VORREI DEI COMMENTI SULLE CONSIDERAZIONI SEGUENTI,SPERO DI NON ANNOIARVI,L’HO RICEVUTO QUESTA MATTINA E MI INTERESSA IL PARERE DEI FREQUENTATORI DEL TUO BLOG. IO LE CONDIVIDO MA CON ALCUNE RISERVE : Seguire la cronaca di questi giorni è davvero divertente. Nel cercare di individuare il percorso futuro degli eventi finanziari si può scrivere o leggere tutto ed il suo contrario. L’importante è esagerare. Tutt’altro che originale eppure sempre efficace sugli investitori, piccoli e grandi, che sembrano una categoria priva di memoria.
E’ più facile, e molto più utile, scrivere del passato. La mia memoria arriva al 1981, ma prima non doveva essere molto diverso. In quell’anno, e nei tre precedenti, tutti i (pochi) risparmiatori comprano le Bastogi e le Acqua Marcia, senza sapere bene cosa fossero, e triplicano il proprio capitale ogni pochi mesi. Poi succede di tutto: Brigate Rosse, P2, Sindona, inflazione a 2 cifre, debito alle stelle, inquisito il governatore della Banca d’Italia, arrestato il direttore generale, fallisce la più grande banca privata italiana, il cui presidente penzola impiccato sotto un ponte della City. Non c’è altra prospettiva che il fallimento del sistema, tutti corrono a vendere le Bastogi e le Acqua Marcia, prima di aver capito cosa avessero comprato, il mercato azionario “brucia” in pochi mesi la metà del suo (piccolo) valore. Il pazzo che ha comprato mentre quello penzolava realizzò, nei 4 anni successivi, il 600%.
1986: tutti avevano capito, il capitale di rischio paga. Il motto era: compro, ma solo le azioni “sicure”, le mitiche Bluechip, Generali, Fiat e Olivetti. Due su tre persero negli anni successivi il 95% del loro valore, tecnicamente fallite, salvate per l’onore del marchio.
Dopo gli intermezzi del 1987, famoso solo perché il mercato perse in un giorno quello che se avesse perso in 6 mesi nessuno ricorderebbe, ed una guerretta del Golfo, si arriva al 1992. Il parlamento in galera. A quotare 80 nel settembre di quell’anno non furono le obbligazioni spazzatura ma i CCT. La lira perdeva valore a rotta di collo, ad essere tecnicamente fallito non era un’azienda, ma lo Stato. In un clima di recessione (vera) internazionale, 2 milioni di miliardi di debiti rappresentavano con chiarezza il fallimento del sistema. Tutti vendevano le Sip risparmio, un’azienda pubblica di servizi che distribuiva un dividendo del 24%. Il pazzo che ha comprato ha realizzato nei 18 mesi successivi il 400%.
1998, sono gli anni virtuosi dell’economia internazionale, della Fed, di Greenspan che tenta di frenare a parole il mercato, vittima di “un’esuberanza irrazionale”, ma poi lo inonda di liquidità. I risparmiatori fanno la coda davanti agli sportelli per accaparrarsi la prossima OPV. Il parterre è ancora frequentato da giovani operatori e giornalisti d’assalto, riciclati in tutta fretta da Donne & Motori per sfamare la voglia di finanza . Due operatori al termine di una frenetica giornata di scambi scherzano sul prezzo di una caramella, simulando una contrattazione. Il giornalista a caccia della soffiata allunga l’orecchio, ed il giorno successivo nella pagina finanziaria del più diffuso quotidiano nazionale, tra i titoli del terzo mercato compare la quotazione della Mentafredda Spa
al prezzo record di 430 lire.
Da lì a poco scoppia la crisi asiatica, fallisce un grosso Hedge Fund , la Russia , Israele e qualche paese minore dell’Est Europa e dell’Asia finiscono sull’orlo della bancarotta. E’ il fallimento del sistema. Il pazzo che ha comprato raddoppia il capitale in 14 mesi.
