Marin Faliero – Il Blog Sono caustico, me ne rendo conto

3ott/083

The Untouchables – I partigiani e Spike Lee

Il regista afroamericano Spike Lee, osannato nel passato per le sue pellicole (soprattutto a sinistra), inciampa nel mito resistenziale italiano e l'Anpi lo impallina senza pietà.

Dice Spike Lee:

«Chiedo scusa se ho urtato la suscettibilità o la sensibilità dei partigiani. Però è una storia di finzione, romanzata, nata il giorno in cui sono entrato nel villaggio di Sant'Anna di Stazzema. Nessuno parlava più dell'eccidio, c'è voluto un film e un romanzo, che non è un libro di storia.

ed aggiunge:

«I partigiani — continua il regista —, non erano amati da tutti gli italiani, dopo le imboscate fuggivano e si nascondevano sulle montagne lasciando i civili alle reazioni dei tedeschi. Io non ho inventato nulla, fu Kesselring a concepire il principio della decimazione».

Il Presidente Napolitano taglia corto sulla polemica:

«È un film molto intenso e drammatico ed è anche un omaggio all'Italia, alla Resistenza e alle vittime della guerra - ha detto Napolitano -. Non vedo spazio per polemiche in questa ricostruzione. La Resistenza ne esce molto bene»

Visto che il Presidente della Repubblica non è nè un ragazzino, nè un reduce repubblichino, nè un uomo insensibile ai valori della Resistenza ne ricavo che 'the untouchables', per una volta, abbiano 'pisciato fuori dal secchio'.

A proposito, il processo si è concluso chiarendo che i partigiani non ebbero alcun ruolo nell'eccidio.

In questo link un interessante commento sulla polemica dell'ex PM Militare, De Paolis, che nel 2005 condusse l'accusa nel procedimento contro gli ufficiali e sottufficiali tedeschi coinvolti.

Qui trovate la sentenza di quel processo.

Questo è il portale dedicato alla strage.

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Commenti (3) Trackback (0)
  1. Precisazione per Spike Lee ed il suo film, Miracolo a S. Anna.
    Spike Lee:”sono davvero dispiaciuto di aver offeso i partigiani, ma non ho alcuna intenzione di chiedere scusa a nessuno. Anche i partigiani non erano amati da tutti, c’erano anche quelli che dopo aver fatto qualche azione scappavano sulle montagne, lasciando la popolazione civile a subirne le conseguenze”. E poi aggiunge: “é stato un po’ così anche per noi americani di colore per la difesa dei Diritti civili.

    Certo che non sono stati amati da tutti, c’erano anche i fascisti. Buona parte della popolazione era solidale con i partigiani, ha lottato con loro, gli ha ospitati e nascosti, non ultimi ad appoggiarli dei sacerdoti.
    Spike dimentica una cosa fondamentale, la lotta partigiana non era una guerra tra eserciti era una ribellione di popolo, le vittime civili di questa lotta di liberazione sono dovute alle rappresaglie dei nazifascisti. Sono stati i primi terroristi a prendersela con i civili, autentiche stragi come gli attentati di oggi, contro civili inermi.
    Se non fossero stati nazifascisti avrebbero dato la caccia ai partigiani, senza fucilare donne, vecchi e bambini. Non facciamo confusione, la Resistenza non e’ stata un film di John Wayne.
    P.S. cos’è HP? Grazie.

  2. Io trovo inopportuna la levata di scudi ad ogni deviazione dal trittico popolazione inerme, eroico partigiano, sanguinari nazifascisti.
    Evidentemente ne è stufo anche Napolitano, che ha apprezzato la pellicola ed anche la rappresentazione data dei partigiani.
    Sono d’accordo con te, la Resistenza non è stata un film di John Wayne.
    Infatti non tutti i cowboy erano buoni.

    Ps. HP sta per Home Page


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