Di solito nessun tacchino festeggia il Natale
Altra singolare anomalia che ci regala la breve esperienza di governo del professor Monti, dopo quella descritta nel post precedente, è la rassegnata disponibilità degli italiani alla sodomizzazione per vie istutizionali.
Mentre il Premier lavora (con grande discrezione) al primo Consiglio dei Ministri senza aver proferito verbo sui suoi intenti, sui media di ogni tipo compaiono i postulatori degli aumenti dell'IVA, dell'innalzamento dell'età pensionabile, della flessibilità nel mercato del lavoro, della reintroduzione dell'ICI, delle patrimoniali, dei prelievi forzosi, dei tagli a privilegi e diritti acquisiti.
Ci si impegnano perfino politici di lunga data che hanno contribuito disinvoltamente alla nostra situazione attuale, sorvolandoci in elicottero per andare ad un qualche Gran Premio.
Cose mai viste nè sentite per quarant'anni, per le quali un qualsiasi governo sarebbe caduto già nel parcheggio di Montecitorio.
Non fiatano o mobilitano partiti e sindacati e confindustrie, anzi, persino Repubblica rinuncia alla consueta raccolta di firme patrocinata da Saviano.
E Natale, per i tacchini diventati improvvisamente muti, si sta avvicinando.
Incrociamo le dita

Seguo con una certa tenerezza le discussioni che stanno seguendo, su tutti i media, il conferimento dell'incarico al professor Mario Monti.
E' un colpo di stato delle banche, no, solo di Goldman Sachs, no ,un commissariamento dell'Italia da parte dell'asse franco-tedesco, neppure, una forzatura della rappresentatività popolare perchè prepara misure dolorose un burocrate neppure eletto.
Nessuno, mi pare, ha ancora capito fino in fondo che Mario Monti è la sola possibilità (esclusa forse una dittatura) che nel nostro Paese siano prese decisioni rettilinee, senza quelle mediazioni politiche che spesso e volentieri impediscono di colpire interessi, gli 'amici' ed i bacini elettorali, smorzando ogni capacità di produrre quegli effetti che sarebbero stati utili alla collettività.
Forse lui potrà , tanto per cominciare, ridurre il peso della cosiddetta 'casta' o del pubbligo impiego, intervenire su stipendi e prebende pubbliche, allontanare cortigiani, consulenti inutili, parenti ed affini parcheggiati nei vari enti, eliminare i cartelli che gravano sul nostro quotidiano, risolvere paradossi che non possiamo più permetterci.
Se non una persona con le sue caratteristiche, in questo preciso momento storico, chi altro potrebbe godere di un minimo di libertà di azione?
Insomma, io sono 'moderatamente fiducioso' anche se i numeri ci raccontano che non potrà muoversi senza qualche compromesso per realizzare ciò che reputa necessario.
Temo, anzi, che appena si rifiuterà di scendere a patti risalirà " ... in disordine e senza speranza la valle che aveva disceso con orgogliosa sicurezza."
Speriamo bene, oggi l'alternativa sarebbe votare uno dei fedelissimi dei vari gerontocrati che hanno già fallito nel passato.
Domani o dopodomani

In questi giorni non ho visto un solo giornale sottolineare i benefici che assicurerà alla popolazione europea lo 'storm braining' di Bruxelles.
I leaders dei paesi dell'eurozona, del resto, si sono ritrovati per sistemare i conti della Grecia (che restituirà il 50% del valore nominale dei titoli di stato che ha venduto in questi anni - prevalentemente a banche francesi e tedesche), creare un fondo-colletta che restituisca quei soldi alle stesse banche, chiedere al nostro paese di comprimere alcune spese per garantire il proprio apporto economico futuro.
Per farla breve: la Grecia è salva, le banche anche (purtroppo non potranno però distribuire bonus e dividendi per qualche anno), l'Italia pure.
Eppure non sono così sollevato, e mi sfugge il meccanismo che determinerà la ripresa, anche se sono sicuro che in parte dovrò finanziarla io.
Perchè, infatti, mi pare che oltre agli assetti finanziari non vengano nemmeno sfiorati quei problemi che in questi dieci anni tutti abbiamo potuto toccare con mano.
Il quotidiano è fatto di troppi coetanei incentivati all'esodo per delocalizzazioni varie, di negozi chiusi o sfitti, di centri commerciali aperti in ogni angolo, di famiglie strozzate, di liberalizzazioni penalizzanti, di manifatture chiuse e laboratori cinesi aperti.
Magari ne parleranno nei prossimi giorni, avrio metaavrio, αύριο μεθαύριο
Cervelli declassati

