Aquafil, dei fratelli Bonazzi

Devo aspettare le 22.30 per attaccarmi ai documentari o a History Channel.
E' un piacevole rito familiare.
Tranne martedì (Ballarò), giovedì (Annozero) e quando gioca l'Inter, anche in amichevole agostana.
Questa è l'ora del vero cazzeggio tra un blog e l'altro, o del 14 pollici in camera da letto.
No way.
La scelta è teoricamente infinita, ma alla fine disegno una retta tra i soliti blogger che leggo e quelli che lasciano i commenti più interessanti o divertenti.
Lo so, sono prolisso, arrivo al dunque, anche per dare un senso alla foto.
Per caso (culo si direbbe) mi sono imbattuto in questo post pre-natalizio 2007 di Alessandro Ghezzer, in rete Aghost, che mi ha fatto sorridere e venire gli occhi lucidi.
E' una bella storia che merita di essere riproposta, in tutte le stagioni.
Al solito non copio-incollo ma vi 'costringo' ad andare dal diretto interessato.
Merita, credetemi, e che i cinici non rovinino tutto.
Aquafil, dei fratelli Bonazzi.