2000: tutto ciò che è parente di Dot, Com, Net moltiplica il prezzo in pochi giorni. Quotassero la Nettezza urbana sarebbe un trionfo. I fortunati estratti delle azioni Finmatica, poi ovviamente fallita, guadagnano il 900% nel primo giorno di quotazione. Le massaie mentre stirano spengono la radio e accendono il televideo, pagina 311. Poi tutta colpa di Bin Laden, falliscono Swiss Air, Enron, Qualcomm, una cinquantina di banchette americane, Parmalat, Cirio e l’Argentina. Finiscono sull’orlo della bancarotta quasi tutte le compagnie aeree, i colossi Ericsson, AT&T, France e Deutsche Telekom e molti altri, il prezzo del petrolio triplica in tre anni, il dollaro perde il 40% del suo valore e infine scoppia la guerra, è il fallimento del sistema. Il solito pazzo che ha comprato al primo missile ha fatto il solito + 100% nei 36 mesi successivi.
Ma stavolta è diverso, ora falliscono tutte le banche americane, la General Electric, poi toccherà alle banche europee,e infine la Svizzera. Per comprendere lo stato del credit crunch immaginiamo il colloquio con un analista:
- Perché Morgan Stanley è in crisi, rischia il fallimento e le obbligazioni valgono 50?
- Perché hanno riempito il loro portafoglio di obbligazioni Goldman, che ora valgono la metà.
- E perché le obbligazioni Goldman valgono la metà?
- Beh, per forza, sono pieni di obbligazioni Morgan Stanley!
Allora ovviamente è il 1929, una specie di Anno Santo che però ritorna più spesso, ogni 5 o 6 anni. Cercare una relazione tra la crisi del 1929 e quella del 2008 non è semplice: dal momento che uno è pari e l’altro dispari, ci resta solo il fatto che sono entrambi Dopo Cristo. Negli eventi di questi giorni c’è solo un fatto che ricorda il ’29: la Sec vuole limitare gli short. Anche allora si fecero vari tentativi di limitare il mercato, e si ottenne l’effetto opposto. Putin dovrebbe lasciare aperta la borsa: le crisi del mercato le risolvono i mercati, quando hanno esagerato abbastanza. Un’autorevole testata riportava ieri che la banca centrale giapponese ha immesso sul mercato una notevole dose di liquidità : 9000 miliardi di dollari !. Per fortuna erano Yen, o saremmo annegati tutti, ma l’importante è esagerare.
Veniamo all’oggi, cosa si osserva? Pare che si sia esagerato abbastanza per immaginare di essere entrati nella fase esaustiva del ribasso. L’intervento di Bush, molto texano, stile arrivano i nostri, costringe i ribassisti a ricoprirsi in poche ore, evidenziando l’enorme scoperto esistente, ma in prospettiva non è una gran bella notizia. L’ipotesi di trovarsi con le riserve della Fed piene di ABS in luogo dei treasuries non è proprio tranquillizzante. Meglio che sia il mercato a ritrovare i suoi equilibri, bene qualsiasi provvedimento ponte, guai all’assistenza ad ogni costo. L’ideale è che John Wayne resti sulla collina a controllare che la battaglia si svolga regolarmente.
Osservando il quadro tecnico il malato non è ancora guarito, non c’è ancora un evidente ipervenduto, non vi sono divergenze di breve (ma reggono quelle di medio), il livello di salvezza teorica (1320 di S&P500) è ancora distante, pertanto è probabile che esaurite le ricoperture si torni a soffrire, il tutto non più lungo di 2/3 settimane, che monitoreremo spesso e che rischiano però di essere lunghissime.
Provo ad identificare alcune azioni da fare:
- evitare di negoziare sotto tensione, in qualsiasi senso. In particolar modo sull’obbligazionario, i prezzi denaro sovrastimano per tutti i rischi di default
- l’unico caso in cui intervenire è quello di un eccesso di esposizione di un portafoglio obbligazionario su un unico emittente. Se c’è un minimo di liquidità nei book si può arbitrare una parte diversificando su più emittenti con il medesimo grado di rischio
- evitare di illudersi ad ogni rimbalzo, anche se eclatante: l’alternanza di speranze e disillusioni logora lo spirito e riduce la lucidità. Il mercato lo sa, e lo fa apposta, vuole la vostra carta a questi prezzi.
