Marin Faliero – Il Blog Sono caustico, me ne rendo conto

9dic/085

Maiale alla diossina – No a zamponi e cotechini

Lo chiede a gran voce  il Codacons.

Che dire, era già un Natale che partiva male di suo.

Speriamo non ci sia la diossina anche nelle tredicesime

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Commenti (5) Trackback (0)
  1. Quello piu’ interessante e’ il ministro Sacconi che a venezia ha dichiarato che nel nostro paese siamo sicuri perche’ abbiamo il piu’ alto numero di veterinari…..
    Ora qualcuno deve spiegarmi come fa un veterinario ad occhio nudo a capire se la carne di maiale e’ stata contaminata con la diossima ; poi nel nostro paese numero non vuol dire esattamente professionalità…sarei piu’ rassicurato dal fatto che quella carne venisse effettivamente controllata in laboratorio…

    Mi piacciono anche i nas che vanno a controllare i supermercati (120 una percentuale bassissima confrontata con il totale) piuttosto che i grandi centri di smistamento, ma si sa vedere una divisa al super e’ piu’ “confortante” …

    Gia’ che ci siamo escluderei anche il prosciutto …

  2. Non credo esista questa emergenza, credo si siano inventati tutto per penalizzare l’economia irlandese. L’irlanda tempo fa ha bocciato il trattato di Lisbona per la costituzione unica europea. Probabilmente agli alti livelli della commissione europea quello schiaffo brucia ancora.

    Ho scritto un breve post a tal proposito a questo indirizzo http://gabryk.splinder.com/post/19272952/Trattato+di+Lisbona

  3. @Picchiatello
    Ti riporto il Suggerimento di Spinoza.it
    (Come si riconoscono i maiali irlandesi alla diossina? Stonano sul ritornello di Pride)

    @Gabryk
    Mi sembrava che fossero stati gli irlandesi a lanciare l’allarme

  4. Marin ho paura che nel nostro paese c’e’ un cliche’ per affrontare queste crisi:
    1) negare politicamente tutto , anche l’evidenza il nostro paese non e’ mai importatore di tali prodotti.
    2) fare dei controllini post crisi, magari segnalati direttamente dai paesi produttori, stando ben attenti a non controllare grossisti o amici degli amici.
    3) una volta che si hanno piccoli riscontri i media innalzano paurosamente la tensione su tutti i produttori e su tutti i venditori , senza fare i nomi di quelli implicati o dolosi.
    4) entro qualche settimana o un mese dimenticare l’intera faccenda e magari dopo sei mesi un anno disarmare i controlli automatici fatti (vedasi la taghetta sui polli poi cancellata per i costi dei distributori).

    Alla fine queste “crisi” alimentari a chi giovano ? sicuramente ai grandi gruppi alimentari trasformatori che con l’abbassamento del prezzo della materia prima possono acquistarla a basso prezzo , trasformarla , metterla in frigo per qualche anno e poi rivenderla magari con l’aggiunta di qualche colorante ben peggiore della diossina.

  5. Non lo so, ma di sicuro per un po’ nessuno mangerà maiale.
    Mucca pazza ed aviaria hanno insegnato qualcosa


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