Le prese in giro di Telepass
Oggi ho ricevuto una email dal servizio Telepass, cui sono abbonato con la formula più costosa, 'Telepass premium', e che credevo riguardasse la solita fattura on-line.
Invece no, Telepass mi informa di aver avviato un servizio di Telefonia Mobile, 'Telepass Mobile', e di avere a disposizione per me, cliente di tutto riguardo, un dono imperdibile: una sim con 5 € di ricarica da ritirare presso un qualsiasi 'punto Blu'.
Bene.
Curiosamente, però, ai clienti non Premium, per la stessa promozione, vengono concessi ('gratis per te') anche 6 mesi di 'Opzione Premium' più sim.
Ai super peones che non hanno ancora il Telepass ponti d'oro, sempre gratis: 6 mesi di canone Telepass oltre a 6 mesi di canone Telepass Premium, oltre all'immancabile sim da provare.
Devo dedurne che questo 'fornitore' mi tratta come un coglione.
Pur essendo un cliente pluriennale, merito come ricompensa un'inezia rispetto ai 'nuovi acquisti' che avranno la mia stessa sim, oltre a mesi e mesi di canone gratis.
Un trionfo della comunicazione commerciale, tanto presuntuosa da ignorare che migliaia di clienti come me si sentiranno presi per i fondelli.
Ne ricavo un lezione, se mai Telepass avrà un concorrente io darò immediatamente disdetta.
Farmi prendere per il culo è una cosa che non sopporto.
Ma vi pare?
Allora…ci sono un comunista, un italiano, un francese e un inglese….

Ridimensionato alla grandezza di una cellula umana il Partito della Rifondazione Comunista esala gli ultimi respiri in un grottesco VII° Congresso.
Dunque, 304 delegati (su 642, praticamente tutto l'elettorato rimasto) scelgono Ferrero come guida politica.
Scongiurata, comunque, una scissione dei bertinottiani, scesi al 47,3% del consenso (!?):
Fin dalla mattinata l'ex gruppo dirigente che appoggia Vendola aveva escluso l'ipotesi scissione. L'ex capogruppo alla Camera Gennaro Migliore: «Noi abbiamo fatto la storia di questo partito, non ce ne andiamo, faremo un'opposizione ampia e larga dentro il partito per portare avanti il nostro progetto di unità a sinistra»
Estraggo:
......per portare avanti il nostro progetto di unità a sinistra" (!?)
Mi fanno veramente tenerezza, questi non sono neanche 'alla frutta', sono passati direttamente al digestivo.
Il bello è che io sono di destra
E’ veramente un peccato non aver conosciuto quest’uomo: Randy Pausch

Ho ascoltato la sua ultima lezione per curiosità, leggendo della sua morte grazie ad un veloce 'scroll' nella prima pagina del Corriere della Sera on line.
Era malato di cancro e sapeva di dover morire, insegnava all Carnegie Mellon University di Pittsburgh.
Dura una decina di minuti scarsi, vedrete che passeranno in fretta perchè è tutto tranne che triste.
24 luglio, incidente con auto in fiamme a Mestre
Ieri mattina andavo verso Padova e quasi alla fine della Tangenziale ho notato un colonna di fumo.
Avvicinandomi ho ripreso quello che vedrete col telefonino.
Mettiamo un'estintore in macchina!
Adesso il sabato potrà finalmente lavorare

Proclamato da Egli Stesso Medesimo, urbi et orbi, dopo la promulgazione del lodo Alfano.
Adesso non avrà proprio più scuse per non combinare una mazza.
Secondo la Telecom ho autorizzato mobilifici e cantine a rompermi i maroni a pranzo e cena

