Marin Faliero – Il Blog Sono caustico, me ne rendo conto

26ott/105

Che umiliappzione…

Siamo il paese più corrotto d'Europa, o meglio quello percepito come tale.

Tra poco potremo tranquillamente verificarlo con una comoda 'App' per I-Phone.

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Commenti (5) Trackback (0)
  1. me coioni!

  2. queste “classifiche” lasciano il tempo che trovano. è come la classifica sulla libertà di stampa pubblicata da freedom house. chi dice che in Italia non c’è libertà di stampa si assume la responsabilità di dire una grande ed immensa cazzata. ci sono centinaia di testate giornalistiche, ognuna delle quali esprime ciò che vuole (per altro tutte sostenute da finanziamenti statali). per non parlare della televisione dove i programmi con maggior audience sono quelli di approfondimento serale che sparlano contro governo e maggioranza. e poi scopri che i membri italiani di freedom house sono persone vicine a repubblica e corriere. ma per carità, a cupertino non avevano proprio altro da fare evidentemente.

  3. Forse hai ragione, Giovanni.
    Certo non ci facciamuna bella figura.
    Sulla utilità dell’app non spendo una parola

  4. Dimenticavo, la Russia è 154′

  5. La classifica sulla libertà di stampa è una classifica, non una lista di buoni e di cattivi. Se l’Italia è 72esima a pari merito con altre tre nazioni, non vuol dire che in Italia c’è il Minculpop – la classifica è ancora lunga. Arriva al 196esimo posto (Corea del Nord).

    Quello che vuol dire la classifica è che da noi in generale c’è un po’ meno libertà di stampa che nelle nazioni al 70esimo posto (Sudafrica, Tonga) e un po’ più che in quelle al 76esimo (Namibia, Bulgaria). Questa limitazione della libertà non si realizza necessariamente con la censura di stato – bastano le pressioni della proprietà, degli inserzionisti e degli sponsor economici e politici. Ho fatto il giornalista in passato e ho visto il meccanismo in azione. Mi sono visto censurare di netto almeno due articoli, dai toni morbidi e senza parole sconvenienti. Non mi hanno detto: “Forse possiamo ammorbidire le critiche”; mi hanno detto proprio: “Queste aziende non le possiamo criticare, quindi non si pubblica. Parla di qualcos’altro”. In un certo senso sono stati molto onesti.

    Quella della classifica di Freedom House è una valutazione relativa, non assoluta. Giovanni, tu puoi legittimamente dire che non abbiamo problemi di libertà di stampa e che per te va bene così, o ipotizzare che Freedom House sia di parte. A questo punto però mi viene un dubbio: ma li leggi mai, i giornali stranieri, per valutare se secondo te siamo più o meno liberi di loro? Non lo chiedo per sfottere, lo chiedo proprio perché per me è imbarazzante leggere la stampa europea, perché mi rendo conto di come siamo messi. Quando torno da un viaggio, il momento più doloroso è sempre il primo contatto con un qualsiasi quotidiano italiano, Repubblica compresa.


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