Marin Faliero – Il Blog La Politica e la Gente Comune

29Nov/0810

Norvegia – l’amministrazione statale migra verso il software Open Source

Circa una settimana fa pubblicavo questo post, nel quale evidenziavo le enormi possibilità di risparmio correlate, per la pubblica amministrazione, alla migrazione verso il software 'open source'.

In particolare utilizzando l'esperienza descritta da funzionari della Provincia di Bolzano nella trasmissione Report.

Bene, è di oggi la notizia che il Ministro per le Riforme Norvegese ha dato il via alla migrazione del sistema informatico statale verso la piattaforma OpenOffice.

La Norvegia verso il software libero

Obiettivo: risparmiare e ridurre le dipendenze da applicativi proprietari

Un esempio già seguito in altre realtà:

il passaggio delle amministrazioni pubbliche al free software vede alcuni casi significativi in Francia dove la Gendarmerie e il Parlamento sono in fase di migrazione quasi completa, e in Spagna nella regione dell'Estremadura

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Commenti (10) Trackback (0)
  1. Chissa’ come saranno contenti quei sorrisoni di Mclips , comunque scherzi a parte sarà almeno da 5 anni che non utilizzo piu’ formati ms…l’unico errore che mi rimprovero a tutt’oggi e’ di aver scelto come s.o. nell’ultimo pc vista.
    Non uso messenger, meno che meno uso live e non e’ una crociata contro ms ma semplicemente trovo i loro servizi o troppo lenti o troppo costosi ed in qualche caso veramente molto scomodi.

  2. Open Office io lo uso da almeno due anni, Firefox da qualcuno di più.
    E ti dirò che non ho nessuna nostalgia tanto di Bill che dei suoi programmi

  3. La materia non può essere banalizzata
    Ci sono realtà e realtà
    Sono titolare di un’azienda di informatica che opera da 20 anni nel mercato e quindi non siamo proprio sprovveduti
    Abbiamo usato quasi sempre prodotti Microsoft e non perchè interessati ma soprattutto per dare/avere le massime garanzie di compatibilità con il mondo IT del business
    Usare l’Open Source non significa non avere costi, significa avere dei costi diversi, che dipendono da molti fattori che richiederebbero un serio approfondimento (supporto interno, formazione, compatibilità con l’esterno ecc ecc)

    A mio avviso il browser può essere l’uno o l’altro, non trovo differenze significative, e l’area internet è quella più “aperta all’Open”, ma se devi poggiare attività cruciali, investimenti importanti ecc è meglio farlo su prodotti “sicuri”, supportati e di larghissima diffusione

    Open Office può essere una buona opportunità, ma secondo me è da valutare bene, caso per caso. Non è necessariamente la panacea

  4. Se lo usano con soddisfazione in Francia Germani Spagna e Italia (Bolzano) ed in Norvegia pensano di estenderlo alla PA, quanto meno, nel rapporto costi-benefici ne avranno individuato un qualche vantaggio.
    Uno, per esempio, consiste nel ‘Norwegian Open Source Competence Center’ che aiuterà le pubbliche amministrazioni nel passaggio tecnico e formativo, ma che adatterà le piattaforme alle esigenze dell’amministrazione.
    Il Software libero, infatti, è molto più flessibile del Software licenziato.
    Chi produce servizi IT, come te, deve ancora utilizzare gli strumenti più affibili nell’uso ‘corale’, ed in questi termini Microsoft gode ancora di un grande vantaggio.
    Se pensi ad Adroid, però, ti accorgi che non è più un vantaggio incolmabile

  5. Giorgio posso capire la Tua posizione, ma con la crisi attuale sarebbe buona cosa economizzare il piu’ possibile su spese “inutili”, se ms persegiusse una giusta legge nel far pagare le licenze forse sarebbe in futuro piu’ concorrenziale.
    La “professionalità” dei prodotti office cade quando la stessa amministrazione non fa fare corsi di aggiornamento al suo personale, c’e’ poi il problema della verifica di licenze nel nostro pese , ad oggi molti operano con software piratati ed e’ alla fine un danno per il mercato.

  6. MS non è quello che è per caso, non sono d’accordo con i pregiudizi. E’ tra i leader in quasi tutti i settori in cui si impegna perchè è quasi sempre competitiva
    Ti danno un’infinità di offerte speciali, bonus, bundle gratuiti, consumi a forfait, per studenti, per grandi organizzazioni ecc che coprono le varie situazioni
    Considerate che non spendere in licenze e spendere in casini da gestire (file non compatibili, utenti da riconvertire, bug da sopportare, versioni non compatibili, scarsità di risorse competenti/assistenza sul mercato ecc) spesso non è un buon affare

    Ciò non toglie che la sana concorrenza sia indispensabile e che l’OpenS. sia un fenomeno molto affascinante e promettente

    Android è altrettanto affascinante ma suggerisco gran calma con gli entusiasmi e con le categorizzazioni “tranchant”: deve ancora dimostrare tutto il suo potenziale e cmq dietro c’è sempre un’azienda (Google) che ha scopo di lucro
    C’è anche chi ti consente di telefonare gratis, se accetti di ascoltare della pubblicità prima di avere la linea…
    Un altro rischio è che purtroppo l’O.S. è spesso (non dico sempre!!!) un cavallo di Troia per illudere e fregare cmq la gente

  7. Giorgio condivido…gran parte anche se ritengo la politica ms nei confronti degli utenti “casalinghi”, negli ultimi tre anni, un seppuku senza precedenti…

  8. Non credo che con MSoft non ci siano casini, se è per quello.
    Perfino nel domestico c’è chi ha fatto il downgrade da Vista a Xp.
    Casini per casini preferisco quelli che a parità di prestazione costano meno.
    Chiariamoci, OOffice non è Notepad + calcolatrice, ma una piattaforma anche migliore di Office.
    Due esempi: perfetta integrazione con il client di posta Mozilla (Thunderbird), facile conversione di ogni file in versione *pdf.

  9. Magari fosse così semplice

    Purtroppo o sei uno smanettone che ti diverti a dedicare un sacco di tempo ai casini delle incompatibilità ecc ecc oppure devi scegliere di “appartenere” a:
    - microsoft
    - apple
    - open source
    di necessità virtù (lege di metcalfe), meglio scegliere di stare insieme al 90% del resto del mondo

    condivido che prob l’utente casalingo è il più in bilico sul punto di convenienza…

  10. Giorgio ha scritto:
    >Usare l’Open Source non significa non avere costi, significa avere
    >dei costi diversi, che dipendono da molti fattori che richiederebbero
    > un serio approfondimento (supporto interno, formazione,
    >compatibilità con l’esterno ecc ecc

    quanto tu dici è molto realistico e corretto: tuttavia preferirei vedere la P.A: spendere soldi in servizi (che in buona parte verrebbero rese da ditte – o quanto meno da personale- operante in italia) che in royalties a società straniere

    quanto alle funzionalità, sono d’accordo che MS sia più avanti, ma visto che per ragioni di costi stiamo tagliando servizi essenziali ai cittadini, non si può proprio paarlare di riduzione di funzionalità dei pacchetti office (a prescindere dal fatto che la maggior parte degli ‘utenti’ non si accorgerebbe della differenza)?

    ciao

    h.d.


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