Marin Faliero – Il Blog Sono caustico, me ne rendo conto

18giu/134

Le dimenticanze di Kyenge

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Condivido quasi integralmente quanto scritto da Giovanni Sartori nel contestato articolo che potete leggere qui, pubblicato sul Corriere dello scorso 17 giugno.

Sia per la cooptazione nell’esecutivo Letta di molte figure prive di specifiche competenze, sia per l’infelice scelta del Ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge, forse non in grado di rivestire un ruolo tanto delicato per lei.

La mia critica al Ministro, per evitare sin da subito malintesi, non risiede nel pregiudizio ma nella semplice constatazione che la sua scelta si sta dimostrando inopportuna.

Mi sarei atteso, dal primo ministro ‘straniero’ ma pur sempre di tutti, iniziative meno facili alle collocazioni militanti e profondamente diverse dall'individuare l'idea di integrazione nella cruda imposizione di un legame tra nuovi nati e popolazioni residenti.

Niente di particolarmente sofisticato, magari che esortasse gli immigrati che ancora non lo sanno ad imparare l’italiano, a visitare un qualsiasi monumento o museo (anche cittadino), che li invitasse a leggere la nostra Carta Costituzionale.

Questo mi sarei aspettato dalla dottoressa Kyenge, Ministro per l’Integrazione di una Repubblica che finora sembra appartenerle solo per l’investitura ricevuta, non una disputa su un diritto (quello di cittadinanza) che più che una pretesa deve essere una conseguenza, come è già chiaro ai molti ragazzi italiani ed immigrati che hanno concluso insieme le scuole dell’obbligo.

Loro sono sicuramente integrati, grazie ad una scuola che arranca tra mille difficoltà.

Da questa considerazione dovremmo partire per i giovani, perchè si tratta di una soluzione che, pur originale, non teme smentite e consentirebbe di anticipare la pienezza dei diritti.

Con buona pace dello ius soli e dello ius sanguinis

14mag/130

Lo Stato e’ il sicario del commercio

negozi

Le richieste di Cassa Integrazione in Deroga, nel settore del Commercio, stanno crescendo in misura esponenziale nel territorio in cui vivo.

Non servono fonti (che pure ho ricavato da conversazioni con diversi commercialisti operanti in città), ma bastano una passeggiata in centro o in periferia.

Saracinesche abbassate, cartelli ‘affittasi’ o ‘cedesi attività’, negozi che si trasferiscono in locali dove le richieste per l'affitto sono minori.

Udite udite ha persino chiuso di recente un Compro Oro, rintanatosi ‘alla pari’ in una gioielleria poco distante.

La ripresa, a sentire e leggere e guardare, sarebbe invece proprio dietro l’angolo (bastano pazienza e fiducia nei nostri ‘nuovi’ governanti), anche se una semplice camminata di 2 chilometri trasmette netta la sensazione del contrario.

C’è da chiedersi se qualcuno abbia realizzato che le aziende e gli esercizi che oggi chiudono non riapriranno d’incanto il giorno successivo alle decisioni rinnovatrici del governissimo.

La salvezza di quelle realtà è affrontato dalla politica con scelte deboli o sterili, figlie di nessuna libertà di azione e di un debito elettorale da onorare in prospettiva futura (e breve termine), che ci condannerà al gratuito prolungamento del disagio per tutto il tempo perduto in soluzioni ‘tampone’.

Quale senso può avere, infatti, il rinvio (dicesi rinvio) della prima rata dell’Imu, se questa serve comunque (e solo) a recuperare liquidità per far fronte ad una spesa senza controllo.

Lo Stato, spostando in avanti la tassazione, ridurrebbe solo la sua voracità temporanea, non l’appetito reale.

E’ sulla fame dell’obeso, che nessuno si decide seriamente a far dimagrire, che bisogna intervenire immediatamente se vogliamo salvare un minimo di tessuto produttivo.

Anche sui suoi capricci, vi faccio un esempio pratico.

In un immobile sfitto, da mesi, il nuovo inquilino chiede di poter suddividere lo spazio con una parete in cartongesso, col risultato di dover presentare progetti al Comune ed attendere il sopralluogo dei Vigili del Fuoco per il controllo anti incendio.

Risultato: una sfilza di marche da bollo e timbri, tre mesi di attesa, di lavoro perduti, tre canoni di affitto non incassati con l'IMU pagata a giugno e dicembre (per totali 3.600€).

Stimo ci abbiate messo circa 2 minuti circa per leggere questo post, nel frattempo avranno chiuso altre 2 attività.

8mag/130

Le larghe intese porteranno ad alcune conquiste sociali. Ma per incapacita’ di fare altro.

Nostradamus_prophecies

Oggi si è completato quel leggero make up a due mani, entrambe sinistre e tremolanti, cui il governo Letta si è sottoposto per correggere un aspetto che era già terribile prima di cominciare.

Con l'assegnazione di molte Presidenze delle commissioni parlamentari, sono spuntate in tutta la loro gloria rughe, zampe di gallina ed occhi sghembi di questo esecutivo.

Una racchia di rara bruttezza, ma anche presuntuosa e supponente, che ci impone di rivedere politici che si pensavano finalmente confinati ai giardinetti pubblici, con il cartoccio di graniglia in mano ed i colombi ai piedi.

