Il mondo dell’iperbole non fa per me
Ogni giorno viene compiuto un piccolo omicidio comunicativo, in ossequio ad una normalità nei confronti della quale sono evidentemente 'disadattato'.
Sono cancellate nella 'trasmissione dati' verbale e scritta le dimensioni fisiche, l'alto ed il basso, il pesante o leggero, grande ed il piccino, nonchè quelle intellettuali, il risibile, l'autorevole, l'indifferente, l'ossessionato.
Tutto è PERFETTO, ed ECCELLENTE, sempre, comunque, ovunque.
Oggi ho aperto il giornale, e scoperto che si sono riuniti I GRANDI d'Europa, per affrontare i problemi dell'economia.
Essendo lunedì non ho disdegnato una veloce 'scansione' delle pagine della Gazzetta, dove abbondano solamente CAMPIONI del calcio, del basket, del ciclismo e degli altri sport.
In televisione ho appreso che una assai piacente ragazza sudamericana che mena il culo al Carnevale di Cento è allo stesso tempo STAR e SOUBRETTE.
A Sanremo una STAR del porno si è catapultata sul palco mentre veniva intervistato il RE delle riviste patinate maschili.
Un DIVO di Amici ha vinto il Festival.
Allo squillo del telefono di casa una voce registrata mi ha preannunciato il contatto con il servizio cortesia di un'azienda LEADER nella commercializzione di vino.
Ho letto il contratto tra 3 aziende LEADER dei rispettivi mercati.
Ho letto il contratto di assicurazione stipulato con una PRIMARIA Compagnia assicuratrice italiana.
Su Extreme Makeover c'è l'ennesima famiglia SPECIALE con un bisogno SPECIALE ed un povero bimbo con la necessità di cure SPECIALI.
Ho lessato per cena delle patate viola francesi, secondo me tanto piccole quanto buone, sperando che non fossero SPECIALI o, ancor più banale, DELICATE, termine odioso che si sostituisce ad amare, sapide, insipide, dolci, dure, morbide, buone, cattive.
Fortunatamente mi hanno detto che non sapevano di un cazzo. Meglio di niente.



