Quando l’antirazzismo fa male a sè stesso

Il post “Italiani di merda, Italiani bastardi” - dichiarazione o provocazione?, è stato segnalato a diversi aggregatori, come di consueto al fine di realizzare una 'platea virtuale allargata', nella quale ciascuno può offrire il proprio contributo, favorevole o contrario.
Su Ziczac.it, con grande sorpresa, il numero dei sostenitori del post della Signora Valent si è dimostrato addirittura superiore a coloro che ne hanno preso le distanze, pur annoverando una maggioranza di 'ineleganti' utenti anonimi.
Unico tra tutti i Social Networks che trovate sotto ogni mio post, fatto questo che sembra autorizzare qualche malizia circolante sul web che tengo per me.
Nessuno di loro tutti, infine, ha espresso qualcosa di più del voto negativo oppure ha motivato la sua scelta.
Accetto il verdetto: qualcuno ammette l'insulto, volgare e xenofobo, meglio ancora se rivolto a bianchi e cristiani.
Prendo atto ma non rinuncio a scrivere, oggi, ciò che penso di coloro che 'fanno propri' questi toni.
Io, che non sono esattamente ariano, nè tantomeno credente, li ritengo quindi degli ottusi conformisti.
La Signora Valent non ha bisogno di essere 'affiancata' anche quando sfodera rabbia, rancore, incita all'odio o augura disgrazie.
La diversità va certamente tutelata, ma un 'mona' è 'mona' anche se appartiene ad una minoranza.
Approvare acriticamente tutto, soprattutto quando ben sopra le righe, non giova a nessuno, tantomeno alla causa della Signora Valent.
Che ha testimoni di ben altro spessore come quello raffigurato nell'immagine.
Chi condivide l'augurio alla morte di un figlio nella culla non ha (ne avrà) il mio rispetto nè come persona nè come blogger, nè come avversario.
E non auguratela proprio a nessuno, neanche al vostro peggior nemico, perchè mi fa incazzare lo stesso, nè di più nè di meno. LO STESSO.
Un popolo di mafiosi, camorristi, ignoranti bastardi senza un futuro perché non lo meritano: che possano i loro figli morire nelle culle o non essere mai partoriti.


