Marin Faliero – Il Blog Sono caustico, me ne rendo conto

14set/0816

Blogfest 2008, i rivoluzionari dell’informazione sono stanchi

Sabato mattina, sorpreso dall'aver convinto la mia donna ad accompagnarmi a Riva del Garda (sobbarcandosi oltre due ore di macchina), ho fatto il mio ingresso al Palacongressi per assistere alla seconda giornata di Blogfest2008.

Ciò che più mi interessava era l'incontro previsto alle 16 dal tema "informazione in formazione", cui partecipavano Luca De Biase (Il Sole 24 Ore), Filippo Facci (Il Giornale), Claudio Sabelli Fioretti, Massimo Mantellini, Gianluca Neri, Vittorio Pasteris (La Stampa) e Paolo Tacconi (executive producer MSN.it).

Mi attendevo alcune perle di saggezza sul successo della blogsfera, un plauso al rinnovato impegno (anche politico) che questo strumento ha permesso ad una moltitudine di giovani, e meno giovani, che trovano nella rete entusiasmo e voglia di confrontare con gli altri le proprie opinioni.

Un accenno alla libertà di espressione, all'originalità dell'informazione e dell'opinione senza editore di riferimento.

Nulla di tutto questo, Gianluca Neri non ha proferito verbo mentre gli altri (tranne Tacconi) si sono esibiti in un lungo e peloso elogio dell'informazione tradizionale, fatta da professionisti e spesso da preferire alla blogsfera dispersiva, poco attendibile e confusionaria.

Ad onor del vero le posizioni di Tacconi e Mantellini meritano un piccolo distinguo.

Massimo Mantellini è stato il meno conservatore dei relatori, ma nemmeno lui si è 'energicamente' dissociato dalla pletora di cose blog unfriendly che mano a mano venivano dette.

Paolo Tacconi, invece, ha evidenziato come i fruitori di portali siano sostanzialmente veicolati nella scelta delle letture, molto spesso distanti dai loro reali interessi.

Il dato, portato da un uomo Microsoft, suscita quanto meno curiosità.

Al termine della conferenza buona parte del pubblico si scrutava con le sopracciglia aggrottate, mentre un giornalista accreditato plaudeva ironicamente alla riunione FNS (Federazione nazionale della Stampa) cui aveva assistito.

Mia morosa, con imbarazzante sincerità, mi ha chiesto: "...ma perchè delle cose che riguardano l'innovazione tecnologica parlano sempre le persone con i capelli bianchi?"

Appunto, perchè?

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Commenti (16) Trackback (1)
  1. Semplice, essenziale e diretto : grande post.

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    QUESTO ARTICOLO è STATO SCELTO PER LA PUNTATA DI POST-IT DEL 16 SETTEMBRE.. in diretta alle 11-20 su http://new.c6.tv

    Grazie per l’interessante post.

    Chiunque voglia segnalare un post letto o scritto troverà nel nostro blog ( c6postit.blogspot.com ) un ottimo strumento per amplificare le proprie idee.
    Aspettiamo i tuoi appunti e segnalazioni su altri articoli interessanti!
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    http://c6postit.blogspot.com

  3. esatto, perchè!?
    forse perchè siamo in italia, forse perchè le aziende non vogliono giovani con idee ne tantomeno giovani, manca un terreno fertile in cui coltivare cultura, conoscenza ed intelligenza…..

  4. A me vengono in mente gli annunci con le offerte di lavoro:
    “cercasi trilaureato max ventiquattrenne con almeno 3 anni di esperienza, ottimo inglese, cinese e fiammingo”
    Eppure i ‘capelli bianchi’ imperversano in lungo e in largo.
    C’è qualcosa che non mi torna in tutto questo….

  5. Per me i “capelli bianchi” ci possono pure stare se questo vuol dire qualità e saggezza di fondo; putroppo pero’ assisto sempre piu’ a “capelli bianchi” che tiranneggiano vivendo del lavoro altrui o appiattendosi alle idee dal direttore di turno…pensando che dopotutto il loro futuro e’ meglio di quello che aspetta le nuove generazioni.

  6. Allora proviamo a ricapitolare:

    1. ai convegni che vogliono raccontare come il web stia trasformando il mondo dell’informazione si fa un panegirico della carta stampata e dei relativi professionisti dotati di cartellino (e conseguente necessita’ dell’ordine dei giornalisti…. ARGHHHHH)

    2. Il blogger dell’anno (premiato a ripetizione dai blogger negli ultimi anni) viene considerato un falso blogger dal gotha dei blogger nostrani o addirittura ridicolizzato dai certi giornalisti (non FACCIo nomi, ma avete capito benissimo), quando invece pur avendo i capelli bianchi di certo ha capito DAVVERO cosa sia la rivoluzione digitale e quali potenzialita’ puo’ avere (blog, filmati, operazione “fiato sul collo”, comunicazione, creativita’)

    Certe figure sono finite, sono alle strette, non sanno piu’ cosa fare per giustificare la loro necessita’ per la societa’ italiana.

    Teniamo duro: la meritocrazia sara’ la piu’ importante conseguenza della globalizzazione amplificata sempre piu’ intensamente dal web!

