Marin Faliero – Il Blog La Politica e la Gente Comune

20Lug/085

Statali fannulloni, due considerazioni dalla blogsfera

Dopo la pubblicazione del post di ieri ho ricevuto un lungo ed articolato commento che mi permetto di riprendere, per dare spazio a valutazioni diverse dalle mie sulla questione dei cosiddetti "fannulloni" ma comunque utili a comprendere quanto possa essere realisticamente fatto per migliorare il nostro apparato pubblico.

Al lettore chiedevo di offrire suggerimenti per dare al problema una soluzione efficace.

Riporto anche un bel post di Franca Corradini, quadro e pubblico dipendente, che analizza il problema dal suo interno con feroce pragmatismo.

Buona lettura, cominciando dal commento:

Si possono fare varie cose.
La prima, liberalizzare la burocrazia.Mi spiego meglio, invece di ridurre il numero dei dipendenti pubblici, si potrebbero ridurre le adempienze burocratiche necessarie per tutte le attività della vita quotidiana.Automaticamente servirebbero meno dipendenti, i tempi si accorcerebbero e si potrebbe ridestinare parte dei lavoratori ad altre attività.
La seconda, ridurre drasticamente il ricorso alle super consulenze esterne che, quelle si, pesano in maniera notevole sui bilanci.
Un esempio per capirci: se un ufficio di una PA deve informatizzare, ecco la che spunta la società di consulenza esterna che fa acquistare hardware per decine di migliaia di euro, molto spesso sovradimensionato (parlo di 20-30 volte di più), licenze software a prezzo pieno, quando il dealer le paga prezzi irrisori, consulenti che vengono a installare e configurare suddetti apparati HW/SW senza praticamente fare formazione a nessuno (vorrei vedere, loro sono solo dipendenti spesso mal pagati) a prezzi da capogiro (si parla anche di mille euro al giorno per un tecnico specializzato).
Sono cose che ho visto con i miei occhi quando lavoravo in una di queste aziende.Le PA vengono viste come mucche da mungere a tutti i livelli e sti cazzi se sono soldi di tutti, l’importante è che finiscano nelle mie tasche.
Si potrebbero invece destinare i lavoratori in esubero di cui sopra, dopo debita formazione - e ti assicuro che il più delle volte si tratta di cose banali come la stampante non va o “come si cambia il colore delle celle in excel” - a svolgere questi compiti o assumerne di nuovi già formati pagandoli il giusto.
Terzo, informatizzare DAVVERO.
Non come l’esempio al punto due.
Se posso mandare da casa telegrammi, fare ricariche telefoniche, pagare bonifici etc. etc, perché non posso richiedere online il rinnovo della carta di identità?e aspettare che mi arrivi a casa?

Se Brunetta voleva colpire con la frase ad effetto ci è riuscito, ma la PA italiana galleggia nella merda per ben altri motivi.
Perché dovunque andrete a lavorare, o sarete consulenti, vedrete il o i fancazzisti in azione, raccomandati o no.
E’ semplicemente gente che si accontenta di fare il minimo richiesto, tanto spesso sono in posizioni non critiche e di portare a casa lo stipendiuccio.Spesso inattaccabili dal punto di vista legislativo, perché non è dimostrabile in alcun modo il loro
fancazzismo.
Punire tutti per colpa di questi sarebbe sbagliato, un pò come il sistema di attivazione di windows o i captcha anti spam, che rompono le scatole solo a quelli onesti.
Ancora peggio è pensare che aggiungere norme, circolari e certificati da esibire a un sistema già pieno di norme, circolari e certificati possa migliorare la situazione.
Per di più andando a gravare sulle strutture sanitarie pubbliche in cronica carenza di personale e di fondi.
E’ solo la mia opinione ovvio, ma ti assicuro che ci ho riflettuto molto.

Il pezzo di Franca Corradini sul blog La conoscenza rende liberi

Assenteismo, visite fiscali e genialità di Brunetta

Mai letta una cosa così stupida e controproducente.

Brunetta vuol combattere l’assenteismo della pubblica amministrazione, quindi diminuire i costi indotti dagli impiegati malati, aumentandoli ( i costi non gli impiegati… )

Mi spiego meglio e cercherò di farlo usando un linguaggio non burocratico per facilitare la lettura ai non addetti ai lavori.

Visita fiscale anche per un solo giorno di malattia.

Un giorno di malattia del dipendente costa mediamente allo Stato 70 euro.

Una visita fiscale , secondo stime molto approssimative, costa alle ASL circa 200 Euro di cui circa 40 rimborsati dall’amministrazione richiedente.

E qui già i conti non tornano.

Poi ci sono considerazioni di vario carattere.

L’obbligo della visita fiscale ed eventuali decurtazioni di stipendio valgono per assenze fino a 10 giorni .