Vediamone alcuni nomi:

Camera: Fabrizio Cicchitto (Esteri) Giancarlo Galan (Cultura) Daniele Capezzone (Finanze) Elio Vito (Difesa) Guglielmo Epifani (Attività produttive) Ermete Realacci (Ambiente) Ignazio La Russa (Giunta per le autorizzazioni) Cesare Damiano (Lavoro).

Senato: Roberto Formigoni (Agricoltura) Anna Finocchiaro (Affari Costituzionali) Nicola Latorre (Difesa) Pier Ferdinando Casini (Affari Esteri) Altiero Matteoli (Lavori pubblici-Tlc) Maurizio Sacconi (Lavoro).

Chiariamoci, non si tratta solo della frustrazione nel vederli risorgere da una estinzione che sembrava oramai certa, ma della banale constatazione che molti di loro ricopriranno incarichi già svolti nel passato, o avranno poteri di indirizzo in settori che ne hanno conclamato competenze tutt'altro che straordinarie.

Aspettarsi che una nazione stremata come la nostra possa riconoscere loro (come ad Ennesimo Letta e Co.), la capacità di risolvere gli stessi problemi che ci hanno lasciato in eredità sarebbe come pretendere di diventare ricchi scommettendo gli ultimi spicci sul ronzino che ci ha fatto già perdere un patrimonio.

Ora aspettiamoci conquiste sociali sicuramente doverose ma tardive, da sbandierare al mondo come testimonianza di un nuovo corso che in realtà non ci sarà mai fino a quando lo stato non sarà profondamente riconsiderato.

Le aziende non si tengono aperte con i sorrisi e le apparizioni a Porta a Porta, con le unioni civili o i diritti di cittadinanza.

Gay ed immigrati non vivono in una dimensione parallela fatta di sospiri, ma realizzano anch'essi le proprie aspirazioni intraprendendo o lavorando per qualcuno.

Mi aspetto una cortina fumogena, in definitiva, ben orchestrata dai media, che guadagnerà tempo ma non impedirà purtroppo l'escalation delle tensioni sociali che già si avvertono e che temo a breve si dimostrino come inevitabili.

Colmata la misura qualcosa necessariamente cambierà come insegna la Storia, altre strade non ne appaiono, al momento

 

 

 

 

 

 

28apr/130

Governo: svelata da Letta la Trabant con i cerchi in lega

letta

Ebbene, habemus.

Sarebbe troppo severo dire che la montagna ha partorito il topolino, certo l'Ennesimo (Enrico Letta) si arrabatta per trovare i numeri per governare ed io sono qui davanti a scrivere congetture col calice di Cabernet, però il risultato cui si è giunti un pochino mi delude.

Come nelle vigilie dei mondiali di Formula 1, dopo annate deludenti,  mi aspettavo che da Maranello venisse rivelata sotto la stoffa di raso rosso una Ferrari rivoluzionaria, più leggera, più potente, con un'aerodinamica nuova, in grado di competere con chiunque.

Invece, tolto il telo, mi sono ritrovato una Trabant, con i cerchi in lega e lo scarico cromato.

Un mezzo infrastutturalmente incapace di prestazioni decorose od efficaci, capace di sorprendere solo per le profumazioni del cruscotto.

Perfettamente inutile sottolineare che le donne siano molte come fa Ennesimo, a prescindere dalla loro autorevolezza, quasi questo bastasse ad affrontare gli enormi problemi che ci sono da affrontare e che non passano per i loro dicasteri.

Quasi sarcastico ritenere che il rinnovamento possa essere raggiunto attraverso il Direttore Generale di Bankitalia in carica, un ciellino arcinoto, una musa appigionata di Berlusconi, ed il sindaco di Padova (che non assomiglia a Berna, ma neanche a New Delhi).

In definitiva un Governo che potrà sconfiggere solo il primo caldo che sta per arrivare, un colpetto di ventaglio.

Chi è senza lavoro stia certo che non lo troverà grazie a loro, chi ritiene che la macchina dello Stato vada drasticamente alleggerita dalle clientele create negli anni si rassegni.

Se mi sbaglio offro da bere (affermazione pericolosissima in Veneto)

 

 

 

16apr/130

Lapalissiano

P.A.: ATTIVI DA QUESTA MATTINA TORNELLI A PALAZZO CHIGI

E’ perfettamente inutile alambiccarsi sul reddito di cittadinanza finchè i dipendenti dell’Archivio di Stato saranno quarantanove a Milano e centoquarantuno a Cosenza.

 

29mar/134

Storia della Repubblica, per metafora condominiale con epilogo a sorpresa

Mi sono divertito, in qualche dopocena (3), a scrivere per mio insano piacere la semi-lunga Storia della Repubblica fino ad oggi, immaginando il paese come un grande condominio, popolato da due principali categorie di personaggi, gli ingenui e i furbi, e ricostruendo alcune tappe della loro convivenza.

Spero che i temerari che la vorrano affrontare (ci vogliono circa 20'), possano trovarci, contemporaneamente, motivi per ridere, sorridere, riflettere, incazzarsi. Buona lettura oppure buon proseguimento altrove.

condominio

Il Condominio Italia consta di 100 unità.

Quasi tutti i condòmini sono proprietari dei rispettivi appartamenti, e pagano annualmente (in rate trimestrali) le spese condominiali per importi differenti.

