza, i tempi si possono forzare ma le soddisfazioni non saranno comunque mai immediate.
Nella mia prima esperienza di web 2.0 consultant ho dato questi suggerimenti ad un gruppo che affrontava l'esordio assoluto senza molte cognizioni specifiche in materia ma con grande interesse e determinazione.
Mi hanno dato la grande opportunità di fare 'palestra', mi hanno fatto domande ed ascoltato.
Se avranno successo, me lo dico da solo, un pochino di merito sarà anche mio.