- Pregare
A vedere listini di oggi sembra un altro mondo. Non è così, l’importante è esagerare.
Si, molto di vero e molto di professionale, Amalia.
Sarebbe bellissimo far parte di quei fortunati o furbi che entrano quando i titoli stanno per risalire, ma….chi lo sa quando avverrà?
Condivido in particolare questa frase:
“- evitare di illudersi ad ogni rimbalzo, anche se eclatante: l’alternanza di speranze e disillusioni logora lo spirito e riduce la lucidità. Il mercato lo sa, e lo fa apposta, vuole la vostra carta a questi prezzi.”
Si, è verissimo, il logorio emotivo in questi gg è terribile.
Odio star male per colpa delle scelte di investimento. Ti mette profondamente in discussione con la tua autostima. E quindi sto fermo così come sono.
io invece non sono poi cosi’ sicura che il “29″ non possa ripresentarsi, ci rassicurano in tutti i modi ma io non sarei cosi’ tranquilla.
Ricordo che prima della guerra in Irak un funzionario di banca, col quale parlavo dei miei investimenti (fortunatamente non molto consistenti), mi disse :” tranquilla signora, dopo che avranno dato una scoppola a Saddam, il mercato si aggiustera’.
Non e’ stata una scoppola e l’aggiustamento non mi pare ci sia stato
Lo stare ferma a guardare mi mette un po’ d’angoscia…
Anche la mia autostima e’ fortemente in discussione considerato il fatto che ho una laurea in economia e commercio…. (sicuramente pero’ un po’ obsoleta)
@Amalia
Alla luce del tuo post dovrei resuscitare il vecchio adagio dei promotori finanziari e degli assicuratori: se il titolo perde compralo, con 100 euro avrai 100 azioni anzichè 80; quando risalirà (e inevitabilmente risalirà) avrai fatto l’affare della tua vita.
Oppure dovrei pensare al Grande Fratello (con coda del topo penzolante dal lato della bocca) che provoca il crollo per razzolare tutto a prezzi stracciati.
Oppure, ancora, potrei suggerirti di leggere questo post del blog di Oscar Ferrari http://oscarferrari.wordpress.com/2008/10/02/patate-si-azioni-no/
Non è metafinanza, di sicuro, ma indice a riflettere.
Quanto alle sensazioni sulla reale situazione dei mercati mi viene in mente l’articolo di ieri del Corriere (o Sole?) che informava della garanzia sui depositi in c/c fino a 103.000 euro.
Excusatio non petita, accusatio manifesta?
sono proprio le exusatio non petite che mi spaventano di piu’, comunque a chi ironizza sulle preoccupazioni degli investitori rispondo che l’investimento in assicurazioni, in obbligazioni e anche in parte in titoli azionari sono solo un mezzo per mettere al riparo il denaro dalla svalutazione ed anche per assicurarsi quella tranquillita’ che ,dopo decenni di lavoro, non ti viene garantita da chi ti ha fatto pagare tasse e contributi e non ti restituisce niente in cambio.
I grossi speculatori non tremano… riescono sempre a cavarsela,sanno prevedere gia ‘oggi quello che succedera’ domani
Comunque il grande prof.Brunetta ieri sera ha fatto una bella lezioncina per il popolo e tutti sono andati a letto piu’ contenti.
Forse , ha ragione il tuo amico, sarebbe meglio dedicarsi alla coltivazione delle patate,ma attenzione a non produrne troppe se no ci si scontra con le dure leggi del mercato
Per me i politici e le “banche” hanno capito che al di la di questa crisi il cittadino “medio” ( sia esso dipendete o autonomo) comincia ad avere paura non solo economicamente ma anche socialmente; in poche parole sa che se comincia a perdere i risparmi non li potrà piu’ recuperare perche’ la situazione del nostro paese prefigura una continua stasi del potere di acquisto e di risparmio, la perdita del tfr ad esemio non farà che aggravare questa situazione di qui ai prossimi anni.