  7. Mah io sono anche disposto a discutere della fondatezza delle critiche contenute in questo post. Solo che non ho capito bene quali siano. A parte i capelli bianchi intendo. Si discuteva di un argomento (oltretutto noto e mille volte indagato) ed ho semplicemente risposto alle questioni che sono state messe in campo. Il che non significa che le altre (come quelle citate in questo post) non fossero degne di menzione. Saluti

  8. Pensavo di essere stato chiaro, ma evidentemente mi sono sbagliato.
    Provo a riassumere il cuore della critica che ho rivolto ai relatori.
    Il tema ‘informazione in formazione’, inserito nella prima Blogfest italiana, doveva necessariamente preludere ad un confronto tra giornalismo tradizionale e blogsfera? da concludersi a vantaggio del primo attraverso la critica (senza repliche per ragioni di tempo) dell’informazione offerta sulla rete, confusionaria, sensazionalistica e senza fonti certe?
    Forse noi blogger siamo permalosi o forse hanno ragione loro, i temi sui quali mi attendevo un cenno, riassunti nel post, sono già stati esaurientemente trattati.
    Peccato però che in platea e fuori dalla sala si sia continuato, per nostalgia, ad affrontarli.
    Non suona strano?

  9. Ancora non mi spiego quale strana forza gravitazionale mi abbia impedito di alzarmi e andarmende dopo il primo giro di interventi…

  10. De Biase, molto onestamente, ha riconosciuto che non si è trattato di un successone
    http://blog.debiase.com/

  11. Scusatemi ma veramente alla blogfest si parlava escusivamente di gionalismo “tradizionalista” e blogsfera ?
    Io speravo che quella fase fosse stata superata di fronte alla cruda realtà dei fatti : oramai se voglio informarmi so gia’ che leggendo un qualsiasi giornale “stampato” o “online” troverò tutto quello che vogliono farmi credere… tranne la realtà dei fatti…

  12. Dunque no, non doveva “preludere ad un confronto…” ma era assai probabile che accadesse dato il panel degli intervenuti (5 giornalisti su 6 invitati). Detto questo tutto e’ perfettibile ma ti assicuro, proprio perche’ mi e’ capitato spesso in passato di partecipare ad eventi del genere, che anche l’apologia spicciola della nuova libera informazione in rete contrapposta a quella vecchia e consunta dei giornalisti risulta alla fine ugualmente stucchevole. Ho sempre pensato che il punto di vista dei giornalisti rispetto ai nuovi scenari di Internet sia in fondo una faccenda professionale loro, misurabile nella loro capacita’ di aprirsi al nuovo (e Luca de Biase e’ a suo modo un paradigma di questa sopraggiunta consapevolezza) e per tale ragione lasciata alla resposabilita’di ciascuno. Allo stesso tempo la teorica sottolineatura del valore intrinseco della liberta’ di espressione come nuova garanzia comunicativa e’ una chiacchiera buona per far sera se non la si collega ad una idea di nuovo lettore capace di organizzare per se una dieta mediatica varia mediata da Internet. E immaginare, come tu mi pare faccia, nel convegno dell’altro giorno, un elenco di tematiche “antiblog” usate a mo’ di mazza mi pare sia inutile per almeno due ragioni: perche’ non e’ possibile generalizzare (non lo si puo’ fare ne sui blog ne sui giornalisti) e perche’ si tratta di discorsi vecchi come il cucco che abbiamo fatto mille volti, anch’essi, credimi con acclarati poteri soporiferi nei confronti di quasi qualsiasi platea. E dei quali,a margine, io mi sono stufato di parlare ormai da qualche anno.
    saluti

  13. Perdonami se ti rispondo solo oggi, ma da ieri Infostrada ha deciso di promuovermi tra i fortunati della banda larga e per 3/4 giorni mi troverò azzoppato.
    Ho dovuto ripristinare l’eroica connessione dial up per tornare ‘on the net’ e solo per la prima pagina del Corriere ci vuole almeno mezzo minuto.
    Chioso le considerazioni che abbiamo svolto nei commenti per confessarti che sabato scorso pensavo di poter trarre grande profitto dalle vostre esperienze personali e professionali, tutto qui.
    L’incontro, invece, si è dipanato all’interno dei due grandi emisferi del giornalismo professionale e ‘domestico, separati da un equatore insormontabile.
    Tutto trito e ritrito, nonchè ‘smarronante’, come dici tu.
    Non ho portato a casa nessuna idea nuova e questo mi è dispiaciuto.
    Ma posso recuperare cogliendo l’occasione…
    Cosa intendi per: “…nuovo lettore capace di organizzare per se una dieta mediatica varia mediata da Internet…”?

  14. risposta lunga, se mi lascia una mail ti rispondo con calma appena posso, saluti

  15. si, anche a me pare di sentire in giro davvero tanta stanchezza
    stufi di parlare delle stesse cose?
    stanchi di una platea esigente?
    il “command and control” era molto più facile: quando parlava “Gesù Cristo” nessuno poteva rispondere, commentare, interagire
    ora le cose sono teoricamente cambiate, ma l’interazione rischia di esserci in pratica solo all’interno di clan che tendono ad escludere chi non fa parte del gruppo

    dopo l’entusiasmo iniziale (ricordate il famoso “YOU” come copertina dell’uomo dell’anno di Time?) mi sembra stia subentrando la fase del disincanto…

    oppure, peggio ancora, la centralità del singolo individuo (lo YOU di Time) è stata solo un’illusione?

  16. @ Massimo
    blogger@marinfaliero.net

    attendo trepidante…


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