Qualche minuto fa è squillato il telefono di casa.
Ho alzato la cornetta ed ascoltato per qualche secondo una voce registrata femminile che ha esordito con:
"Il nostro servizio cortesia non riesce a contattarla, ma con i nostri vini.....", quindo ho riattaccato.
Visto che non è la prima volta che accade e l'attivazione della linea risale a pochi mesi fa (per cui non compaio in alcun elenco telefonico), ho chiamato il 187 per verificare che il numero fosse riservato come avevo chiesto sin dall'inizio.
Il gentilissimo operatore della Telecom mi ha rivelato che oltre ad avere acconsentito alla pubblicazione del numero risulto aver dato la mia disponibilità al ricevimento di telefonate promozionali.
MF: "Come scusi?"
OT: "Si Signore, risulta a terminale che lei abbia dato il suo consenso a ricevere comunicazioni di carattere pubblicitario".
MF:" No guardi, forse mi sono dimenticato di chiedere che il numero rimanesse riservato, ma di sicuro no ho dato nessuna disponibilità a ricevere telefonate pubblicitarie, su questo non ci piove"
OT: "Forse il sistema lo metterà di default".
MF: "Bene, metta a sistema che il mio numero DEVE rimanere riservato, e TOLGA ogni autorizzazione per telefonate di contenuto commerciale" .
OT: "Certamente Signore, le interessa l'ADSL?, con Alice Tutto Incluso avrà...."
Bossi si è sbagliato sull’Inno, voleva proporre Montagne Verdi

Il Senatùr, confidenzialmente, sembra aver rivelato la propria passione per il brano di Marcella Bella, autrice della canzone più 'Padana' della storia della canzone italiana.
Anche se Calderoli aveva imparato a memoria il testo della 'Canzone del Piave' al Quartier Generale della Lega già fanno le prove, accompagnati al piano dal ministro Maroni.
Eccovi il testo:
Mi ricordo montagne verdi
e le corse di una bambina
con l'amico mio più sincero
un coniglio dal muso nero.
Poi un giorno mi prese il treno
l'erba il prato e quello che era mio
scomparivano piano piano
e piangendo parlai con Dio.
Quante volte ho cercato il sole
quante volte ho mangiato sale
la città aveva mille sguardi
io sognavo montagne verdi.
Il mio destino è di stare accanto a te
con te vicino più paura non avrò
e un po' bambina tornerò.
Mi ricordo montagne verdi
quella sera negli occhi tuoi
quando hai detto s'è fatto tardi
t'accompagno se tu lo vuoi.
Quella nebbia le tue parole
la tua storia è la mia storia
poi nel buio senza parlare
ho dormito con te sul cuore.
Io ti amo mio grande amore
io ti amo mio primo amore
quante volte ho cercato il sole
quante volte ho cercato il sole
la la la...
Il mio destino è di stare accanto a te
con te vicino più paura non avrò
e un po' più donna io sarò.
Montagne verdi nei tuoi occhi rivedrò.
Muore una sedicenne al Redentore (venezia)

Ecstasy nel dirnk, muore sedicenne
Morire a sedici anni della nuova peste nel 2008, mentre intorno si commemorava la fine della peste del 1576.
Questa è stato il paradosso della Festa del Redentore di quest'anno.
Ma mi chiedo, dove erano i suoi genitori, non era forse troppo giovane per andare ad un Rave Party con due coetanee?
Statali fannulloni, due considerazioni dalla blogsfera

