700 MILA SINDACALISTI; SEI VOLTE PIU’ DEI CARABINIERI. L’ALTRA CASTA
Oggi ho voglia di raccontarmi, oltre che di fare polemica, quindi non pensate alla lettura mordi e fuggi, fermatevi due minuti.
Quando vado nelle librerie sono vittima di tre scaffali, in questo preciso ordine gerarchico: politica, informatica, storia.
Lo scaffale della politica è in realtà un diversivo per il commesso, che così non verrà a chiedermi di cosa ho bisogno e mi lascerà gironzolare con calma.
Dopo aver passato in rassegna le novità scivolo quindi sui poderosi manuali sul Cobol ed il linguaggio sthml o html, dei quali non saprò mai realmente cosa fare senza sei mesi ininterrotti di ferie, per poi balzare come un ninja sui libri di storia.
Di solito qui provo un curioso orgasmo accarezzando ogni copertina, dai tomi sulle esecuzioni capitali a Venezia allo Studio sul sistema di reclutamento delle truppe Alpine, di derivazione prussiana.
Sabato non ho trovato nulla di stimolante, ma non volevo uscire a mani vuote.
Così ho comprato il DVD di Sergio Paolini, 'Il Sergente', un libro di Carofiglio che mi mancava e 'L'altra casta' di Stefano Livadiotti. 49 euro.
Tornato a casa, dopo cena, ho proposto alla mia compagna Paolini ma ho dovuto cedere il passo ad una performance del dottor House, alle prese con una pericolosa intossicazione da merde di piccione.
Allora ho acceso la luce del comodino, ho preso in mano 'L'altra casta' e ne ho letto il dorso:
"La sola Cgil ha un giro d'affari valutato in un miliardo di euro. I delegati delle tre centrali sindacali sono 700 mila, sei volte più dei Carabinieri.
I loro permessi equivalgono a un milione di giornate lavorative al mese. E costano al sistema-paese un miliardo e 854 milioni di euro all'anno."
Mi è venuto un coccolone.
Alla fine di ottobre avevo scritto un post che si occupava dei sindacati, ma per evidenziare l'assurda posizione simultanea di negoziatori dei diritti dei lavoratori e di paladini dei pensionati.
Mi auto-cito, non voletemene male:
"La spesa sociale necessaria per garantire il maggior benessere della popolazione inattiva, va intuitivamente corrisposta da quella attiva.
E se io li rappresento tutti e due, nell'interesse di chi mi adopero?"
Non conoscevo però i numeri dei delegati sindacali, ma se quelli riportati da Livadiotti, giornalista de 'L'espresso' (non de 'Il secolo d'Italia'), sono veri c'è da riflettere, posto che 1 lavoratore su 30 dei 24 milioni attivi in Italia fa il sindacalista.
Mi mancano una cinquantina di pagine per finire il libro ed ogni 10 mi è montata una incazzatura spettacolare.
Fonti Cgil (pagg. 66-67), ad esempio, quantificano il costo per manifestante tra 25 ed i 30 euro (treno o pullman, cestino per il pranzo) rendendo ogni corteo una emorragia impressionante di soldi che potrebbero essere utilizzati con maggior profitto.
Un milione di persone in giro per Roma significa un investimento di 25-30 milioni di euro per avere 30 secondi di celebrità durante il Tg, una vergogna.
Che finisce il suo viaggio nel water di qualche AutoGrill.
Contratti o tutele dei dipendenti pubblici scandalosi, al Comune di Roma 6000 dei 25000 dipendenti mancano all'appello ogni giorno (pag. 164), ed il sistema informatico con badge d'accesso denuncia assenze medie per oltre 60 giorni l'anno (pag. 165).
Altro capitolo per i CAF, acronimo di Centro di Assistenza Fiscale, che producono introiti per 186 milioni di euro che non vengono tassati.
A questi introiti dovremmo aggiungere come minimo 10 euro richiesti come obolo ad ogni contribuente assistito nella compilazione delle dichiarazioni, e vai con altri milioni di euro esentasse.
Il libro è consigliato a quelli abituati ai travasi di bile, che hanno lo stomaco corazzato o sono interisti, altrimenti può fare male.
Aspetto che qualcuno smentisca Livadiotti o faccia causa all'Espresso, perchè se fosse tutto vero vorrebbe dire che abbiamo trovato un altro cancro del nostro sistema.