Sono incazzato come una vipera perchè anch’io sto assurdamente perdendo un sacco di risparmi, ma devo anche dire che ogni tanto una bella pulizia non guasta.
Purtroppo paga anche chi non c’entra nulla, ma statene certi, pagano soprattutto i più spregiudicati. Non è vero, Amalia, che quelli sanno sempre come cavarsela!
Qualche esempio? Gardini s’è sparato, Craxi è morto poco dopo la fuga, i responsabili degli scandali americani (Enron, Worldcom ecc) hanno un bel pò di galera da farsi, Coppola Ricucci e i furbetti del quartierino non credo siano da invidiare, Tanzi è una larva di uomo ecc ecc
Il più resistente di tutti alla “giustizia divina” è il nostro Berlusconi, ma verrà anche il giorno del suo giudizio, ne sono certo. Chissà? Forse nemmeno tra molto tempo, proprio all’apice del suo potere?
Hello I like your post “aaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!” so well that I like to ask you whether I should translate and linking back. Please give me an answer. Your Preiserh
Dear Preiserth,
if you like one of my posts you can translate and publish it.
I ask you only one thing, to send me back the link you generate with my work.
Best regards
MF
settembre 30th, 2008 - 23:18
VORREI DEI COMMENTI SULLE CONSIDERAZIONI SEGUENTI,SPERO DI NON ANNOIARVI,L’HO RICEVUTO QUESTA MATTINA E MI INTERESSA IL PARERE DEI FREQUENTATORI DEL TUO BLOG. IO LE CONDIVIDO MA CON ALCUNE RISERVE : Seguire la cronaca di questi giorni è davvero divertente. Nel cercare di individuare il percorso futuro degli eventi finanziari si può scrivere o leggere tutto ed il suo contrario. L’importante è esagerare. Tutt’altro che originale eppure sempre efficace sugli investitori, piccoli e grandi, che sembrano una categoria priva di memoria.
E’ più facile, e molto più utile, scrivere del passato. La mia memoria arriva al 1981, ma prima non doveva essere molto diverso. In quell’anno, e nei tre precedenti, tutti i (pochi) risparmiatori comprano le Bastogi e le Acqua Marcia, senza sapere bene cosa fossero, e triplicano il proprio capitale ogni pochi mesi. Poi succede di tutto: Brigate Rosse, P2, Sindona, inflazione a 2 cifre, debito alle stelle, inquisito il governatore della Banca d’Italia, arrestato il direttore generale, fallisce la più grande banca privata italiana, il cui presidente penzola impiccato sotto un ponte della City. Non c’è altra prospettiva che il fallimento del sistema, tutti corrono a vendere le Bastogi e le Acqua Marcia, prima di aver capito cosa avessero comprato, il mercato azionario “brucia” in pochi mesi la metà del suo (piccolo) valore. Il pazzo che ha comprato mentre quello penzolava realizzò, nei 4 anni successivi, il 600%.
1986: tutti avevano capito, il capitale di rischio paga. Il motto era: compro, ma solo le azioni “sicure”, le mitiche Bluechip, Generali, Fiat e Olivetti. Due su tre persero negli anni successivi il 95% del loro valore, tecnicamente fallite, salvate per l’onore del marchio.
Dopo gli intermezzi del 1987, famoso solo perché il mercato perse in un giorno quello che se avesse perso in 6 mesi nessuno ricorderebbe, ed una guerretta del Golfo, si arriva al 1992. Il parlamento in galera. A quotare 80 nel settembre di quell’anno non furono le obbligazioni spazzatura ma i CCT. La lira perdeva valore a rotta di collo, ad essere tecnicamente fallito non era un’azienda, ma lo Stato. In un clima di recessione (vera) internazionale, 2 milioni di miliardi di debiti rappresentavano con chiarezza il fallimento del sistema. Tutti vendevano le Sip risparmio, un’azienda pubblica di servizi che distribuiva un dividendo del 24%. Il pazzo che ha comprato ha realizzato nei 18 mesi successivi il 400%.