I nuclei familiari sono per lo più di estrazione impiegatizia e operaia (versano circa 1.000 £), poi vi sono l'ultimo piano ed i sei attici, occupati da commercianti, artigiani, industriali, professionisti, funzionari (che contribuiscono per le spese ciascuno con 2.000 £), ed al pian terreno, infine, si trovano 10 attività commerciali di servizio al grande stabile: bar, negozi e uffici (che pagano ognuno 4.000 £).

Le cose vanno, tutto sommato, bene.

Il Condominio è stato ricostruito in economia da poco, dopo la seconda guerra mondiale, ed include nel suo libro paga anche alcune persone competenti e dedite, con varie mansioni (dalla pulizia alla manutenzione), che lo tengono in ordine e fanno funzionare adeguatamente gli scarni servizi essenziali.

Com'è di moda in quel tempo il condominio decide di darsi un regolamento.

Al momento di decidere sull'assetto da dare alla nuova convivenza, un condòmino influente e molto considerato, il Signor Tordelli, richiama l'attenzione sull'eccessiva farraginosità dei sistemi di convocazione dell'Assemblea Condominiale Universale e propone di circoscriverla ai soli 6 capiscala, che rappresenterebbero comunque la volontà collettiva, consentendo alle decisioni necessarie di diventare più facili e veloci da prendere.

Moltissimi tra i condòmini dichiarano subito la propria disponibilità, un po' perchè non si sentono all'altezza avendo solo la quinta elementare, un po' per evitare le noiose riunioni settimanali e andarsene per campi con le morose, e un po' perchè impegnati nelle loro attività.

Comunque sicuri di poter controllare, tramite le elezioni periodiche, chi li amministra.

L'Assemblea mette ai voti ed il Condominio approva, con maggioranza semplice, in una assolata domenica di agosto, quando quasi tutti sono al mare a cercare il fresco, ma poco importa.

Il successivo mese di ottobre la rampa B chiede, tramite il caposcala (amico fraterno dell'influente Tordelli), di decidere autonomamente sulla pulizia dei propri pianerottoli con detergenti sperimentali, da assegnarsi al loro inventore, un fecondo ma sfortunato scienziato, nipote di quel Vescovo che tanto si era speso in favore del Condominio, negli anni precedenti, con l'impresa edile costruttrice.

L'Assemblea asseconda, e delibera che le nuove spese ricadano progressivamente su tutto il Condominio, purché il caposcala della rampa B si impegni (informalmente) ad appoggiare successivamente in Assemblea le proposte dei rappresentanti delle altre rampe.

Il Vescovo, riconoscente, benedice tutti i caposcala, manda i suoi calorosi saluti ai condòmini  e una carezza ai loro bambini.

A dicembre la scala A chiede che siano assunti due potatori di gerbere, con orario ridotto però perchè il lavoro è usurante, senza compromettere la parità retributiva con gli altri salariati del Condominio.

Le spese salgono comunque ma di poco, e nessuno si lamenta, anzi, perchè gli affari vanno a gonfie vele per tutti, i condomini sono di ottimo umore e trombano come i ricci.

Tutti vendono, lavorano, guadagnano, progressivamente, qualcosa più di prima, qualcuno molto più di prima, tutti migliorano il proprio tenore e stile di vita.

Un industriale porta addirittura quadri e libri in fabbrica perchè vuole che i dipendenti escano dall'ignoranza, e costruisce per loro case e scuole.

Passa per coglione perchè è diventato solo ricco e non ricchissimissimo, ma non se ne cale e muore, anche se all'improvviso, probabilmente  contento.

Con la crescita delle famiglie e del loro benessere diventano necessari nuovi servizi, resi da ulteriori addetti più o meno indispensabili, e le rampe disagiate, col consenso di tutti, ne assumono qualcuno di più per distribuire la ricchezza condominiale.

Il Signor Tordelli, della scala C, da solo assume quattro tra i nuovi arrivati nel Condominio assicurandosi, così, la maggioranza perpetua dei voti della sua rampa.

Il Signor Ricciotti, della scala A, fonda una Cooperativa Condominiale di manutenzione, la fa dirigere dal cognato e vi fa confluire i riconoscenti collaboratori assunti.

Il Signor Forzieri, della scala D, invita un caro amico a comprare la società che fornisce gas e corrente al Condominio.

L'Assemblea fa aprire un asilo, una portineria ed un ambulatorio con medico ed infermiere, e decide di finanziare i costi dei tre giornali delle rampe principali: scala A - 'Le parti Comuni', scala C - 'L'Osservatore Condominiale', e scala D - 'I Millesimi'.

I condòmini raggiungono una discreta tutela sanitaria, sociale e previdenziale.

Se per caso il lavoro manca l'Assemblea dispone subito la costruzione di una palestra, oppure una piscina, oppure una nuova libreria.

Ci si allena, si nuota e si legge nel fasto, alla faccia dei condomini vicini sfigati, e si tromba tre volte al giorno.

Quando ci sono nuovi bibliotecari da assumere, e i posti sono pochi, si mandano in pensione quelli più vecchi, e lo stesso vale per gli allenatori di nuoto o ginnastica.

Qualcuno si lamenta che i dipendenti del Condominio vadano in pensione troppo presto e che si paghino troppe spese condominiali, poi comprano un appartamento nel Condominio Cortina e ne decantano l'organizzazione.

