Secondo me, Bersani, non hai molto di che gioire
Mentre questa mattina sorseggiavano un bicchiere arancio colmo di Geffer, per smaltire la sbornia notturna, pochi si saranno ricordati di Stefano Boeri, campione designato dal PD alle primarie di novembre per la poltrona di Sindaco di Milano, poi sconfitto da Giuliano Pisapia.
Certo superare alle urne Letizia Moratti, fedelissima di Berlusconi, per oltre 6 punti percentuali, autorizza al buon umore, quindi non guastiamoglielo troppo.
Eppure anche gli odierni vincitori, quale che sia l'esito del prossimo ballottaggio, avrebbero di che riflettere (come nota bene Luca Sofri) prima di celebrare anzitempo la rinascita della sinistra italiana, almeno di quella identificata nel Partito Democratico e nella sua direzione romana.
Se i simpatizzanti se ne impipano degli ordini di scuderia, senza creare imbarazzi di sorta in coloro che puntavano a Milano sul trombato alle primarie, a Napoli invece il candidato PD Mario Morcone dichiara alla stampa di comprendere la rabbia di quegli scontenti che gli hanno preferito Luigi De Magistris (in politica da appena 2 anni, peraltro a Strasburgo), visto che la città è stata "governata malissimo negli ultimi anni" . Da chi, è inutile che lo aggiunga.
Una possibile spiegazione ce la offre Federico Geremicca su La Stampa: nessuno ha voluto o saputo passare la mano nel momento opportuno, nonostante il disastro della città, 'frozen' alla propria poltrona come una partita a 'Call of Duty' giocata in rete con modem analogico da 14.4 k/bites.
Non mi risulta che Iervolino o Bassolino siano stati energicamente invitati a dimettersi dai Napoleoni di Via delle Fratte, che quindi da una parte vedono vincere un candidato che avevano snobbato, e dall'altra perdono una città governata per vent'anni.
A Bologna, coerentemente, perdono 13.000 voti scendendo dagli 85.000 del 2009 ai 72.000 odierni. Un vero trionfo.
Il resto lo ha fatto la megalomania di Berlusconi e l'inettitudine dei molti yesmen dei quali si circonda.
Non mi sembra, onestamente, un trionfo della sinistra ma, al massimo, il prezioso risultato di Giuliano Pisapia e dei suoi collaboratori.
Eppure altri sarebbero, ritengo, i dati sui quali riflettere.
Sempre più gente, infatti, continua ad allontanarsi dalla cabina elettorale, me compreso.
I dati del Viminale sull'affluenza alle urne nelle elezioni comunali si presentano in tal senso impietosi, solamente in Sardegna (su 16 regioni coinvolte dalla tornata) si è registrato un tiepido incremento di votanti rispetto al passato.
Proprio in quella Sardegna nella quale, il 12 maggio 2011, circa 10.000 cittadini senza alcuna bandiera (se non quella con i 4 mori) si sono ristrovati davanti alla sede della Regione, governata dal centrodestra, per una manifestazione contro Equitalia colpevolmente ignorata dai media nazionali.
A Bologna e Milano, invece, quasi 20.000 elettori scelgono come sindaco il fotografo Massimo Bugani e lo studente Mattia Calise, entrambi del Movimento 5 Stelle, e nel primo caso (pur presentandosi per la prima volta), raccolgono un eloquente 9,5% dei consensi, con esattamente 17.778 voti (che i 13.000 di meno del PD ne facciano parte?).
In Italia, evidentemente, si ingrossano ancora solo le fila di chi protesta o veicola un dissenso sempre crescente.
Altro che nuovo vento del Nord Bersani, bagnati meglio il dito.
Se Palazzo Grazioli piange, Via delle Fratte certo non avrebbe di che ridere, ma da domani, un giorno di sbornia glielo concedo.





maggio 17th, 2011 - 20:01
E’ la solita teoria del bicchiere: mezzo pieno o mezzo vuoto?
maggio 17th, 2011 - 21:27
Il bicchiere è vuoto, se lo vedo io possono vederlo tutti