1998, sono gli anni virtuosi dell’economia internazionale, della Fed, di Greenspan che tenta di frenare a parole il mercato, vittima di “un’esuberanza irrazionale”, ma poi lo inonda di liquidità. I risparmiatori fanno la coda davanti agli sportelli per accaparrarsi la prossima OPV. Il parterre è ancora frequentato da giovani operatori e giornalisti d’assalto, riciclati in tutta fretta da Donne & Motori per sfamare la voglia di finanza . Due operatori al termine di una frenetica giornata di scambi scherzano sul prezzo di una caramella, simulando una contrattazione. Il giornalista a caccia della soffiata allunga l’orecchio, ed il giorno successivo nella pagina finanziaria del più diffuso quotidiano nazionale, tra i titoli del terzo mercato compare la quotazione della Mentafredda Spa
al prezzo record di 430 lire.
Da lì a poco scoppia la crisi asiatica, fallisce un grosso Hedge Fund , la Russia , Israele e qualche paese minore dell’Est Europa e dell’Asia finiscono sull’orlo della bancarotta. E’ il fallimento del sistema. Il pazzo che ha comprato raddoppia il capitale in 14 mesi.
2000: tutto ciò che è parente di Dot, Com, Net moltiplica il prezzo in pochi giorni. Quotassero la Nettezza urbana sarebbe un trionfo. I fortunati estratti delle azioni Finmatica, poi ovviamente fallita, guadagnano il 900% nel primo giorno di quotazione. Le massaie mentre stirano spengono la radio e accendono il televideo, pagina 311. Poi tutta colpa di Bin Laden, falliscono Swiss Air, Enron, Qualcomm, una cinquantina di banchette americane, Parmalat, Cirio e l’Argentina. Finiscono sull’orlo della bancarotta quasi tutte le compagnie aeree, i colossi Ericsson, AT&T, France e Deutsche Telekom e molti altri, il prezzo del petrolio triplica in tre anni, il dollaro perde il 40% del suo valore e infine scoppia la guerra, è il fallimento del sistema. Il solito pazzo che ha comprato al primo missile ha fatto il solito + 100% nei 36 mesi successivi.
Ma stavolta è diverso, ora falliscono tutte le banche americane, la General Electric, poi toccherà alle banche europee,e infine la Svizzera. Per comprendere lo stato del credit crunch immaginiamo il colloquio con un analista:
- Perché Morgan Stanley è in crisi, rischia il fallimento e le obbligazioni valgono 50?
- Perché hanno riempito il loro portafoglio di obbligazioni Goldman, che ora valgono la metà.
- E perché le obbligazioni Goldman valgono la metà?
- Beh, per forza, sono pieni di obbligazioni Morgan Stanley!
Allora ovviamente è il 1929, una specie di Anno Santo che però ritorna più spesso, ogni 5 o 6 anni. Cercare una relazione tra la crisi del 1929 e quella del 2008 non è semplice: dal momento che uno è pari e l’altro dispari, ci resta solo il fatto che sono entrambi Dopo Cristo. Negli eventi di questi giorni c’è solo un fatto che ricorda il ’29: la Sec vuole limitare gli short. Anche allora si fecero vari tentativi di limitare il mercato, e si ottenne l’effetto opposto. Putin dovrebbe lasciare aperta la borsa: le crisi del mercato le risolvono i mercati, quando hanno esagerato abbastanza. Un’autorevole testata riportava ieri che la banca centrale giapponese ha immesso sul mercato una notevole dose di liquidità : 9000 miliardi di dollari !. Per fortuna erano Yen, o saremmo annegati tutti, ma l’importante è esagerare.