Una mattina la Polizia arriva, parcheggia e aspetta i cassieri di quattro delle sei rampe, portandoli via tutti in un tripudio di sirene e luci blu.

E' l'operazione "Scale Pulite", iniziata scoprendo che un condòmino della scala B pretendeva mazzette per lasciar cagare i cani in giardino.

Andando più a fondo si scopre che i capiscala facevano lavorare al Condominio quelli che decidevano loro, chiedendo soldi in cambio, tranne il caposcala della scala A, innocente perchè il suo cassiere confessa di aver tenuto tutti i soldi per sè.

Li ha nascosti, da qualche parte, per la sua serena vecchiaia, compresi quelli ricevuti dal Condominio CCCP per sabotare col tritolo la caldaia del Condominio Italia.

"Le Parti Comuni" esce con una edizione straodinaria: "E' una calunnia! Mai pensato di sabotare la caldaia (eppoi il Temtex era fermo alla dogana)".

Qualche caposcala è costretto a dimettersi, qualcuno fugge all'estero, diventano caposcala i vice-caposcala, ma sono subito presi a sassate.

I sassi più grossi li tirano proprio i condòmini assunti direttamente dai caposcala, indignati perchè ora nel Condominio si penserà che fossero raccomandati e non si meritassero veramente il proprio posto.

Allora diventano caposcala i vice-vice-caposcala, quelli rimasti sempre ai margini delle tavolate principali e quindi i più affamati.

I giornali di rampa non ci stanno, 'L'Osservatore Condominiale' titola a nove colonne "Abbiamo le prove che quelli della Scala A hanno fatto di peggio", "Le Parti Comuni" apre con "Facciamo finalmente pulizia", "I Millesimi" tuona "La magistratura è al servizio della scala A".

Il magistrato di "Scale Pulite", nel frattempo, compra un appartamento e si candida alla scala E, dove viene eletto caposcala per acclamazione.

L'Assemblea aderisce all'€uro insieme ad altri condomini vicini, il tasso di cambio è £ 1936,27 per 1 €.

Dopo pochi anni i condomini mugugnano perchè sembra loro che i prezzi aumentino senza controllo, viene allora nominato un Commissario agli Scontrini per tutelarli e rassicurarli, ma i carburanti raddoppiano il loro costo alla pompa, nell'indifferenza del Condominio che ci guadagna sull'Iva.

Il signor Rampani, scala F, si trasferisce alla vicina scala D dopo aver fatto assumere il genero palombaro con mansioni di ascensorista, lasciando vacante il posto di caposcala ma mantenendo, però, il diritto di voto all'Assemblea Condominiale fino al suo scioglimento.

Indignata per il voltafaccia del Rampani, la scala F convoca le Primarie per designare un nuovo candidato caposcala, ed infine elegge con plebiscito bulgaro il Delfino del traditore.

Cade un ascensore e muoiono quattro condomini, si tengono funerali condominiali e l'Amministratore pretende che venga accertata la verità.

La magistratura apre solerte un'inchiesta contro ignoti, che viene archiviata dopo solo 3 mesi.

Nel Condominio comincia a serpeggiare qualche malumore, perchè le spese in pochi anni sono aumentate in maniera esponenziale ed a causa di questo non si riescono più a vendere od affittare gli appartamenti.

Le fornicazioni sono passate a cadenza mensile.

In tanti sono venuti a visitare le case vuote, perchè sono molto belle, ma poi gli interessati non si sono più fatti sentire, scegliendo tra altre destinazioni, come i Condomini Germania e Austria.

Neanche gli affari vanno più come una volta, quello che c'era da vendere è stato venduto, e non si può chiedere di ideare prodotti nuovi a quelli che hanno passato la loro vita studiando nuoto e ginnastica.

I condòmini trombano già una volta ogni sei mesi, le condòmine con velleità da vice-vice-vice -caposcala molto più spesso, da qualche parte vicino alla scala D.

Mentre i costi del Condominio salgono ancora, i gerani in giardino muoiono inspiegabilmente dopo ogni fioritura, l'addetta all'asilo non ha nulla da fare perché i bambini sono nel frattempo cresciuti ed andati a scuola, il portiere non ha più senso da quando si sono installati i videocitofoni.

Qualcuno lo fa notare, ma poi smette perchè scopre che ogni notte il portiere, l'addetta all'asilo e l'ex macellaio assunto come giardiniere gli rigano tutti, a turno, la macchina.

Un ragioniere del primo piano osserva che secondo lui si sta pericolosamente superando il pareggio tra gli incassi del condominio e le spese che questo sostiene, ma gli viene obbiettato che tutto è sotto controllo e che, nel condominio di fronte, stanno molto ma molto peggio.

Progressivamente i margini per nuovi investimenti del Condominio si riducono, e viene comunicato agli esercenti del pian terreno che, per la rampa di accesso dei disabili, si dovranno aspettare tempi migliori, perchè prima bisogna finire di pagare i 10.000€ per la statua di Padre Pio da mettere in entrata (di Igino Pagnozzi, cugino del dimissionario Rampani, scala E) ed i 3.200€ per le 64 lampadine da rimborsare alla Cooperativa di manutenzione (del Ricciotti - scala A), nonché i 4.500 alla società fornitrice del gas (dell'amico del Forzieri, esule in sudamerica - scala D).

