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La missione in Afghanistan ha preteso il suo tributo di sangue.
Alessandro Romani, 36 anni, ufficiale del 'Col Moschin' ha perduto la vita oggi in seguito alle ferite riportate in uno scontro a fuoco.
È il trentesimo militare italiano caduto secondo i calcoli dei giornali, che già a distanza di poche ore premettono alla notizia i poveri fatti della cronaca nera nazionale.
Un uomo che muore perché in un paese diverso dal suo si possa andare a votare merita maggiore rispetto.
Soprattutto da parte di coloro che, al massimo, rischiano l'attacco di cocciniglie ai gerani 'parigini' che tengono sul davanzale.
Poi domani leggeremo anche dei vari e poveri idioti che piagnucolano per il rimpatrio dei nostri militari, al solito, spendendo luoghi comuni peggiori di un dopo partita di campionato.
I pacifisti per professione, capaci di cavalcare l'emotività del momento, e di lasciare per 4 voti un paese nelle mani di chi fa giustizia a sassate.
Facciamo la nostra parte con dignità, onoriamo i nostri lutti, offriamo gratitudine a chi si è sacrificato ed a chi ha perduto un figlio o un marito.
Anche a chi attende con ansia notizie del proprio caro ferito nella stessa azione.
Un post che si perderà nei mille rivoli della rete.
Pazienza
Ps: i pacifisti per vocazione sono esentati dall'insultarmi




settembre 18th, 2010 - 22:42
non credo di essere un pacifista di professione, ma non vedo a che serva quella missione in Afghanistan, oltre che a mettere in pericolo i nostri ragazzi …
settembre 20th, 2010 - 16:04
Bentornato HD,
oramai mi conosci abbastanza per sapere che non sono un guerrafondaio.
Prevedevo, sbagliando, che si sarebbero levate le solite voci sul rimpatrio del contingente.
La mia opinione è che dal punto di vista militare la missione non condurrà a svolte significative, lontani dall’opinione pubblica (e con altri mezzi) ci sarebbero ben riusciti i russi (rectius sovietici) ad ‘addomesticare’ quelle terre.
Ma, sinceramente, non vedo quale altro strumento possa utilizzare la comunità internazionale per avviare un processo di modernizzazione di quel paese.