Le firme per Saviano – guerra alla camorra dal salotto di casa

Su Repubblica.it raccolte 190.000 firme in favore di Roberto Saviano.
Che qualcuno dei 190.000 gli abbia anche dato un suo appartamento in affitto?
Lo scrittore ringrazia per la grande solidarietà dimostrata
Alcuni link sulla vicenda
http://www.repubblica.it/speciale/2008/appelli/saviano2/index.html
http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/cronaca/saviano-minacce/saviano-casa/saviano-casa.html
I capitali privati nell’Università saranno una sciagura, se non ripartiti

A quali facoltà destinerebbero i loro capitali, infatti, i privati?
Quelle umanistiche, o con minore capacità di produrre risultati economicamente apprezzabili, sarebbero silenziosamente e lentamente abbandonate.
Fine della coscienza individuale ed inizio della catena industriale, che si giustificherebbe solo in quanto garantita stampella della prima.
Il nostro paese, infatti, necessita proprio di un qualificato 'rinascimento' umanistico, etico e morale, di formare nuove generazioni formate sulle lettere, sulla filosofia, sulla storia, sulle scienze politiche.
Sembra che si voglia 'razionalizzare', oltre alla spesa, anche la fine dell'originalità culturale italiana, che ha prodotto nei decenni risultati tangibili e ricosciuti in tutti i campi.
Ce la faranno, in poco tempo e senza grandi spese, nella migliore tradizione delle ristrutturazioni aziendali.
Basta lasciar fare agli stessi 'sponsor'.
Quando l’antirazzismo fa male a sè stesso

Il post “Italiani di merda, Italiani bastardi” - dichiarazione o provocazione?, è stato segnalato a diversi aggregatori, come di consueto al fine di realizzare una 'platea virtuale allargata', nella quale ciascuno può offrire il proprio contributo, favorevole o contrario.
Su Ziczac.it, con grande sorpresa, il numero dei sostenitori del post della Signora Valent si è dimostrato addirittura superiore a coloro che ne hanno preso le distanze, pur annoverando una maggioranza di 'ineleganti' utenti anonimi.
Unico tra tutti i Social Networks che trovate sotto ogni mio post, fatto questo che sembra autorizzare qualche malizia circolante sul web che tengo per me.
Nessuno di loro tutti, infine, ha espresso qualcosa di più del voto negativo oppure ha motivato la sua scelta.
Accetto il verdetto: qualcuno ammette l'insulto, volgare e xenofobo, meglio ancora se rivolto a bianchi e cristiani.
Prendo atto ma non rinuncio a scrivere, oggi, ciò che penso di coloro che 'fanno propri' questi toni.
Io, che non sono esattamente ariano, nè tantomeno credente, li ritengo quindi degli ottusi conformisti.
La Signora Valent non ha bisogno di essere 'affiancata' anche quando sfodera rabbia, rancore, incita all'odio o augura disgrazie.
La diversità va certamente tutelata, ma un 'mona' è 'mona' anche se appartiene ad una minoranza.
Approvare acriticamente tutto, soprattutto quando ben sopra le righe, non giova a nessuno, tantomeno alla causa della Signora Valent.
Che ha testimoni di ben altro spessore come quello raffigurato nell'immagine.
Chi condivide l'augurio alla morte di un figlio nella culla non ha (ne avrà) il mio rispetto nè come persona nè come blogger, nè come avversario.
E non auguratela proprio a nessuno, neanche al vostro peggior nemico, perchè mi fa incazzare lo stesso, nè di più nè di meno. LO STESSO.
Un popolo di mafiosi, camorristi, ignoranti bastardi senza un futuro perché non lo meritano: che possano i loro figli morire nelle culle o non essere mai partoriti.
Tutto serve, anche i pompini

Sono indicizzato anche tra 'culi roventi' e 'la poetessa dei pompini'.
L'immagine è un 'ritaglio' dello screenshoot di oggi sulla pagina del mio account LLOOGG.COM, in dettaglio le parole ricercate su Google da qualche sventurato, che hanno portato al blog due allupati visitatori.
Questo è l'unico post che contiene la parola:
Per diventare ministre-ombra, bisogna fare i pompini a Veltroni?
Misteri degli algoritmi
“Italiani di merda, Italiani bastardi” – dichiarazione o provocazione?

Mi è capitato di leggere questo post di Dacia Valent del 1° Ottobre, dal quale avete letto (in estratto) un brano.
Ma vi invito a leggerlo per intero.
Ho cercato su Google reazioni a questo articolo sulla stampa tradizionale trovandone 2:
Altri giornali, all'ottava pagina, non ne comparivano.
Non è un pugno nello stomaco?
Sarebbe stato troppo scontato reagire a tono, e forse è proprio quello che si cerca.
In rosso anche i conti di Ing, quella del ‘Conto Arancio’

La notizia proviene da due articoli pubblicati da:
Il Governo olandese ha varato il piano per risolvere i problemi di Ing Group, capogruppo di Ing Direct
Pump up the volume! – Sigla di attenti a quei 2 (per lettori vintage)
Un regalino a quelli che hanno più di 35 anni, spero apprezziate.
Un consiglio, alzate il volume e chiudete gli occhi.
Il voto in America, prevarrà la paura o il coraggio?

Nutro dei sentimenti contraddittori nei confronti degli americani.
Non li sopporto quando fanno il 'cugino' grande e grosso (e a volte ottuso) degli israeliani o invadono l'Iraq per i cazzi loro, mentre li adoro quando candidano a Presidente un quarant'enne di colore o lo fanno sbertucciare in mondovisione da Joe l'Idraulico.
Tra tre settimane circa si deciderà chi tra Mc Cain e Obama entrerà per il brindisi nella sala ovale.
Il 4 novembre 2008, infatti, gli americani saranno chiamati al voto.
Coraggio o paura?
In recessione economica, con uno sforzo militare ingente da gestire, con Istituti bancari precettati dalla Federal Reserve cosa decideranno gli indecisi nella solitudine delle macchine che li portano al seggio?
Affideranno le loro sorti al giovane democratico di colore che potrebbe sparigliare le carte o preferiranno l'estroso eroe del Vietnam che promette di sistemare ogni cosa?
In questo momento i timori rischiano di trovare grandi consensi nel desiderio consolatore di un leader capace di rimetterli in corsa, oppure di un leader capace di tracciare un percorso per risalire e oltrepassare la china.
Sembrano posizioni simili ma in realtà si rivelano molto diverse tra loro.
La paura potrebbe favorire Mc Cain, rodata 'old fart' dell'ambiente politico, bastian contrario dello schieramento repubblicano, cui più volte ha voltato le spalle per aderire a proposte democratiche; il coraggio, al contrario, premierebbe Obama, primo 'not caucasian' a guidare il paese, abbastanza giovane da introdurre strade politiche nuove.
Coraggio e paura rodono le coscienze degli indecisi, che scesi dalla macchina ormai arrivata al seggio dovranno prendere una decisione.
Quale?