Per scrupolo, ma solo per scrupolo, l'assemblea condominiale aumenta il canone trimestrale di ulteriori 250€ per famiglia e stipula mutuo bancario per il prossimo rifacimento del tetto, che la banca amica concede per 100.000€ accettando in garanzia la statua di Padre Pio di Igino Pagnozzi.

Finchè ci sono soldi le cose procedono nell'abulia generale, poi 7 famiglie cominciano a trovare difficoltà nel versare le loro rate alle scadenze, perchè le aziende per cui lavorano faticano a pagare gli stipendi.

E' l'inizio della crisi ma nessuno se ne accorge.

L'Assemblea, con un colpo di genio, istituisce la Lotteria Condominiale trattenendo una parte delle somme scommesse e tampona il problema, ma il tetto dopo due anni di attese cede, i soldi sono finiti e le riparazioni non sono più rinviabili.

In due anni le famiglie in difficoltà sono aumentate, soprattutto i pensionati che sono circa la metà, il negozio di ortopedia si è trasferito al Condominio Carinzia (attrezzato già nei progetti con la rampa disabili), un industriale dell'ultimo piano si è suicidato per debiti e due condòmini della Scala E sono in cura per ludopatia compulsiva.

l'Assemblea decide allora di rifinanziare il mutuo contratto sulla Statua di Padre Pio, assicurando alla banca che il Pagnozzi sta per tirare le cuoia e che, le redazioni culturali dei giornali di rampa, unanimemente, sono pronte a farlo entrare (da morto) nell'Olimpo della scultura mondiale.

La banca si dice disponibile, ma chiede in garanzia almeno qualcos'altro.

L'Assemblea cede sulla parabola condominiale ed ottiene una nuova iniezione di liquidità per ulteriori 100.000€, che usa per pagare i debiti pregressi ed iniziare i lavori del tetto, senza alzare le rette degli inquilini però, visto che le elezioni sono imminenti.

L'Amministratore Condominiale inaugura il tetto, benché non sia stato ancora del tutto terminato.

Presto i condòmini si lamentano che gli piove in casa, ma il giornale di rampa 'Le parti Comuni' rende pubblico uno studio internazionale sul riscaldamento globale, che prevede bel tempo per tutto il resto l'anno.

Il caposcala AmicodiForzieri (scala D), riconfermato, dichiara al suo (proprio suo) giornale di rampa, 'I Millesimi', che al pian terreno comunque non arriva acqua, altrimenti la pizzeria sarebbe sempre piena di gente con gli stivali di gomma

Poi ingaggia sia la parrucchiera che il barbiere del pian terreno, per controllare gli umori e difendersi dalle maldicenze sui propri costumi sessuali.

L''Osservatore Condominiale' ribadisce che il tetto deve ritornare la priorità per l'Assemblea.

Il Signor Palmieri, della scala F, impone all'Amministratore Condominiale di intervenire subito per fermare le infiltrazioni, e minaccia di trasferire altrove, magari al Condominio Ticino, la propria attività di produzione di carta assorbente, oramai tra le ultime rimaste nell'immobile.

Su impulso dell'Amministratore Condominiale l'Assemblea delibera allora la svendita della guardiola reperendo i fondi per terminare i lavori, e trasferisce il portiere al giardinaggio, con stipendio allineato alle precedenti mansioni.

Dopo il negozio di ortopedia anche il supermercato del pian terreno cambia Condominio (perchè mancano i parcheggi promessi per anni e lo stabile si è, nel frattempo, spopolato) ed il nuovo direttore di banca chiede che fine abbia fatto lo scultore Pagnozzi, dato da tempo per moribondo.

Il giornale di rampa 'I Millesimi' pubblica la settimana seguente un servizio sulla personale di un pallidissimo Pagnozzi nell'atrio condominiale, ed una lusinghiera recensione del famoso critico Brizzi.

La banca si cheta.

Il Ricciotti, caposcala Scala A, inaugura finalmente il tetto con un sontuoso rinfresco.

Nel Condominio, delle iniziali 100 famiglie ne sono rimaste 70 (molte in difficoltà) e di 10 attività commerciali solo 4 attive (tutte in difficoltà), l'Assemblea cede ad una società di factoring i crediti verso 110 condòmini e si garantisce ancora liquidità per sei mesi.

Dopo sei mesi vende il giardino ad una immobiliare rendendolo edificabile, e trasferisce gli addetti al verde pubblico, con stipendi allineati alle precedenti mansioni, al servizio pulizie.

Il giornale di rampa 'L'Osservatore Condominiale' dedica un ampio reportage sulla straordinaria pulizia del Condominio, e loda l'imminente apertura, nell'ex giardino, di un centro commerciale che stimolerà la concorrenza.

Il caposcala A sposa il figlio coi soldi del Condominio, il caposcala D, con gli stessi soldi, gli regala il viaggio di nozze.

Hurrà! per gli sposi ma oramai i condòmini trombano una volta ogni due anni.

La settimana successiva chiude l'unico panificio del pian terreno, fronte ex giardino, per far posto ad un bazar gestito da orientali.

La banca telefona ancora, con sempre maggior insistenza, informandosi sulla salute dello scultore Pagnozzi.

Il nuovo direttore coglie l'occasione per comunicare che l'istituto ha perso un sacco di soldi in borsa, perchè si è venuto a sapere che ha concesso alcuni crediti senza adeguate garanzie.