Poco fa la Rai, la cui perfidia è sopraffina, ha mandato in onda un breve filmato su Enrico Mattei, fondatore dell'Eni e protagonista degli anni del boom economico, a breve distanza da una trasmissione nella quale avevano starnazzato Formigoni, Bondi e Di Pietro.
Ho avvertito un certo fastidio
Bravi, cittadini, ancora uno sforzo
Al solito oggi hanno vinto tutti, si congratulano, festeggiano, richiedono, programmano, indicono conferenze stampa.
Eppure, nel mio intimo sono assolutamente convinto che abbiano perso tutti, e che abbiano vinto gli italiani.
Non è retorica spiccia, ma bensì una constatazione determinata dall'osservazione dei dati che ho già riportato nei post precedenti.
Ogni apparato è scavalcato, nei referendum e nelle scelte dei candidati, le singole coscienze si sono mobilitate e comunicano la propria 'ostilità' all'establishment, cui non aderiscono passivamente per opportunità di crociera.
Parliamoci chiaro, la gente ha la necessità 'fisiologica' di comprendere che ha detto la sua, che non si è appoggiata a qualcuno che ne faceva malamente le veci.
Loro ancora non lo hanno capito, ma è meglio che sia così, avremo più tempo.
Prossimo passo ragazzi, la riforma della legge elettorale.
E poi, quando saremo ritornati padroni del nostro destino, permetteremo al nostro Paese di scommettere ancora sulle proprie capacità di sorprendere, senza consegnarci ai Prodi o Berlusconi di turno.
Sbagliare è concesso, ma vivacchiare è peggio.
Grazie per oggi, a chiunque
Tramonti amari nel Nord Est
Pochi giorni fa, ancora non c'era il caldo torrido di questi giorni, ho pranzato con un amico artigiano, che chiamerò Giovanni per comodità.
Davanti al piatto mi ha raccontato una breve storia che vi volevo riferire, simile a molte altre, forse, ma carica di effetto in quello che pochi anni fa veniva considerato un distretto produttivo formidabile, di esempio per tutto il paese.
Giovanni si occupa dell'installazione di impianti fotovoltaici industriali, che in questi ultimi mesi gli hanno dato parecchio filo da torcere vista l'incertezza che regnava sul rinnovo o meno degli incentivi che molte aziende consideravano ormai acquisiti.
Nella ricerca di manodopera, quasi sempre straniera, da impiegare nella conclusione dei cantieri già aperti, si è visto proporre l'"ingaggio" di due italiani, ex impiegati ultraquarantenni provenienti dai settori mobiliero e dal cosiddetto 'distretto dello scarpone', dove fino a qualche tempo fa prosperavano molte aziende produttrici di attrezzature per lo sci.
Per farla breve due 'vittime' rispettivamente di recessione e delocalizzazione, ma in carne ed ossa, non più solo numeri e dati statistici, padani (se mi passate il termine) con una famiglia da mantenere.
Uno, quello che 'proprio no l'è el so mestier', non sarebbe stato riconfermato la settimana seguente seppur a malincuore.
Giuro, su quanto mi è più caro, che ho impiegato un giorno intero per digerire due fette di roastbeff.
- Frattini: Wikileaks vuole distruggere il mondo – Vota la classifica dei nemici dell’umanità più celebri
Non è uno scherzo: Repubblica.it, Il Secolo XIX.
Anzi, visto che lo dice il nostro Ministro degli Esteri c'è da credergli.
E voi potendo scegliere? Da chi preferireste essere distrutti?
NB: se ne ho dimenticato qualcuno si accettano suggerimenti

WikiLeaks

Dottor Stranamore

Lex Luthor

Doctor Evil (Dottor Male)

Godzilla

Marziani

L'Asteroide
Sembrerebbe paccottiglia
Chissà quanto i diplomatici americani si impegnano per arrivare a queste mirabolanti conclusioni
“Rifiuti, Pompei, Wikileaks. C’è una strategia per colpire l’Italia”
A me pare che ce la facciamo egregiamente da soli
Via Corriere.it, qui.