Veniamo all’oggi, cosa si osserva? Pare che si sia esagerato abbastanza per immaginare di essere entrati nella fase esaustiva del ribasso. L’intervento di Bush, molto texano, stile arrivano i nostri, costringe i ribassisti a ricoprirsi in poche ore, evidenziando l’enorme scoperto esistente, ma in prospettiva non è una gran bella notizia. L’ipotesi di trovarsi con le riserve della Fed piene di ABS in luogo dei treasuries non è proprio tranquillizzante. Meglio che sia il mercato a ritrovare i suoi equilibri, bene qualsiasi provvedimento ponte, guai all’assistenza ad ogni costo. L’ideale è che John Wayne resti sulla collina a controllare che la battaglia si svolga regolarmente.
Osservando il quadro tecnico il malato non è ancora guarito, non c’è ancora un evidente ipervenduto, non vi sono divergenze di breve (ma reggono quelle di medio), il livello di salvezza teorica (1320 di S&P500) è ancora distante, pertanto è probabile che esaurite le ricoperture si torni a soffrire, il tutto non più lungo di 2/3 settimane, che monitoreremo spesso e che rischiano però di essere lunghissime.
Provo ad identificare alcune azioni da fare:
- evitare di negoziare sotto tensione, in qualsiasi senso. In particolar modo sull’obbligazionario, i prezzi denaro sovrastimano per tutti i rischi di default
- l’unico caso in cui intervenire è quello di un eccesso di esposizione di un portafoglio obbligazionario su un unico emittente. Se c’è un minimo di liquidità nei book si può arbitrare una parte diversificando su più emittenti con il medesimo grado di rischio
- evitare di illudersi ad ogni rimbalzo, anche se eclatante: l’alternanza di speranze e disillusioni logora lo spirito e riduce la lucidità. Il mercato lo sa, e lo fa apposta, vuole la vostra carta a questi prezzi.
- Pregare
A vedere listini di oggi sembra un altro mondo. Non è così, l’importante è esagerare.
UO BLOG
ottobre 1st, 2008 - 11:03
Si, molto di vero e molto di professionale, Amalia.
Sarebbe bellissimo far parte di quei fortunati o furbi che entrano quando i titoli stanno per risalire, ma….chi lo sa quando avverrà?
Condivido in particolare questa frase:
“- evitare di illudersi ad ogni rimbalzo, anche se eclatante: l’alternanza di speranze e disillusioni logora lo spirito e riduce la lucidità. Il mercato lo sa, e lo fa apposta, vuole la vostra carta a questi prezzi.”
Si, è verissimo, il logorio emotivo in questi gg è terribile.
Odio star male per colpa delle scelte di investimento. Ti mette profondamente in discussione con la tua autostima. E quindi sto fermo così come sono.
ottobre 1st, 2008 - 15:13
io invece non sono poi cosi’ sicura che il “29″ non possa ripresentarsi, ci rassicurano in tutti i modi ma io non sarei cosi’ tranquilla.
Ricordo che prima della guerra in Irak un funzionario di banca, col quale parlavo dei miei investimenti (fortunatamente non molto consistenti), mi disse :” tranquilla signora, dopo che avranno dato una scoppola a Saddam, il mercato si aggiustera’.
Non e’ stata una scoppola e l’aggiustamento non mi pare ci sia stato
Lo stare ferma a guardare mi mette un po’ d’angoscia…
Anche la mia autostima e’ fortemente in discussione considerato il fatto che ho una laurea in economia e commercio…. (sicuramente pero’ un po’ obsoleta)
ottobre 2nd, 2008 - 22:27
@Amalia
Alla luce del tuo post dovrei resuscitare il vecchio adagio dei promotori finanziari e degli assicuratori: se il titolo perde compralo, con 100 euro avrai 100 azioni anzichè 80; quando risalirà (e inevitabilmente risalirà) avrai fatto l’affare della tua vita.
Oppure dovrei pensare al Grande Fratello (con coda del topo penzolante dal lato della bocca) che provoca il crollo per razzolare tutto a prezzi stracciati.
Oppure, ancora, potrei suggerirti di leggere questo post del blog di Oscar Ferrari
http://oscarferrari.wordpress.com/2008/10/02/patate-si-azioni-no/
Non è metafinanza, di sicuro, ma indice a riflettere.