Quindi, suo malgrado, preannuncia che a breve il Condominio dovrà rientrare del prestito dato, tanto sulla statua di Padre Pio che sulla parabola condominiale.

L'Assemblea Condominiale riferisce all'Amministratore della telefonata ed avverte che in cassa è rimasto poco o niente, quindi l'Amministratore nomina Presidente dell'Assemblea un autorevole consulente bancario.

Lo applaudono il Condominio, sperando di poter tirare un po' di respiro, e la banca, sicura di riprendere i suoi soldi.

Il Signor Gerberi, della scala F, insiste solitario dal suo blog perchè la banca si tenga la statua di Padre Pio, la parabola condominiale e si tolga dai coglioni.

Il nuovo Presidente, che non ha più nulla da vendere o impegnare, introduce la tassa sullo zerbino e alza la retta trimestrale delle famiglie di quasi 1.500€, con l'appoggio dei capiscala.

Quindi rientra annualmente del 20% dei debiti verso la banca, chiude l'asilo (ne affitta i locali al sempreverde Pagnozzi, che vanta ancora crediti verso il Condominio), e trasferisce l'addetta, con stipendio allineato alle precedenti mansioni, al servizio pulizie.

Il vice del nuovo Presidente, una specialista, predica flessibilità per controllare le spese ed aumentare l'efficienza, sposta alla manutenzione 4 dei 20 addetti delle pulizie.

Andrebbero dove servono di più, visto che il tetto è stato costruito con calcestruzzo depotenziato e perde già.

Benché gli stipendi siano sempre allineati alle precedenti mansioni i sindacati insorgono, portano nell'atrio 10 pensionati, e per due giorni nessuno raccoglie la spazzatura o controlla le macchie di umidità.

I lavoratori si incazzano perchè, per una volta, volevano scioperare loro al posto dei pensionati,

Vengono nominati due Commissari che chiedono pieni poteri, uno al Pattume e il secondo all'Umidità.

L'anno successivo chiudono altre due delle tre attività rimanenti al pian terreno, e si suicidano 5 condomini, uno dell'attico e quattro del penultimo piano.

La banca, preoccupata per la perdita di quelle entrate, chiede stringenti garanzie sul suo credito residuo.

Il Presidente dell'Assemblea, per creare un avanzo di bilancio e rassicurare l'Istituto, propone di introdurre la tassa sul portaombrelli.

I condomini che ne hanno uno lo vendono immediatamente.

L'Assemblea Condominiale, a questo punto, insorge e sfiducia il Prestigioso Consulente Bancario ed il suo seguito, l'Amministratore indice subito nuove elezioni ma nessuno dei candidati prevale.

Tutti si erano offerti di condurre il necessario cambiamento.

Un terzo dei voti li prende l'AmicodiForzieri (scala D) che promette di eliminare l'odiosa tassa sullo zerbino, un terzo Ricciotti (scala A) che sostiene che l'AmicodiForzieri sia un incapace, farabutto, inelleggibile e trombacondòmine, un terzo ancora il Signor Gerberi (quello che voleva lasciare alla banca statua e parabola), che non è mai stato prima caposcala e vuole mandare a casa sia AmicodiForzieri che Ricciotti, innescare la Rivoluzione condominiale e chiudere tutti i giornali di rampa.

"I millesimi" lo accusa dì fascismo, "Parti Comuni" di stalinismo, "L'Osservatore Condominiale" invita a riflettere sulla libertà di critica e di stampa.

L'Amministratore del Condominio chiede a Ricciotti, che vanta il voto di un nano in più alla scala E, di tentare un accordo con gli altri due, ma il tentativo si conclude con uno che lo mena e l'altro che gli ride in faccia.

(…)

 Da qui bisogna andare di fantasia pura.

(...)

L'Amministratore riflette, e alla fine pensa che forse, avere una Assemblea incapace di prendere nuove iniziative autonome, non sia poi una cosa così negativa.

Convoca il capo dei Servizi Segreti condominiali e gli chiede di eliminare il Pagnozzi per sistemare le questioni con la banca.

La morte del Pagnozzi, tuttavia, non finisce in prima pagina (bensì in un trafiletto della decima) perchè i giornali di rampa sono in tutt'altro affaccendati.

'Le Parti Comuni' afferma che "Bisogna dare subito un Assemblea al Condominio".

'I Millesimi' chiosa che "L'Assemblea non si può fare senza di noi".

'L'Osservatore Condominiale', comunica che "Se qualcuno lo chiede noi per l'Assemblea ci siamo".

Gerberi manda tutti a fare in culo dal suo blog.

La banca si incazza definitivamente e dà un mese per rientrare.

La situazione non è in stallo ma proprio stallatica.

L'Amministratore comincia allora a pensare a qualcuno del Condominio che non stia proprio sui coglioni a tutti, e possa indirizzare l'Assemblea, ma poi si accorge di non conoscere nessuno, tolti i capiscala, benchè abbia fatto 40 anni nell'Assemblea e 7 come Amministratore.

Decide di bussare ad una porta per piano (di ogni rampa) cominciando dal pian terreno, dove scopre che oramai rimane aperto solo il bazar degli orientali.

Visita complessivamente 10 appartamenti, a caso, e nota che c'è solo una giovane coppia, con un figlio di piccolo, poi umanità nemmeno tanto varia.

