Recessione e settimana bianca

Ogni giorno che passa avverto sempre più netta la sensazione che qualcosa di sgradevole stia per accadere.
Anche piuttosto velocemente, tra le altre cose.
Un amico che lavora in una CNA (Artigiani) romagnola mi ha raccontato qual'è la sua principale occupazione da qualche mese a questa parte: predisporre 'contratti di solidarietà', vale a dire quelli con i quali si fa 'quadrato' nelle aziende per evitare i licenziamenti, autoriducendosi l'orario lavorativo.
Un compagno di Università, che da anni segue il Nord America per alcuni produttori di pavimentazioni ceramiche del modenese, sintetizza la situazione con un laconico "è tutto fermo, speriamo nel Dubai".
In Friuli si è 'impallato' perfino il celebre settore della sedia.
Altri imprenditori mi descrivono situazioni mai viste "in oltre trent'anni di lavoro" o giunte al limite; spesso ricorre nelle loro conversazioni il termine 'Cassa integrazione'.
Perfino negli studi legali aleggia un certo 'nervosismo', dovuto ad alcune richieste di posticipare il pagamento di parcelle e consulenze.
Tante indicazioni brutte, insomma, che mi fanno chiedere se ce la stiano raccotando tutta tutta.
In compenso non c'è un posto libero in montagna fino a metà aprile.




febbraio 25th, 2009 - 21:08
Non ti preoccupare eccessivamente, MF
Era tutto ampiamente previsto, descritto e perfino già visto negli States
Diversamente dagli States qui c’è il risparmio degli italiani che ci salva
Buona parte di noi è stato prudente: ha spesso una casa propria e un pò di soldini da parte
Alcuni perderanno il lavoro, altri l’azienda ma credo il tutto si riassorbirà in un paio di anni, lasciando sul terreno qualche caduto
In America invece hanno tutti i neuroni bruciati dal Dio Dollaro e così hanno speso talmente tanto da mettere in crisi tutto il resto del mondo
Da noi la qualità della vita per fortuna non è (ancora?) legata sempre e solo ai soldi
febbraio 25th, 2009 - 22:11
Non mi preoccupo poi più di tanto, osservo e traggo conclusioni personali.
Il primo post che ho pubblicato si intitolava “Prima o poi la gente scenderà in piazza” ed era l’ottobre 2007, ma si sa, sono un pessimista cosmico.
marzo 6th, 2009 - 15:09
il quadro e’ veramente disastroso , il peggio per le aziende temo che debba ancora arrivare…..
gli unici che se ne possono andare in montagna sono i lavoratori statali che non hanno perso il posto di lavoro e che beneficiano in questo periodo delle riduzioni dei prezzi in tutti i settori.
marzo 6th, 2009 - 16:09
Sai siamo all’inizio in certe areee della crisi, ci sono persone che ancora lavorando nel pubblico non si accorgono della realtà. altre sono abituate ad avere il “superfluo” e rinunciare all’”indispensabile” per fare un esempio conosco ragazze e donne che si rifiutano di pranzare per andare a farsi le lampade…scelte di vita…
Il grosso del problema si avrà da qui ad un anno quando la cassaintegrazione finirà e la maggior parte dei fuoriusciti dal mondo del lavoro non saranno collocabili; il che o moriranno di fame o cominceranno a lavorare in nero…nel “profondo” nord est molti uomini sono cresciuti con il binomio lavoro-denaro come asse portante della propria vita ed ora li vedi arrrancare tra un centro commerciale ed un altro persi e spauriti….
la crisi “dura” avverrà tra almeno 3-4 anni e ricordo che e’ cominciata nel 2001…