Marin Faliero – Il Blog La Politica e la Gente Comune

30Gen/0911

Pensieri lapalissiani

Gli immigrati facevano i lavori che gli italiani non vogliono più fare.

Adesso che non c'è lavoro, che faranno?

Share and Enjoy:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Reddit
  • email
  • Wikio IT
Commenti (11) Trackback (0)
  1. Quello che fanno gli italiani che non hanno lavoro …?

  2. No, gli immigrati che arrivano pensando di trovarlo

  3. Posso tentare una riflessione (che forse è anche uno sfogo).
    Io vivo nella tipica situazione “di mezzo”. Non faccio parte di quell’eccellenza del Nord-Est che più volte viene auspicata e/o pubblicizzata e non faccio parte nemmeno di quella “bassa manovalanza” in cui si riversa normalmente l’immigrato che viene in Italia.
    Rimanendo senza lavoro (va bene lo stesso se mi tocco?) sarei dispostissimo a fare un passo indietro che mi porti verso quelle categorie che ora vengono occupate dagli immigrati ma mi chiedo se me lo lascerebbero fare.
    Quello che intendo è che lo stipendio non sarebbe certo quello di adesso e vivere normalmente sarebbe piuttosto difficile, se non addirittura impossibile. Ho dei vicini algerini, stanno in 4 su un appartamento da 2. Io a che vivo solo a chi dovrei chiedere di dividere il mio bagno?
    Ho il timore che, almeno in parte, saranno più tutelati loro che noi. Forse mi sbaglio… spero. Speriamo non ci sia bisogno di scoprirlo.

  4. Temo che i passi da fare indietro siano più di uno.
    Intanto ‘tocchiamoci’ tutti che male non fa.
    Non so se saranno tutelati di più, non lo credo.
    Penso che affronteranno in maniera meno traumatica i problemi.
    Con 4 stipendi (anche decurtati) dividono tutte le spese e tutte le difficoltà.
    Ma non possiamo certo far loro una colpa per questo

  5. Se gli extracomunitari tornassero improvvisamente tutti a casa lascerebbero nella m… tutti: imprese, economia, società
    Non credo che sia sostituibile il lavoro che fanno nei campi, nelle concerie, nei cantieri, nei magazzini pesanti ecc

    Al sud c’è una grande disoccupazione, al nord est la disoccupazione praticamente non c’è (nonostante gli extracomunitari), ma oramai dal sud non si muove quasi più nessuno. Meglio a casa senza lavoro che lontano da casa

    Ne abbiamo un bel pò di passi indietro da fare, ma tanti tanti…. Ma chi ha voglia di farli??? Siamo o no abitanti del paese più bello del mondo, che esporta il suo Lifestyle in tutto il mondo?

  6. Ho come la sensazione di aver fatto un discorso… sbagliato.
    Ad ogni modo non intendevo dire che loro abbiano la minima “colpa”.
    Mi fermo qui perché altrimenti faccio il filo al vecchio detto delle mie parti “el peton se peso del buso”.

  7. @Mandave
    Da me, in Pedemontana, si dice “pèso el tacòn del sbregho”.
    Mi interessa la tua sensazione, in che senso pensi siano più tutelati?

  8. Faccio una premessa, il tipo di premessa che a dirla tutta non mi piace perché sembra una giustificazione ma che qualche volta ci vuole. Non solo non ce l’ho con gli immigrati ma penso che siano una risorsa. Una risorsa umana, non solo economica. Mi piace confrontarmi con culture diverse per quello che mi è possibile.
    Sull’argomento, non credo che siano più tutelati nell’uso tradizionale del termine (leggi, accessibilità al lavoro, …), può anche essere che in qualche situazione specifica sia così ma voglio pensare si tratti di eccezioni.
    Intendo l’uso della parola “tutelati” in un altro modo. La tutela risiede nel senso stesso di “comunità” che appartiene storicamente alle popolazioni, o gruppi, che fanno dell’emigrazione uno strumento per “migliorare” la propria posizione.
    Uno strumento che cerca di far rima con la riduzione della povertà.
    Non so se l’indipendenza di cui godo sia un traguardo positivo o meno dell’uomo ma non posso fare a meno di pensare che nella nostra società venga vista come tale.
    Per continuare ad averla dovrei guadagnare a sufficienza ed è una cosa che vedo piuttosto improbabile se il mio diretto concorrente chiede molto meno di me per un lavoro che probabilmente sa anche fare meglio (visto che non prendo un badile in mano da una decina d’anni).
    La mia preoccupazione è che in un momento in cui la formazione stia a metà strada fra l’eccellenza e la mancanza, l’età a metà fra la pensione e la gioventù, si venga escusi da quelle opportunità comuni che si rivolgono giustamente alla maggioranza.
    Detto ciò, ho riportato questo pensiero solo perché nell’attuale momento sento di correre su un filo che potrebbe farmi sentire con mano la veridicità delle mie supposizioni.

  9. Mmmmmhhh…..
    In genere sono i gruppi familiari, da noi, che svolgono quella funzione di supporto evidenziata in altri nuclei dalla solidarietà tra emigrati.
    Ogni comunità, nostrana e di importazione, si ‘difende’.

  10. Se,finalmente,tutti gli immigrati se ne ritornassero da dove sono venuti,ci sarebbe più lavoro per tutti quelli,che in caso di necessità,non disdegnano neanche i lavori più umili.Non trovi lavoro?Sei laureato,diplomato,hai una specializzazione,ma non trovi lavoro e ti servirebbe un pò di grana per poter tirare aventi?Allora,lascia da parte tutti gli attestati e prendi qualsiasi lavoro che ti capita,sempre meglio di niente.
    Le imprese,le fabbriche,le aziende agricole etc.prendono gli immigrati per poterli sfruttare per bene,non fanno nessuna opera pia!Se gli immigrati se ne tornassero alle loro casette,tutti quelli che si sono serviti di loro per lavorare in nero,senza sicurezza,liberi di sbatterli per strada quando gli pare e piace,con i connazionali non potrebbero più fare i loro sporchi comodi.Dai,che a loro conviene di più prendersi degli immigrati,invece che offrire lavoro in regola e retribuito secondo legge a italiani che per sopravvivere non disdegnerebbero nemmeno i lavori più umili fino ad una(speriamo)risoluzione di questa stramaledetta crisi!
    Invece che cosa succede?Organizziamo la “festa della badante”(vorrei proprio sapere quante sono in regola e quante lavorano in nero),quì non c’è nessuno che va a verificare la situazione.Perchè ogni tanto non organizziamo anche la “festa degli sbarcati sulle nostre coste e degli scafisti”?Ne avrebbero diritto anche loro.Facciamo la “festa”per tutti!

  11. Commenti un post molto vecchio. Di almeno 6 mesi fa. Mi dispiace che gli argomenti trattati, molto velocemente, si dimostrino ‘attuali’. Vuol dire che, nonostante tutto, sono ancora sulla cresta dell’onda. La questione di fondo rimane quella di allora, il lavoro; che a mio modesto parere non può ridursi a valutazioni ’spartane’, ma va affrontato in maniera asettica, imparziale. Chi lavora, qualsiasi lavoro faccia, umile, onesto che sia, va considerato alla stregua degli altri. Senza differenze.


Lascia un commento


Ancora nessun trackback.