Dopo la pubblicazione del post di ieri ho ricevuto un lungo ed articolato commento che mi permetto di riprendere, per dare spazio a valutazioni diverse dalle mie sulla questione dei cosiddetti "fannulloni" ma comunque utili a comprendere quanto possa essere realisticamente fatto per migliorare il nostro apparato pubblico.
Al lettore chiedevo di offrire suggerimenti per dare al problema una soluzione efficace.
Riporto anche un bel post di Franca Corradini, quadro e pubblico dipendente, che analizza il problema dal suo interno con feroce pragmatismo.
Buona lettura, cominciando dal commento:
Si possono fare varie cose.
La prima, liberalizzare la burocrazia.Mi spiego meglio, invece di ridurre il numero dei dipendenti pubblici, si potrebbero ridurre le adempienze burocratiche necessarie per tutte le attività della vita quotidiana.Automaticamente servirebbero meno dipendenti, i tempi si accorcerebbero e si potrebbe ridestinare parte dei lavoratori ad altre attività.
La seconda, ridurre drasticamente il ricorso alle super consulenze esterne che, quelle si, pesano in maniera notevole sui bilanci.
Un esempio per capirci: se un ufficio di una PA deve informatizzare, ecco la che spunta la società di consulenza esterna che fa acquistare hardware per decine di migliaia di euro, molto spesso sovradimensionato (parlo di 20-30 volte di più), licenze software a prezzo pieno, quando il dealer le paga prezzi irrisori, consulenti che vengono a installare e configurare suddetti apparati HW/SW senza praticamente fare formazione a nessuno (vorrei vedere, loro sono solo dipendenti spesso mal pagati) a prezzi da capogiro (si parla anche di mille euro al giorno per un tecnico specializzato).
Sono cose che ho visto con i miei occhi quando lavoravo in una di queste aziende.Le PA vengono viste come mucche da mungere a tutti i livelli e sti cazzi se sono soldi di tutti, l’importante è che finiscano nelle mie tasche.
Si potrebbero invece destinare i lavoratori in esubero di cui sopra, dopo debita formazione - e ti assicuro che il più delle volte si tratta di cose banali come la stampante non va o “come si cambia il colore delle celle in excel” - a svolgere questi compiti o assumerne di nuovi già formati pagandoli il giusto.
Terzo, informatizzare DAVVERO.
Non come l’esempio al punto due.
Se posso mandare da casa telegrammi, fare ricariche telefoniche, pagare bonifici etc. etc, perché non posso richiedere online il rinnovo della carta di identità?e aspettare che mi arrivi a casa?Se Brunetta voleva colpire con la frase ad effetto ci è riuscito, ma la PA italiana galleggia nella merda per ben altri motivi.
Perché dovunque andrete a lavorare, o sarete consulenti, vedrete il o i fancazzisti in azione, raccomandati o no.
E’ semplicemente gente che si accontenta di fare il minimo richiesto, tanto spesso sono in posizioni non critiche e di portare a casa lo stipendiuccio.Spesso inattaccabili dal punto di vista legislativo, perché non è dimostrabile in alcun modo il loro
fancazzismo.
Punire tutti per colpa di questi sarebbe sbagliato, un pò come il sistema di attivazione di windows o i captcha anti spam, che rompono le scatole solo a quelli onesti.
Ancora peggio è pensare che aggiungere norme, circolari e certificati da esibire a un sistema già pieno di norme, circolari e certificati possa migliorare la situazione.
Per di più andando a gravare sulle strutture sanitarie pubbliche in cronica carenza di personale e di fondi.
E’ solo la mia opinione ovvio, ma ti assicuro che ci ho riflettuto molto.
Il pezzo di Franca Corradini sul blog La conoscenza rende liberi
Assenteismo, visite fiscali e genialità di Brunetta
Mai letta una cosa così stupida e controproducente.
Brunetta vuol combattere l’assenteismo della pubblica amministrazione, quindi diminuire i costi indotti dagli impiegati malati, aumentandoli ( i costi non gli impiegati… )
Mi spiego meglio e cercherò di farlo usando un linguaggio non burocratico per facilitare la lettura ai non addetti ai lavori.
Visita fiscale anche per un solo giorno di malattia.
Un giorno di malattia del dipendente costa mediamente allo Stato 70 euro.
Una visita fiscale , secondo stime molto approssimative, costa alle ASL circa 200 Euro di cui circa 40 rimborsati dall’amministrazione richiedente.
E qui già i conti non tornano.
Poi ci sono considerazioni di vario carattere.
L’obbligo della visita fiscale ed eventuali decurtazioni di stipendio valgono per assenze fino a 10 giorni .
Se Brunetta si avvalesse di buoni ( o discreti.. basterebbe ) collaboratori , come d’altro canto dovrebbe fare Gelmini, saprebbe che una iniziativa analoga era già stata attuata in passato con pessimi risultati. Difatti ad essere penalizzati furono solo i dipendenti che realmente erano ammalati. I “lavativi” non faticarono a trovare medici compiacenti che compilavano certificati di malattia per assenze più lunghe driblando gli incovenienti.
Inoltre, se Brunetta si avvalesse di statistiche e studi , scoprirebbe che sono molto rari i casi in cui un medico fiscale smentisce il medico curante. Per vari motivi , alcuni anche seri :
- solo il medico curante ha una visione generale dello stato di salute dell’individuo, quindi è in grado di giudicare se un una banale influenza innestata su altre patologie necessita , ad esempio , di 8 giorni di assenza anzichè di 3 …
- cane non mangia cane…
- inesperienza dei medici addetti alle visite fiscali , spesso giovanissimi
Ed ancora, le ASL, giustamente, devono dedicare le loro risorse ( sempre più scarse ) all’attività di cura e prevenzione.
Pertanto in molte regioni di sono poste un limite giornaliero nel numero di visite da effettuare proprio per meglio assolvere al loro compito primario, e bene hanno fatto !!
Per finire, sono passati tempi di questo genere di assenteismo.
Sono rimasti invece i tempi di coloro che approfittano del loro ruolo per trarne vantaggi economici e non. Danneggiando in modo molto più consistente le casse dello Stato e l’immagine della pubblica Amministrazione……….ah ,questi non sono i piccoli Travet che ogni tanto hanno il raffreddore…
Franca Corradini
Renato Brunetta punta dritto sui fannulloni, io lo avevo sottovalutato