Un'anziana sola che ha venduto la nuda proprietà dell'appartamento sperando di campare meno di 10 anni, tre coppie di pensionati che tengono i nipoti, tre famiglie di operai (delle quali due in Cassa Integrazione, e una che non va in vacanza una settimana da anni), poi un artigiano e un industriale che confessano di lavorare da anni solo per far 'girare i soldi'.

Torna nel suo ufficio e sfoglia ancora una volta le prime pagine dei giornali di rampa, poi accende il computer per vedere la schermata del blog di Gerberi.

Esce e guarda il Condominio, fa le valige e se ne va, senza neanche salutare.

 

 

 

 

 

 

 

23mar/134

Abbiamo fatto fare ai maro’ la figura dei vigliacchi

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Con un governo tecnico che avalla l'Eurogruppo nello scippo ai ciprioti, in barba a qualsiasi principio etico o morale, la politica estera italiana non poteva non dimostrarsi, coerentemente, altrettanto deficitaria.

L'errore nella vicenda dei due Fucilieri di Marina del San Marco non risiede, come si pensa, nel dietrofront (con pentita riconsegna all'India), ma a mio avviso la sua genesi va trovata nel proclamare urbi et orbi che l'Italia avrebbe dissatteso l'impegno di farli rientrare dopo la licenza mensile ottenuta per le votazioni di febbraio.

Parliamoci chiaro, violare gli accordi precedentemente sottoscritti ha semplicemente rinfocolato la smania indiana di affermare le proprie posizioni, con metodi peraltro illegittimi e discutibili che non siamo stati capaci di affrontare, come la minaccia di mettere sotto arresto l'ambasciatore italiano Daniele Mancini, sottoscrittore dell'affidavit.

Uno scontro tra nani ignorati dalla comunità internazionale, che invece di favorire la proposta italiana di una soluzione bilaterale ha assitito immobile al vilipendio indiano di qualsiasi regola universale della diplomazia.

Anche questo individua il peso politico del nostro paese, apertamente ignorato da tutti sulla questione, persino della Comunità Europea di cui è orgoglioso cofondatore.

Mettere sotto pressione internazionale le autorità indiane, talmente sfrontate da disconoscere l'immunità diplomatica di un ambasciatore a New Delhi, è invece cosa impossibile solo per il nostro Ministro degli Esteri.

Ma l'incapacità di Giulio Terzi di Sant'Agata di proteggere i propri errori di valutazione è solo complementare ad altri che ha commesso.

Una volta consegnati i marò, con l'Enrica Lexie, si dovevano accettare tutte le conseguenze di quella scelta, certo tutelando con la massima energia i nostri connazionali e sostenendo le loro ragioni all'interno del diritto, ma non sottraendoli (come vigliacchi che certo non sono) ad un giudizio nel quale si dichiarano innocenti e che si reputa legittimamente vinto sul piano giuridico.

Questa decisione sconsiderata ha inevitabilmente peggiorato la posizione dei due al loro rientro in India.

Il Ministero degli Affari Esteri, infine, non ha saputo nemmeno condizionare l'opinione pubblica internazionale (ed ammorbidire quella indiana) cavalcando l'incidente della USNS Rappahnnock, coinvolta pochi mesi dopo in un fatto analogo, e conclusosi con l'allontanamento della nave ed una nota di condoglianze dell'ambasciatore statunitense.

Speriamo che almeno gli avvocati indiani di Girone e Latorre riescano ad affermare la legittimità del comportamento italiano al largo della costa del Kerala, posto che questi due silenziosi concittadini rischiano di diventare le vittime di un bassissimo confronto diplomatico, gestito male e condizionato dagli affari di Finmeccanica in India.

Auguriamoci, in definitiva, di non averli venduti per una manciata di elicotteri commissionati a suon di mazzette e cominciamo, quanto prima, a ricucire delle vantaggiose relazioni internazionali, tenendo però a memoria il trattamento ricevuto dall'Europa in questa occasione.

 

19mar/131

L’Europa e’ ufficialmente morta – R.I.P.

Un’intera generazione, quella degli ultraquarantenni, ridacchia pensando a tante prove di italiano svolte durante il liceo, quando consegnando un ‘tema libero’ inneggiante all’Europa ed alla pace ritrovata nel Vecchio Continente si garantiva un 6 facile facile, che poteva diventare persino 7 fustigando (con schifo evidente ma grammaticalmente corretto) qualsiasi pulsione nazionalista.

Erano altri tempi, la metà degli anni ottanta, nei quali la Pubblica Istruzione preparava per conto terzi le future generazioni al “volemose tutti bbene, sèmo tutti na grande famiglia”.

Ora, che la Grande Famiglia si è formata, la sensazione di essere stato preso per il culo da qualcuno mi sorvola come un condor.

Non è una sensazione nuova, a dire il vero, ma ottiene tutte le certificazioni ISO 9001 del caso quando penso al destino di una normale famiglia cipriota di questi giorni.

Non stiamo parlando degli oligarchi russi che riciclano denaro in quell'isola, ma dei semplici cittadini rapinati per ragion di Stato, perché la loro Repubblica non sa come sostenere le banche che hanno perso la metà delle risorse nel "Cut Off"  del debito greco, evidentemente gestendo male i propri patrimoni.

Parlo, ovviamente, dei ciprioti che non sono coinvolti nella mala gestio delle istituzioni finanziarie e che non sono insiders in grado di nascondere per tempo i propri soldi.