Quanto alle sensazioni sulla reale situazione dei mercati mi viene in mente l’articolo di ieri del Corriere (o Sole?) che informava della garanzia sui depositi in c/c fino a 103.000 euro.
Excusatio non petita, accusatio manifesta?
ottobre 2nd, 2008 - 23:27
sono proprio le exusatio non petite che mi spaventano di piu’, comunque a chi ironizza sulle preoccupazioni degli investitori rispondo che l’investimento in assicurazioni, in obbligazioni e anche in parte in titoli azionari sono solo un mezzo per mettere al riparo il denaro dalla svalutazione ed anche per assicurarsi quella tranquillita’ che ,dopo decenni di lavoro, non ti viene garantita da chi ti ha fatto pagare tasse e contributi e non ti restituisce niente in cambio.
I grossi speculatori non tremano… riescono sempre a cavarsela,sanno prevedere gia ‘oggi quello che succedera’ domani
Comunque il grande prof.Brunetta ieri sera ha fatto una bella lezioncina per il popolo e tutti sono andati a letto piu’ contenti.
Forse , ha ragione il tuo amico, sarebbe meglio dedicarsi alla coltivazione delle patate,ma attenzione a non produrne troppe se no ci si scontra con le dure leggi del mercato
ottobre 2nd, 2008 - 23:49
Per me i politici e le “banche” hanno capito che al di la di questa crisi il cittadino “medio” ( sia esso dipendete o autonomo) comincia ad avere paura non solo economicamente ma anche socialmente; in poche parole sa che se comincia a perdere i risparmi non li potrà piu’ recuperare perche’ la situazione del nostro paese prefigura una continua stasi del potere di acquisto e di risparmio, la perdita del tfr ad esemio non farà che aggravare questa situazione di qui ai prossimi anni.
ottobre 3rd, 2008 - 18:38
Chissà se gli agenti di commercio (per citare una categoria) cambieranno ancora la macchina ogni 2 anni
http://marcoloconte.blog.ilsole24ore.com/2008/09/crack-lehman-br.html
ottobre 3rd, 2008 - 23:23
magari con un bel leasing….
ottobre 3rd, 2008 - 23:51
Sono incazzato come una vipera perchè anch’io sto assurdamente perdendo un sacco di risparmi, ma devo anche dire che ogni tanto una bella pulizia non guasta.
Purtroppo paga anche chi non c’entra nulla, ma statene certi, pagano soprattutto i più spregiudicati. Non è vero, Amalia, che quelli sanno sempre come cavarsela!
Qualche esempio? Gardini s’è sparato, Craxi è morto poco dopo la fuga, i responsabili degli scandali americani (Enron, Worldcom ecc) hanno un bel pò di galera da farsi, Coppola Ricucci e i furbetti del quartierino non credo siano da invidiare, Tanzi è una larva di uomo ecc ecc
Il più resistente di tutti alla “giustizia divina” è il nostro Berlusconi, ma verrà anche il giorno del suo giudizio, ne sono certo. Chissà? Forse nemmeno tra molto tempo, proprio all’apice del suo potere?
ottobre 4th, 2008 - 00:07
@ amalia
non è tanto il leasing quanto il commissariamento enasarco costruiti su obbligazioni e fondi LB.
Cù cù, la pensione non c’è più
ottobre 4th, 2008 - 13:01
Conosco e considero i problemi dell’Enasarco (naturalmente entro i miei limiti) ma volevo solo ironizzare sulle offerte di prodotti finanziari……
ottobre 4th, 2008 - 13:16
L’avevo capito….
dicembre 1st, 2008 - 03:58
Hello I like your post “aaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!” so well that I like to ask you whether I should translate and linking back. Please give me an answer. Your Preiserh
dicembre 1st, 2008 - 10:28
Dear Preiserth,
if you like one of my posts you can translate and publish it.
I ask you only one thing, to send me back the link you generate with my work.
Best regards
MF
dicembre 20th, 2010 - 08:41
lo studio legale associato papa effettua consulenze per reati di borsa (aggiotaggio-insider traDING)