Se Brunetta si avvalesse di buoni ( o discreti.. basterebbe ) collaboratori , come d’altro canto dovrebbe fare Gelmini, saprebbe che una iniziativa analoga era già stata attuata in passato con pessimi risultati. Difatti ad essere penalizzati furono solo i dipendenti che realmente erano ammalati. I “lavativi” non faticarono a trovare medici compiacenti che compilavano certificati di malattia per assenze più lunghe driblando gli incovenienti.

Inoltre, se Brunetta si avvalesse di statistiche e studi , scoprirebbe che sono molto rari i casi in cui un medico fiscale smentisce il medico curante. Per vari motivi , alcuni anche seri :

  1. solo il medico curante ha una visione generale dello stato di salute dell’individuo, quindi è in grado di giudicare se un una banale influenza innestata su altre patologie necessita , ad esempio , di 8 giorni di assenza anzichè di 3 …
  2. cane non mangia cane…
  3. inesperienza dei medici addetti alle visite fiscali , spesso giovanissimi

Ed ancora, le ASL, giustamente, devono dedicare le loro risorse ( sempre più scarse ) all’attività di cura e prevenzione.

Pertanto in molte regioni di sono poste un limite giornaliero nel numero di visite da effettuare proprio per meglio assolvere al loro compito primario, e bene hanno fatto !!

Per finire, sono passati tempi di questo genere di assenteismo.

Sono rimasti invece i tempi di coloro che approfittano del loro ruolo per trarne vantaggi economici e non. Danneggiando in modo molto più consistente le casse dello Stato e l’immagine della pubblica Amministrazione……….ah ,questi non sono i piccoli Travet che ogni tanto hanno il raffreddore…

Franca Corradini


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Commenti (5) Trackback (0)
  1. Thanks
    soprattutto per l’aggettivo feroce…
    Ciao
    Franca

  2. Mi sorprende molto che l’autore di questo blog si schieri dalla parte di Brunetta.
    Conoscendolo me lo vedrei meglio come paladino dei fannulloni…
    Ma forse è perchè il Ministro se la prende solo con gli statali.

  3. Vedo che hai colto il senso, avevo già convocato una conferenza stampa con i sindacati!

  4. Il pesce inizia a puzzare sempre dalla testa.
    Le responsabilità vanno sempre cercate in alto, sia nel bene che nel male.
    Con una classe politica e dirigente come la nostra, di cosa ci stupiamo?
    Come la mettiamo ad esempio con i parlamentari che frequentano più spesso la coca e le prostitute piuttosto che il loro luogo di lavoro e con il fenomeno incredibile dei parlamentari “pianisti” che registrano presenze e voti anche per i ns strapagati deputati, spessissimo assenti?
    Ormai purtroppo ci stanno/stiamo abituando a tutto, come i fachiri.
    E nulla ci scuote più dal torpore, se non quando qc ci tocca personalmente.
    Buonriposo, signori, buonriposo
    Lasciate fare al Re Sole del XXI secolo e al suo codazzo di damigelle, giullari e cortigiani.
    Prima o poi arriverà Roberspierre.
    Spero solo di essere ancora in vita, allora, per godermi la scena….

  5. LE BORSE RIPRENDONO A VOLARE, PRECIPITANO PENSIONI E STIPENDI!!!

    Volano le borse di tutto il mondo dopo il via libera al “piano anticrisi” messo a punto dai leader dell’Unione europea che prevede che i quindici Paesi della zona euro garantiscano i prestiti interbancari e la ricapitalizzazione delle banche in difficoltà. I listini di tutto il mondo si lasciano alle spalle una delle settimane più nere della storia dei mercati (-21% il calo segnato da Piazza Affari) e tornano a salire. A spingere in alto i titoli, la valanga di miliardi di euro e di dollari immessi nel fine settimana dai governi per cercare di far ripartire la circolazione del credito, congelato dalla crisi dei mutui. Milano, Parigi, Londra, Francoforte e Wall Street, chiudono la giornata con guadagni stellari, mai visti negli ultimi anni, che arrivano a superare il 10%. In forte ascesa nel Vecchio Continente proprio i titoli bancari, maggiormente tartassati dalla crisi scatenata ormai più di un anno fa dalla tempesta dei mutui statunitensi. In salita anche i petroliferi sulla spinta del petrolio, tornato nella notte sopra la soglia degli 81 dollari al barile. “LORO” hanno trovato cifre assurde per salvare banche corrotte, incapaci (nella migliore delle ipotesi) e speculatrici, poi ogni anno ci dicono che non ci sono i soldi per la sanità, per la sicurezza, per la scuola, per il lavoro e le pensioni. I soldi ci sono sempre per chi ne maneggia tanti. Non ci sono mai per chi – come da contratto (CCNL) – ne ha pochi. Anzi sono proprio pensionati e lavoratori dipendenti che vengono sempre tartassati e chiamati in causa per salvare governi, banche, assicurazioni, compagnie telefoniche e di bandiera. Con i nostri sacrifici, con le nostre tasse, le banche potranno ancora… strozzarci!!!

    >>> VIENI ANCHE TU A TROVARCI SU: http://statali.blogspot.com


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