Secondo Wikipedia il PIL dell’isola è così costituito: Agricoltura 4,3%, Industria e costruzioni 20,1%, Servizi 75,6% lasciando intravedere bene come l’eventuale stretta creditizia conseguente una crisi di liquidità non colpirebbe certo le attività marginali nelle quali è impegnata l’economia reale.

I soldi prestati ai ciprioti dal FMI e dalla Comunità Europea, ergo, servono per ricapitalizzare il debito bancario in scadenza, scaricando pro capite sui cittadini le perdite, e non certo per sostenere la popolazione (o il suo tenore di vita) come sarebbere lecito aspettarsi da una istituzione che è quasi impossibile criticare senza passare per reazionari o cromagnon.

Mi sembrano chiari gli interessi realmente tutelati dalla Comunità Europea in questo frangente, e mi sembra altrettanto chiaro che questa se ne fotta sonoramente  di un milione e centomila ciprioti, cittadini comunitari (dal 2004) incolpevoli e presi per i fondelli senza alcuna remora.

Se il prestito pagato col sangue servisse realmente per restituire 5.8 miliardi di euro di crediti tedeschi, in funzione elettorale per far bella la celebre Culona Intrombabile nel prossimo settembre, lo scempio sarebbe completo.

Ma la cosa ancor più ripugnante, sorvolando sulle modalità malavitose del prelievo (preannunciato a sorpresa nel we precedente una festa religiosa per tener chiuse le banche), è che la richiesta di procedere all’esproprio sia fatta da un consorzio di Governi tra i quali il nostro, tutti complici di una violenza privata senza precedenti, se si toglie quello miserabile (0.6/000) del nostro Amato Giuliano nel 1992.

Non uno dei politici europei che abbia alzato almeno un ditino per difendere i ciprioti, nemmeno tra quelli che si sono rifiutati di stringere le mani a Tizio e Caio perché in odore di calpestare i diritti umani, o di rimbrottare per i cori razzisti negli stadi, di lamentarsi per le discriminazioni della comunità omosessuale o per il trattamento dei beagle usati per la vivisezione.

Evidentemente non gliene frega una mazza a nessuno.

Un banco di sardine in movimento ordinato, senza sentimenti etica e morale, che insulta una paese e decreta la morte dell’Europa, col suo fardello di retoriche commoventi sulla comunità dei popoli continentali.

Il problema non è solo tedesco, perchè tutti contribuiscono a demolire il senso di giustizia che dovrebbe accompagnare le decisioni che coinvolgono le popolazioni governate in Europa.

Fa bene il Parlamento cipriota a bocciare la rapina, eufemisticamente definita 'piano di salvataggio', ma la sostanza generale non cambia,

Ho sempre preferito il "Requiem" di Mozart all'Inno alla Gioia di Beethoven, comunque.

 

18mar/132

Spezzeremo le ciglia finte alla crisi

Due screeshoots, il primo dall'apertura del Corriere online di oggi, 18.03.2013, il secondo dal sito del Senato.

Rispettando i tempi mediamente impiegati dalle Camere si potrebbero approvare, in due anni, al massimo due leggi di riforma, ma addirittura tre (e frattaglie) se di iniziativa governativa.

Il tutto, premessa evidente, se un governo fosse già insediato, avesse le idee ben chiare, garantisse quel minimo di convergenza progettuale richiesta dal titanico sforzo di rimettere in corsa questo paese.

Certo questi tempi si potrebbero accorciare evitando la perenne necessità di dare un colpo al cerchio ed uno alla botte ma oggi, chi chiede di impugnare la mazza, si alambicca col partito di Montezemolo rappresentando gli interessi inconciliabili dei cipputi dalla tuta blu.

Quindi, anche ammesso che una foglia si muova dopo interminabili compromessi, legifereranno come preannunciato sul finanziamento pubblico ai partiti, sulla legge elettorale, sull'abolizione delle Provincie.

L'unica speranza concreta, di qui a due anni, è che la crisi si risolva da sola.

 

fonte Corriere.it

fonte senato.it

18mar/130

Gli autogol di Grillo e Bersani

Inciampo imbarazzante del M5S, che perde in un'unica occasione l'immagine monolitica imposta da Grillo (in questo frangente più Grullo che altro) e la possibilità, magari remota, di presiedere un ramo del Parlamento con il relativo calendario dei lavori.

L'elezione di Grasso grazie al voto di quelli che una volta venivano chiamati 'franchi tiratori', svela l'impossibilità di garantire ancora una linea concordata e un'anima di sinistra del movimento M5S che si era cercato di occultare.

In definitiva una pessima figura al primo appuntamento importante, soprattutto nei confronti del proprio elettorato moderato.

Quanto alle candidature proposte da Bersani nulla quaestio, se non per la scarsa visione di prospettiva dimostrata.

Occupando per breve termine due cariche istituzionali (se si andrà ad elezioni come sembra), il PD si vedrà verosimilmente costretto a consegnare ad aprile la Presidenza della Repubblica a persona gradita al centrodestra, però per un settennato.

Nel suo complesso la giornata consegna solo questo risultato evidente, e fa emergere alcune legittime perplessità sulla tenuta 'rottamatrice' M5S.

Ai punti ieri avrebbe vinto chi non ha fatto nulla, quindi, e non è certo una bella prospettiva.