La gente non scenderà mai in piazza! tic…tac…tic…tac…

da rionegro.com.ar

Su questo blog si è trattato spesso delle difficoltà economiche delle famiglie, e si sono azzardate previsioni più o meno fosche legate alla crescita dell’indebitamento verso il credito al consumo, l’insostenibilità di molti mutui bancari, la corsa dei prezzi dei generi alimentari.

La denuncia di questo disagio di una larga fetta della popolazione inizia a novembre 2007 e prosegue implacabilmente fino ad oggi (non elenco i post perché sono una esagerazione, ma per chi vuole nella spalla destra c’é il ‘tag cluod’).

Bene, ora l’Istat comunica urbi et orbi che il 15% delle famiglie non arriva a fine mese e che circa il 50% sopravvive acrobaticamente con 1.900 euro mensili.

Viene da pensare che questi secondi nuclei familiari meritino tutti, indistintamente, un Ministero dell’Economia Honoris Causa.

Il dato è veramente allarmante perché significa, in nude cifre ricavate da dati Istat, che quasi 9 milioni di italiani mancano delle risorse economiche per giungere alla cosiddetta 4° settimana, e oltre 29 milioni si affannano per far quadrare i conti.

Con buona pace della qualità della vita della metà dei residenti nel nostro paese.

E’ lecito attendersi che tutti loro subiscano passivamente una simile evoluzione delle cose?

Io scommetto che prima o poi ci troveremo con fiumane di cacerolazos per le strade.

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2 Responses to “La gente non scenderà mai in piazza! tic…tac…tic…tac…”

  1. mah, vedi, non credo che lo faranno, salvo qualche “fiammata”, come nelle periferie parigine di qualche anno fa.
    La gente è molto più preoccupata dell’ “altro”: rom, extracomunitario, vicino di casa, avversario politico per unirsi in una manifestazione che non sia estemporanea e che lasci qualcosa di diverso da qualche “testa rotta”, da qualche vetrina sfasciata e da altro odio in più …
    La situazione è obiettivamente pesante e non andrà a migliorare perchè le cure proposte (moderazione salariale e riduzione spesa pubblica) non faranno altro (nel brevissimo) che ridurre il denaro che circola in Italia (con ovvi problemi, visto che le banche esitano, in questo momento ad aumentare l’indebitamento).
    Se poi da questo, un domani nascerà un Italia più competitiva non lo so dire: purtroppo dipende dal livello (e dalla qualità)degli investimenti in Italia e soprattutto dalla riorganizzazione del sitema industriale, troppo legato a PMI di solo “caporalato”. Ma soprattutto sotto questo profilo, specie vedendo che una confindustria che è diventata un club dei “figli di papa’” (la figlia del comm.Marcegaglia, il figlio di Colaninno,… che poi si presentano in televisione a parlare per gli italiani ….) permettimi di essere molto scettico …
    Ciao

  2. k5w9k9ukis8ufjdc

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