Marin Faliero – Il Blog Sono caustico, me ne rendo conto

23ott/083

I capitali privati nell’Università saranno una sciagura, se non ripartiti

La privatizzazione delle università. La coppia Tremonti-Gelmini, secondo studenti e mondo accademico, ha messo al collo degli atenei un autentico nodo scorsoio che li metterà nelle mani dei privati. La legge 133 prevede la riduzione annuale, fino al 2013, del Fondo di finanziamento ordinario e un taglio del 46 per cento sulle spese di funzionamento. Un combinato che, tagliando in pochi anni 1,4 miliardi di euro, farà mancare l'ossigeno agli atenei e li costringerà, anche attraverso la trasformazione in Fondazioni, a cercare capitali privati.

A quali facoltà destinerebbero i loro capitali, infatti, i privati?

Quelle umanistiche, o con minore capacità di produrre risultati economicamente apprezzabili, sarebbero silenziosamente e lentamente abbandonate.

Fine della coscienza individuale ed inizio della catena industriale, che si giustificherebbe solo in quanto garantita stampella della prima.

Il nostro paese, infatti,  necessita proprio di un qualificato 'rinascimento' umanistico, etico e morale, di formare nuove generazioni formate sulle lettere, sulla filosofia, sulla storia, sulle scienze politiche.

Sembra che si voglia 'razionalizzare', oltre alla spesa, anche la fine dell'originalità culturale italiana, che ha prodotto nei decenni risultati tangibili e ricosciuti in tutti i campi.

Ce la faranno, in poco tempo e senza grandi spese, nella migliore tradizione delle ristrutturazioni aziendali.

Basta lasciar fare agli stessi 'sponsor'.

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Commenti (3) Trackback (0)
  1. Stiamo parlando di Italia, per me i soldi di sponsorizzazioni dei privati non solo non andrebbero alle facoltà “umanistiche” ma neppure alle facoltà “matematiche-tecniche”. Nel nostro paese i privati non hanno alcun interesse nella cultura e nell’innovazione costa sempre meno andarla a cercare all’estero.
    Di fatto la catena industriale nel nostro paese non esiste piu’ le fabbriche stanno chiudendo ( o sono gia’ chiuse) o lavorano indirettamente per lo stato…

  2. Io invece credo che la scuola italiana produca ancora eccellenze per le quali vale la pena di investire.
    Il degrado etico però non può che essere combattuto attraverso un ritorno forte verso l’umanesimo, con il quale è incompatibile la logica del ‘ritorno’.

  3. Di fatto parlavo della situazione in cui andremo a finire se nelle università verranno i vari immobiliaristi romani , gli appaltatori di autostrade , della “buona” alitalia…
    Anche perche’ nella situazione attuale con capitali sociali svalutati al 80-90% quale azienda potrebbe investire nella scuoola italiana?
    Mando uolter ha capito che questo e’ solo il primo passo, al governo interessa sopratutto privatizzare la sanità…
    Per quanto riguarda l’umanesimo in effetti noi “italiani” in questi campi non siamo mai stati bravi…


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