Ma temo si tratti di un cancro troppo doloroso da curare, e che i medici abbiano tutto l'interesse a mantenere in vita il paziente.
MENTANA, DALLA POLITICA AI CESARONI – il declino di un giornalista

Stavo vedendo la fine di Ballarò, e dalla televisione in camera è arrivato il tirità della sigla di Matrix.
Pronto cambio di canale per scoprire che Mentana stava intervistando i giovani protagonisti dei 'Cesaroni'.
Ma come, le elezioni, il dramma struggente delle sinistra in agonia, il trionfo di Berlusconi, la vittoria di Alemanno, le introsprezioni di Rutelli....
Chicco Chicco, ti sei disimpegnato e sei passato dal giornalismo alla celebrazione delle serie Mediaset?
Il buon Mastrota, con le sue poltrone vibranti, risurge a gloria patria.
O tempora o more! Ti hanno chiuse le tube catodiche?
Non ti troveremo mica questa estate a fare karaoke con Fiorani e Lele Mora?
VENTO DI DESTRA O SFIDUCIA VERSO QUESTA SINISTRA?

Altro 'legno' clamoroso per il binomio Veltroni-Rutelli, che sia tutta colpa dei rigurgiti nostalgici degli italiani e dei romani?
BEI TEMPI – "Il petrolio crolla sceicchi in allarme" – 1998

Ora che Repubblica ha messo tutto il proprio archivio on-line dal 1984 è divertente 'spulciare tra gli articoli del passato, specie sull'andamento del prezzo del petrolio soprattutto oggi che il greggio vola verso 119 $ al barile.
Ho scelto questo articolo del 17 giugno 1998 dedicato ai patemi d'animo dei produttori di petrolio, angosciati dalle quotazioni del barile inferiori agli 11 $.
Della serie "ride bene chi ride ultimo"!
GRILLO E I VIETCONG
Ieri per me era fondamentalmente San Marco, Santo Patrono di Venezia, e come ogni buon veneziano (benchè de téra, di terra) ho regalato alla mia bella il "bòcolo", un bocciolo di rosa.
Ma il 25 aprile é anche il giorno dedicato alla festa della Liberazione ed all'attesissimo V-2 Day di Beppe Grillo, spesso sovrapposti e messi in competizione tra loro, anche al fine di alimentare polemiche competizioni tra la sacralità del primo evento e la dissacrazione intrinseca del secondo.
Fingiamo che la scelta della data del V-2 Day sia stata una coincidenza, per tagliare la testa al toro, anche perchè sono ben altri gli aspetti ai quali voglio dedicare attenzione.
Il giorno dopo la manifestazione di Torino i due principali quotidiani nazionali, Corriere e Repubblica, commentano gli eventi da osservatori ciechi ed ottusi, confermando la bontà delle ragioni di Grillo.
Il Corriere della Sera, si limita ad una cronaca asettica della giornata soffermandosi in particolare sui toni più accesi dell'intervento di Grillo, riservati al Presidente della Repubblica Napolitano (definito Morfeo) e si trastulla per qualche riga sulla diversità tra le cifre presentate dagli organizzatori e Questura, riferendo solennemente, invece, dei Vaffa di ritorno ululati dal presidente dell’Ordine dei giornalisti, Lorenzo Del Boca, e dall'esponente della Lega Nord Calderoli.
Repubblica fa addirittura peggio, affiancando alle note di cronaca un rancoroso commento di Francesco Merlo dall'eloquente titolo "Il comico del malumore".
Secondo Merlo, in buona sostanza, Piazza San Carlo traboccava di fans disorientati e portoghesi, ansiosi di godere gratis della 'verve' comica di Grillo tra le maglie della manifestazione.
Tanto Repubblica che il Corriere, però, dimenticano di spiegare il funzionamento dei tre referendum di iniziativa popolare promossi da Grillo, quasi il risultato di ogni sua iniziativa fosse determinata unicamente dalle 'masaniellate' o dai colpi di testa del comico genovese.
Niente più contributi pubblici ai giornali, frequenze radiotelevisive libere, abolizione dell'Ordine dei Giornalisti.
Grillo è la parte apparente di quanti chiedono, con mezzi legittimi e costituzionali, di affrancare l'informazione dai propri debiti verso un qualsiasi potere, sia esso disciplinare, amministrativo od economico.
Giornali ingrassati dalle prebende di Stato, televisioni dipendenti da una burocrazia colonizzata, giornalisti legati al potere disciplinare di un Ordine sono la nemesi dell'imparzialità dell'informazione.
