27Ott/0810
“TechCrunch Layoff Tracker” – i licenziamenti di ottobre 2008 nel ‘tech sector’ USA
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Surfeggiando tra i blog nella cartella 'preferiti' mi sono imbattuto in questo post di Picchiatello.
TechCrunch (qualcosa di simile a 'spremuta di tech'), "a weblog dedicated to obsessively profiling and reviewing new Internet products and companies", traccia un inventario dei licenziamenti effettuati tra la fine di settembre e di ottobre nel settore tecnologico statunitense.
In questo breve intervallo di tempo sono andati perduti 20.494 posti di lavoro, in conseguenza delle incertezze determinate dalla crisi.



Ottobre 27th, 2008 - 21:29
Grazie per i preferiti!
Sarebbe un sogno per noi italiani se qualche sito “nostrano” dichiaratamente web2.0 tenesse questi conti nel belpaese.
Ottobre 27th, 2008 - 21:42
Molto dura, noi siamo saldi, solidi, praticamente invincibili.
Visto Report di ieri sera potremmo chiederlo ai sindacalisti ‘distaccati’ che passano il tempo
Ottobre 27th, 2008 - 22:21
Bontà, tranquillita e normalità prepariamoci che i prossimi mesi in tv e nei giornali saranno questi….
Ottobre 28th, 2008 - 00:32
ho visto anch’io un pezzo di report, erano cose che in parte si sapevano già, ma comunque se qualcuno spendeva ancora lacrime sulla brutta fine della sinistra, gli si saranno asciugate
Ottobre 28th, 2008 - 02:37
comunque non è che in Italia si prospettino futuri rosei, ho sentito che anche la Fiat si appresta a sbattere in cassa integrazione e a licenziare un frecaccio di precari… ho paura che l’anno prossimo ne vedremo delle belle!
Ottobre 28th, 2008 - 08:39
Si tratta, evidentemente, di un periodo “creativo” per le multinazionali ed i colossi che tutto assorbono come enormi buchi neri.
Ho usato le virgolette perchè – in questo caso – la consueta accezione del termine “creativo” è negativa, per una volta.
Ancora questa primavera, in aprile, Google acquisiva Doubleclick, suscitando da un lato preoccupazioni per l’enorme potere – nella pubblicità on-line – che si trovava a gestire nel nuovo scenario, e dall’altro le preoccupazioni (tra cui le mie) circa i posti di lavoro che inevitabilmente sarebbero saltati.
A inizio settembre, dopo numerosi fallimenti di Microsoft nei tentativi d’acquisto di Yahoo!, arriva l’acquisizione del portale “Ciao” da parte della casa di Redmond.
(qui http://ciroiodice.blogspot.com/2008/09/microsoft-invece-di-creare-acquista-la.html il mio pensiero di allora).
Ho paura anche io – come enio, che mi precede – che siamo solo agli inzi del peggio…
ci
Ottobre 28th, 2008 - 11:20
Ecco, er par condicio bloggesca, in questo momento dovrei far da contraltare a enio e Ciro nvece mi sento di avvalorare le loro ipotesi ; in sostanza nel nostro paese tranne qualche piccolo imprenditore ( sovrastato da grosse aziende monopolistiche) la stragrande maggioranza degli iscritti alla “marcegaglia ’s list” acquistano prodotto all’estero per poi rivenderlo nel nostro paese e molti di questi non hanno nemmeno i conti a posto per avere mutui o fidi bancari con le nuove leggi del mercato finanziario che si andranno a creare.
Le maggiori aziende in borsa stanno perdendo l’80-90% del valore del proprio capitale da inizio anno e sta andando cosi’ da 3-4 anni, alla fine la precarizzizione del lavoro voluta per essere competitivi nei mercati internazionali non farà altro che aggravare questa posizione poco invidiabile nel nostro paese.
Ottobre 28th, 2008 - 11:49
Concordo con molte cose scritte qui sopra, ma ci sono alcune precisazioni da fare.
1. non è solo la borsa italiana che va male. L’occupazione da noi non è mai stata così bassa, anche se purtroppo le cose cambieranno
2. è vero che ci mancano i colossi, ma abbiamo aziende meravigliose che dominano le loro nicchie e che, obbligati dall’Euro, si sono riorganizzate in modo straordinario (cito i primi tre nomi che mi vengono in mente: Luxottica, Brembo, Armani)
3. Non è vero che siamo solo importatori di prodotti esteri (petrolio ed energia a parte). Siamo il quinto paese esportatore al mondo, dietro Germania, USA, Cina e Giappone. In molti settori siamo ammirati, copiati e affannosamente inseguiti
4. Nello sport della critica degli altri e dello Stato siamo indiscussi campioni del mondo, ma insieme alla critica debbono esserci anche le distinzioni, l’iniziativa, la volontà, la reazione, l’impegno personale
Non credete?
Ottobre 28th, 2008 - 12:26
@Giorgio
1) occupazione o disoccupazione ?
2) stiamo parlando comunque di aziende che hanno lasciato vuoti e relativi costi sociali spaventosi (almeno Lux) per carità non e piu’ possibile fabbricare occhiali a quei prezzi nel nostro paese ( ed i sindacalisti dovrebbero essere i primi ad ammetterlo) ma e’ come santificare la fiat se e’ ancora sul mercato lo deve agli aiuti di stato di noi tutti.
3) si e’ vero macchina da caffe’ comprese, pero’ non sono la regola ma solo delle eccezioni, ed eccezioni (quello che mi fa piu’ arrabiare) che lo stato non premia.
4) Certamente non sarei qui a discutere se non credessi in un miglioramento ( anche perche’ peggiorare…) la mia preoccupazione pero’ e che se certi indicatori di allarme non vengono recepiti poi si sentono discorsi come quello fatto al circo massimo…ed allora ti viene una gran voglia di fare la valigie.
Ottobre 30th, 2008 - 16:00
1) sorry, intendevo bassa disoccupazione
2) averne dei Luxottica e dei Del Vecchio!!! Luxottica è un’azienda globalizzata al 100% e da lavoro ad Agordo a più gente di quanta ne abiti nel comune stesso, anziani e neonati compresi.
Distinguiamo le aziende serie dalle zecche (nel senso di parassiti…) di stato. La stessa Fiat di Marchionne è ben diversa dalla vergognosa Fiat di Romiti
3) se esportiamo più di UK, Francia, Spagna ecc non sono solo eccezioni! Verissimo che lo stato preferisce sussidiare purtroppo le zecche piuttosto che favorire lo sviluppo competitivo strategico
4) yesss!