Devo doverosamente spezzare una lancia in favore del Ministro Brunetta.
Mi ero occupato di lui in due post di maggio, incentrati sulla sua stravagante determinazione di risolvere alcuni cronici problemi della Pubblica amministrazione: ecco il primo e il secondo articolo.
Con onestà devo riconoscere che lo davo perdente su tutti i fronti, mentre il 'THATCHER BONSAI' sta vendendo cara la pelle o almeno ci sta provando.
La sua circolare 07/2008 parla chiaro, le assenze dei dipendenti pubblici, quando superino i 10 giorni di prognosi, devono essere certificate da una struttura sanitaria pubblica:
Nell'ipotesi di assenza per malattia protratta per un periodo superiore a dieci giorni, e, in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell'anno solare, l'assenza viene giustificata esclusivamente mediante presentazione di certificazione medica rilasciata da struttura sanitaria pubblica.
Tanto per chiarire il concetto si precisa che:
Le amministrazioni pertanto non potranno considerare come assenze giustificate quelle avvenute per malattia per le quali il dipendente produca un certificato di un medico libero professionista non convenzionato.
Ora, non esiste italiano che in vita sua non abbia congetturato sulla 'benevolenza' dei medici integrati nelle amministrazioni pubbliche, che spesso assegnavano mesi di prognosi per infortuni o malattie bagatellari.
Io stesso mi sono occupato, per lavoro, di distorsioni con convalescenze di oltre sei mesi, nemmeno contemplate dalla medicina, sulle quali davo aggiornamenti a clienti (formalmente moribondi) in passeggiata con moglie e passeggino.
Confesso che la levata di scudi dei sindacati e dei manipoli di dipendenti dello Stato offesi dalla circolare non mi sorprende nè intenerisce.
Quello che mi spiazza è la sfrontatezza con la quale si difendano posizioni indifendibili, che si faccia quadrato per tutelare parassiti patentati e matricolati.
Per non parlare di quei medici ai quali si dovrebbero addebitare decine di mesi di 'trastulli' dei loro pazienti realizzati a spese delle collettività.
Le persone oneste, e ce ne saranno sicuramente molte nelle ammministrazioni, non hanno di che temere.
Vai Renato, falli neri!