Quale interesse può esservi nel loro operato di contrario alla conservazione (anche ruffiana) dello status quo?
Perchè Corriere e Repubblica non analizzano gli effetti del possibile successo dell'iniziativa, accompagnata da Grillo, ma anche dalle firme di migliaia di cittadini?
Grillo forse non è un genio, ma è sicuramente sottovalutato, perchè ogni sua iniziativa viene ormai personalizzata, senza tenere conto del malessere generale che riassume, che monta inesorabilmente e che in ogni caso gli sopravviverebbe.
Ha dichiarato al sistema una guerra aperta che i suoi avversari dimostrano di non aver compreso, e che pensano di combattere con i sistemi tradizionali dell'attacco personale, della censura fiacca di qualche notabile, della ridicolizzazione di ogni successo del 'nemico'.
Ad un appassionato di storia questa contrapposizione fa venire in mente la guerra del Vietnam, dove i generali americani, dotati di ogni mezzo conosciuto, hanno affrontato i nord vietnamiti ed i loro tunnel come se fossero divisioni meccanizzate tedesche.
Il terreno su cui Grillo si muove bene è la "foresta" della Rete e delle relazioni che si sono aggregate intorno al suo Vaffanculo! ed i suoi simpatizzanti se ne fregano bellamente dell'articolo di Francesco Merlo.
Un'opinione se la sono già fatta da soli, nel bene e nel male, perchè la differenza sta nel fatto che la formazione del processo decisionale è ora indipendente, e si sviluppa attraverso fonti spontanee quali sono i blog, che di tributi non ne devono versare a nessuno.
Questo li rende più credibili di media ossequiosi verso munifici sponsor, mecenati, correnti politiche, gruppi finanziari.
Chissà se Grillo arriverà alla sua Saigon, certo che 'far saltare ponti e strade', come si è visto, non serve a niente.
Per interrompere i tunnel, alias il web, dovrebbero cambiare strategia.
ALITALIA, 180 PILOTI PER 5 AEREI?

Vi segnalo un agghiacciante articolo de "Il Sole 24 Ore" sul'Alitalia.
Un piccolo estratto:
(...) Curiosa la vicenda del settore cargo che Air France avrebbe chiuso perché perde 71 milioni all'anno. Con soli cinque aerei Md11, ci sarebbero stati da 135 a 180 esuberi: come dire 30-40 piloti ogni aereo. Sembrano parecchi visto che l'equipaggio è di due piloti.(...)
EL RISULTAT DELL’ELESSIUN – Veltroni commenta i risultati in padano – Crozza
"Noi del PD, del Nord avìmu capì 'gnenti!". Imperdibile
MERCATO IMMOBILIARE: – 7,1% (che fra 2 o 3 anni si riesca a comprare casa?)
foto di reportergimmiPare che il boom del mercato immobiliare sia giunto al suo epilogo.
I segnali sono molti e trovano conferma nelle informazioni che si possono ricavare dalle letture dei quotidiani ma anche dall'osservazione di quanto ci circonda: orizzonti con centinaia di gru, migliaia di appartamenti in costruzione, contrazione dei mutui fondiari erogati, innalzamento dei tassi di interesse; già da tempo gli impresari permutano parte degli immobili per l'importo dei lavori commissionati agli installatori.
Di oggi un articolo pubblicato sulla versione online de Il Sole 24 Ore.
Secondo la prudente giornalista Paola Dezza "...per le compravendite del comparto residenziale nel nostro Paese non si può parlare ancora di crollo. Ma certo di deciso ridimensionamento.
A fare una fotografia alla situazione del settore è oggi l'Agenzia del Territorio, che nell'Osservatorio 2007 registra compravendite totali in calo del 7,1% (contro il +1,3% del 2006 e l'aumento del 5,4% registrato nel 2005).
Dall'Agenzia fanno notare che sul comparto pesano «fattori strutturali legati al ciclo immobiliare, che è evidentemente arrivato alla sua fase conclusiva.
Tra questi i tassi di interesse per i mutui, passati mediamente dal 3,5% del 2003 al 5,3% del 2007, e il livello raggiunto dal prezzo degli immobili".
Il dato reso dall'Agenzia del Territorio viene correttamente 'spezzato' alla ricerca di indicazioni sull'andamento del mercato nei comuni capoluogo ed in quelli limitrofi, sui quali si è riversata negli ultimi anni buona parte della domanda, salita (tra il 2001 e il 2006) del 31%.
Nelle immediate periferie, infatti, i prezzi degli immobili ritornavano faticosamente accessibili a larghe fette della popolazione, altrimenti esclusa dalla possibilità di acquisto dell'abitazione.
Infatti "...negli ultimi anni si è assistito a un sensibile spostamento delle compravendite dalle città maggiori ai Comuni minori - recita l'Osservatorio -. Nel 2007, invece, pur confermandosi una miglior tenuta del mercato nei Comuni minori, si verifica, per la prima volta dal 2001, un sensibile calo delle compravendite, pari al -5,8%, anche nei Comuni non capoluogo".
Io preferisco una lettura del dato pratico anzichè di quello statistico: rispetto allo scorso anno vi sono 6 nuclei familiari in meno che possono permettersi la casa.
Il mercato immobiliare, lo sanno tutti, è anabolizzato da fattori legati all'introduzione della nuova moneta prima, per il tradizionale ripiego sul mattone nei periodi di maggior crisi o fluttuazione delle borse poi, per diventare infine il giochetto dei tre bussolotti.
Compro un terreno, edifico un condominio, lo vendo e divento ricco.
Perchè fermarsi?
Compro un terreno più grande, edifico un condominio con 8 appartamenti in più, li vendo tutti e divento ancora più ricco.
In questa progressione è venuta colpevolmente meno l'edilizia popolare, favorendo le compravendite a prezzi di mercato certo non ostacolate dalla convenienza dei mutui, quasi sempre stipulati a tasso variabile su 'spassionato' consiglio delle Banche, che come noi avevano acquistato il denaro (che poi ci prestavano)
a costi molto favorevoli, quasi irripetibili.
Ma il meccanismo dei tre bussolotti non poteva reggere in eterno per una ragione tanto semplice da sembrare infantile: sono lentamente finiti gli acquirenti.
I nuovi nuclei familiari spesso non hanno l'autonoma capacità economica di sostenere il prezzo del mutuo senza rinunciare ad un tenore di vita dignitoso e quelli di loro che potevano acquistare una casa lo hanno già fatto.
Oltretutto, di nuclei familiari, se ne formano molti meno che metri quadri.
Suona stravagante la sorpresa per i dati così negativi forniti dall'Agenzia del Territorio, la pacchia è durata fin troppo.
Rimane da chiedersi cosa accadrà quando tutti gli immobili in eccedenza sulla domanda reale saranno immessi sul mercato per permettere agli speculatori di far fronte ai propri impegni finanziari verso gli istituti di credito.
Siamo sicuri che l'America si realmente così distante?
SE ALITALIA SI SALVASSE A CONDIZIONI MIGLIORI DI QUELLE OFFERTE DAI FRANCESI, CHE FIGURA CI FAREBBE IL GOVERNO PRODI?
foto by paxbgd
Alitalia, per l'ennesima volta, non passa di mano, visto che ora si ritirano i francesi.
Adesso sono curioso di vedere cosa succede, e vi confesso che questo un post è solamente frutto della malizia con la quale guardo le cose.
Immaginiamo che si trovi una soluzione, che Intesa o Aeroflot o Air One o una qualche banca o compagnia aerea, alla fine, accettino la partnership con la nostra compagnia di bandiera.
Così, per un puro esercizio accademico visto che Alitalia è data per decotta da tempo memorabile.
Qualora questa soluzione venisse trovata potremmo già escludere che sia meno vantaggiosa di quella presentata da Air France-Klm?
Non è che il "governo morente" sia terrorizzato dall'ipotesi che Berlusconi riesca a fare meglio di loro, che l'avrebbero trasferita per un pugno di ceci?
Magari vale meno di un pugno di ceci, per carità, ma oramai sono preparato a tutto.
Voi cosa ne pensate?
Qualcuno salverà Alitalia a condizioni migliori di quelle offerte da Spinetta?
PETROLIO: A BREVE TOCCHERA’ I 150 USD A BARILE

Quattro articoli, anche risalenti a qualche mese fa, che preannunciano la quotazione del petrolio intorno ai 150 dollari a barile.
Greenreport
Bloomberg
Frogblog
Il Sole 24 Ore
Mi sono accorto che se ne potevano citare decine, ho scelto i primi che ho letto.
Dimenticavo: dal 3 gennaio il petrolio è aumentato del 17%, ma l'inflazione cresce solo del 3,3%



